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Diplomifici: revocato status di scuole paritarie a 47 istituti

Scuole diplomifici: 50 milioni di euro il boom annuale

Le trappole dell’istruzione privata, il ministero interviene su 47 scuole paritarie

Oggi, la notizia della revoca dello status di scuole paritarie a 47 istituti sta facendo il giro dei media. Queste scuole, che rilasciavano diplomi di stato validi per l’accesso all’università e ai concorsi pubblici, sono state al centro di un controverso dibattito. Accanto alla piaga dell’abbandono scolastico, che condanna molti giovani e adulti alla disoccupazione, emerge il problema delle scuole che, dietro compensi che superano gli ottomila euro, promettono diplomi facili attraverso percorsi facilitati e brevi. Questi percorsi includono spesso corsi online e insegnanti non qualificati.

Il mondo della formazione è strettamente legato al lavoro e alle opportunità di guadagno, rendendo facile per alcuni entrare nella trappola di ricoprire ruoli di docenza senza le qualifiche necessarie. Questa emergenza viene puntualmente messa in risalto ogni anno, alla fine dell’anno scolastico, periodo in cui si fa anche il bilancio delle nuove leve per l’insegnamento e il lavoro nel settore scolastico.

La questione solleva interrogativi importanti sulla qualità dell’istruzione e sull’integrità del sistema educativo, chiamando le istituzioni a intervenire con misure rigide per garantire che le scuole paritarie rispettino gli standard necessari per offrire un’educazione di qualità.

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Non scuole ma diplomifici: promesse di diplomi rapidi in cinque mesi

I diplomifici sono quindi scuole che promettono il rilascio di un diploma di stato in tempi estremamente rapidi, anche solo in cinque mesi. Danno priorità al tempo, sacrificando qualità, livello di apprendimento e frequenza, dietro alti compensi spesso pagati anche a rate. Queste scuole paritarie sono state trovate a Palermo, Agrigento e Napoli, dove gli studenti potevano seguire esclusivamente corsi online al costo di fino a ottomila euro. La promessa era di poter recuperare un ritardo scolastico di quattro anni in cinque mesi, senza obbligo di frequenza e direttamente da casa. Questa offerta attrae molti lavoratori senza diploma che desiderano migliorare la propria condizione educativa e professionale.

Ci sono stati casi in cui gli studenti hanno saltato dal primo anno al quinto, sostenendo direttamente gli esami di maturità, pagando compensi molto alti a rate. Tuttavia, la qualità dell’apprendimento e il controllo sulla frequenza non erano garantiti. Anche quest’anno si è registrato un boom di diplomifici. Il Ministero dell’Istruzione, dopo controlli approfonditi in Sicilia, Campania e Lazio, ha rilevato 70 scuole paritarie di secondo grado in situazione di irregolarità. Di queste, a 47 istituti è stato revocato lo status di scuole paritarie.

Diplomifici: un giro d’affari da cinquanta milioni di euro l’anno

Scuole private e diploma facile e rapido: una piaga che si aggiunge all'abbandolo scolastico

Il giro d’affari delle scuole che promettono diplomi facili e rapidi ammonta a cinquanta milioni di euro l’anno. Queste scuole sfruttano le leggi nazionali, che non impongono un limite sugli iscritti, e la scarsa frequenza dei controlli per crescere nel mercato. Approfittando di questa situazione, le scuole creano veri e propri pacchetti su misura, definiti da Repubblica come “all inclusive”.

Nelle classi del quinto anno vengono iscritti centinaia di studenti, mentre nelle classi intermedie, dal primo al quarto anno, ci sono pochissimi alunni. In Campania, molte liste del quinto anno sono state allungate includendo anche studenti iscritti dalla Svizzera. Proprio nelle quinte classi, pronte ad affrontare la maturità, sono state riscontrate numerose irregolarità dagli ispettori. Gli alunni seguivano principalmente lezioni online, senza una regolare verifica della frequenza scolastica.

Inoltre, sono stati trovati docenti privi di abilitazione o del titolo necessario per insegnare le discipline. Altre incongruenze riguardano l’idoneità degli esami, degli esami integrativi e la tenuta dei registri cartacei ed elettronici, essenziali per monitorare l’apprendimento degli allievi.

L’intervento del ministero per contrastare nuove scuole diplomifici e il turismo connesso

Il Ministero dell’Istruzione aumenterà sicuramente le ispezione, intanto ha anche introdotto nuove norme per impedire il recupero scolastico accelerato, limitando il recupero massimo a due anni in uno, e previsto commissari esterni per gli esami di idoneità.

Esiste un vero e proprio turismo dei diplomi privati, si riferisce al fenomeno in cui studenti si iscrivono a scuole paritarie fuori dalla propria regione per ottenere rapidamente il diploma, spesso in istituti del Sud Italia come la Campania, dove il 30% dei maturandi delle scuole paritarie ha sfruttato questa scorciatoia.