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Rudy Guede, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento alla sua ex compagna 23enne

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Rudy Guede, ancora nei guai

Il delitto di Perugia ha fatto la storia della cronaca italiana. Si tratta dell’omicidio di Meredith Kercher, una studentessa britannica, che soggiornava in Italia, proprio a Perugia, nell’ambito di un progetto Erasmus. La ragazza è stata uccisa nella notte del 1° novembre del 2007. La studentessa venne ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto, all’interno della casa che condivideva con altri studenti. La causa della morte fu un’emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato usato come arma. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede.

Ebbene, per Guede non sono finiti i guai, perché il 36enne è stato raggiunto questa mattina del 6 dicembre del 2023 da un’ordinanza cautelare che prevede il divieto di avvicinamento alla sua ex compagna, 23enne, che sarebbe stata picchiata dall’uomo. Ma vediamo l’accaduto in questo post

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Rudy Guede

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Divieto di avvicinamento all’ex compagna per Rudy Guede

Stamane è stata notificata a Rudy Guede la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla ex compagna. La misura è stata richiesta della Procura di Viterbo nei confronti del 36enne ivoriano, già condannato in passato per l’omicidio di Meredith Kercher, nel novembre del 2007. L’omicidio della studentessa è stato uno dei casi di cronaca nera più mediatici degli ultimi 20 anni.

13 anni di detenzione che oggi si bloccano

Uscito dal carcere tra semilibertà e una collaborazione nel Centro studi criminologici di Viterbo, Rudy Guede è stato raggiunto questa mattina 6 dicembre dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento a 500 metri dalla ex compagna, con tanto di braccialetto elettronico. Il provvedimento, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile, è stato emesso dal procuratore di Viterbo, Paolo Auriemma. Nei suoi confronti i pm contestano i reati di lesioni personali, maltrattamenti e violenza contro la sua ex compagna. L’uomo era stato scarcerato nel giugno 2023 dopo circa 13 anni di detenzione. A Guede è stato applicato anche il braccialetto elettronico

paolo auriemma
Paolo Auriemma

La reazione di Raffaele Sollecito: “Non è cambiato

Raffaele Sollecito, dopo avere sentito della misura cautelare che ha raggiunto Guede oggi, ha espresso la sua opinione. L’ex imputato per la morte della studentessa ha detto: “Non seguo la vita di Guede, certo alla luce di quanto accaduto oggi mi sembra che non sia cambiato. Quello che era prima di entrare in carcere, quello che leggevamo negli atti, si riconferma tristemente e altrettanto tristemente si constata che non si è pentito“.

Raffaele Sollecitato è stato assolto insieme ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher il 27 marzo 2015, dopo diversi anni di udienze, processi e colpi di scena.

Il libro di Rudy Guede: Il beneficio del dubbio. “Quella notte -dice- avrei voluto fare di più”

Il 36enne di origini ivoriane, a novembre del 2022, aveva presentato il suo libro intitolato Il beneficio del dubbio (IBS, €14,25) . Una storia che racconta la sua esperienza in carcere dopo la sentenza Kercher e in cui si è definito un “condannato impossibile” perché i giudici, pur affermando che non fu lui a uccidere la studentessa inglese, lo condannarono per il delitto “in concorso“, senza tuttavia mai trovare un altro colpevole.

Nel suo libro, Guede racconta: “Io so che c’è stato un errore giudiziario.Non ho mai negato la mia presenza in quella casa quella notte, ma non ho mai provato a uccidere Meredith. Ho provato a soccorrerla, questa cosa è agli atti. Sono l’unico condannato, anche se è stato riconosciuto che non ho ucciso io Meredith. La sua famiglia ha subìto un’ingiustizia e bisognerebbe rivolgersi a loro, perché ancora non hanno ricevuto risposta su cosa accadde quella notte“.

Oggi, un’altra doccia di acqua fredda per Rudy.

il beneficio del dubbio

Patrick Lumumba, oggi in Polonia, è stato scagionato da ogni accusa

Sempre in collegamento con il delitto dell’omicidio di Meredith Kercher, fu arrestato Patrick Lumumba, in seguito alle accuse lanciate da Amanda Knox. Oggi, l’uomo vive a Cracovia con sua moglie e i suoi due figli, mentre la Knox deve affrontare il processo per calunnia nei suoi confronti. L’ex gestore del pub di Perugia che frequentava la combriccola di amici di Sollecito e Knox, si è trasferito in pianta stabile in Polonia e, in merito a quel periodo della sua vita ha dichiarato:

“Bisogna comunque ricordare sempre che la vera vittima fu Meredith, anche se io mi sono sempre considerato la seconda. Mi sono ritrovato in carcere, innocente, senza sapere cosa fosse successo. I primi tre giorni ero in isolamento, da solo, sono stati i più duri. Aprivi la finestra e c’era solo un muro. Nient’altro”.

A scagionare definitivamente Lumumba dall’accusa di aver partecipato al delitto, fu la testimonianza di un professore svizzero, cliente del suo pub: fu lui a e riferire agli inquirenti che in quel momento lui era a lavoro, nel suo locale.

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Meredith Kercher

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