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Quando la matematica non è un’opinione, Invalsi 2023

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La matematica non è un’opinione

Ecco che spesso vi parliamo di cultura da ultimedalweb. Questa volta vi parliamo dei risultati che sono giunti ieri dall’OCSE in merito alla preparazione dei nostri giovani (quindicenni) nelle materie più importanti di Studio. Come avete visto negli ultimi giorni, abbiamo pubblicato alcuni post relativi alla possibilità di guadagno piuttosto alto in alcuni Paesi UE e anche in merito ai profili che si cercano per lavori tecnici, oggi scoperti. La notizia che i ragazzi abbiano perso delle competenze nelle materie scientifiche (soprattutto matematica) giunge come un fulmine a ciel sereno. Certo è che la valutazione comprende il periodo Covid e che i ragazzi italiani non sono lontano dalla media UE, ma un minimo di attenzione è giusto farla.

Vi abbiamo già parlato delle prove Invalsi in questa rubrica. Adesso Vi raccontiamo come sono andati i risultati generali in questo post, dove vi parliamo della classifica OCSE – PISA in merito alla preparazione degli studenti delle medie-superiori di 81 paesi. Guardate se la matematica è o non è un’opinione!

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Crollo della preparazione dei ragazzi nelle prove OCSE – PISA

I risultati della Rilevazione OCSE PISA 2022 (programme for International Students Assessment), appena svelati, ci descrivono i livelli di competenza in Lettura, Matematica e Scienze di quasi 700.000 studenti provenienti da 81 diversi Paesi, tra cui l’Italia. Nell’insieme, rappresentano 29 milioni di studenti in tutto il mondo. Questa indagine faro, su cui si basano le politiche riformistiche, viene condotta ogni tre anni dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). 

Il 2023 è stato l’anno europeo delle competenze, concepito per rilanciare gli obiettivi di Europa 2030 e la bussola per il digitale: la rilevazione OCSE PISA si presenta, dunque, come un tassello fondamentale nel quadro di una concezione degli apprendimenti che mette al centro della riflessione le competenze trasversali e il lifelong learning

Vediamo insieme le principali evidenze emerse dalle prove svolte, ma prima vediamo che cosa si intende per PISA

L’indagine PISA rileva le conoscenze dei 15enni in materie clue

PISA è un’indagine condotta su studenti quindicenni di tutto il mondo che rileva in che misura questi abbiano acquisito conoscenze e competenze fondamentali per partecipare pienamente alla vita sociale ed economica.

La rilevazione non è molto generosa nei confronti dei risultati accademici degli studenti. Sostanzialmente, è crollata la loro preparazione nel mondo, come vedremo di seguito. Per fare la valutazione, sono stati analizzati i risultati delle prove di matematica, italiano (nel caso dell’Italia; altre lingue nei casi degli altri Paesi) e scienze.

I risultati di OCSE PISA 2022

Divario geografico in Italia

L’Italia ha partecipato con un campione di 10.552 studenti provenienti da 345 scuole selezionate. Tale campione è rappresentativo di una popolazione di circa mezzo milione di quindicenni. I risultati indicano che nel nostro Paese resta un forte divario geografico, dato che tutte le aree del Nord ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in matematica, lettura e scienze. Per non parlare del divario tra ragazze e ragazzi. Il record mondiale dice molto in merito a quanto le ragazze e i ragazzi studino e si impegnino in modi diversi. Ad esempio, le ragazze vanno meglio in lettura, il che dimostra come si sia fatto poco contro gli stereotipi di genere che pesano sin dai primi anni scolastici.

Le risultanze delle prove Invalsi da parte dell’Italia

Lettura

Nella Lettura gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 482 punti, superiore alla media OCSE che si attesta a 476 punti.

Rispetto al 2018, il cambiamento nel punteggio medio conseguito in questa disciplina non è statisticamente significativo. Nel lungo periodo in Lettura ci sono state delle fluttuazioni del rendimento, ma il punteggio medio di PISA 2022 non è risultato significativamente diverso dai cicli precedenti.

In Italia il 79% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2; cioè, il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è del 74%.

Matematica

In Matematica gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 471 punti, in linea con i 472 punti della media OCSE.

Nel confronto con gli esiti del 2018, il punteggio medio conseguito in questa disciplina è diminuito di 15 punti. Sul lungo periodo, il rendimento in Matematica in PISA 2022 è stato inferiore anche rispetto a quello di diversi cicli precedenti il 2018.

In Italia il 70% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Matematica, conseguendo perciò il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è del 69%.

Scienze

In Scienze gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 477 punti, inferiore alla media OCSE che è di 485 punti.

In rapporto al 2018 il punteggio medio conseguito in questa disciplina è stato più alto di 9 punti. In Scienze, se si considerano i dati a partire dal 2006, l’andamento dei risultati è piuttosto stabile.

In Italia il 76% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Scienze, raggiunge cioè il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è la stessa.

L’analisi sul gap di genere

Il gender gap in Italia risulta molto accentuato: si segnano 9 punti di distanza tra maschi e femmine, a vantaggio dei primi, in matematica. In lettura, invece, i punteggi maggiori sono registrati in favore delle ragazze, mentre in scienze non si verificano significative differenze di genere

Paola Inverardi, rettrice del Gran Sasso Science Institute, commenta: “È un risultato drammatico che ci costringe a interrogarci. Un conto sono i condizionamenti culturali che spingono le ragazze a preferire medicina a informatica. Ma questi risultati fanno pensare che gli stereotipi di genere inizino a pesare prima, tanto da tradursi al secondo anno delle superiori in uno svantaggio cognitivo. (…) Forse le ragazze non avvertono abbastanza l’importanza del linguaggio matematico. Perché si vedono già proiettate verso altre carriere. Forse sono state indotte a sottovalutarne l’importanza. Uno sbaglio clamoroso perché mai come oggi il pensiero logico-matematico è diventato indispensabile per restare al passo con l’innovazione tecnologica ed essere spendibili sul mercato del lavoro“.

paola inverardi
Paola Inverardi

Il confronto con la Francia

Dopo avere analizzato i risultati degli studenti italiani, rileviamo come un giornale nazionale di grande portata (Le Monde) denuncia oggi come in Francia non si siano mai registrati risultati tanto bassi. 

Secondo i risultati resi pubblici martedì 5 dicembre, la media francese della cultura matematica è scesa di 21 punti ed è la più bassa mai misurata dal 2000. Inoltre, gli adolescenti nella comprensione della lettura hanno perso 19 punti rispetto al 2018, mentre sono rimasti stabili in scienze.

In realtà la media OCSE in matematica ha perso 15 punti rispetto al 2018 , mentre non era mai variata di più di 4 punti dal 2000. La Francia è al di sotto della media complessiva, il che ha suscitato un grande polverone nel Paese transalpino.

La reazione vivace del Ministro dell’Istruzione

Da un centro educativo del 19° arrondissement di Parigi, il ministro Gabriel Attal ha deciso di presentare quello che ormai da mesi definisce il suo “scontro di saperi”. La sede è stata una scelta simbolica per il Ministro dell’Istruzione Nazionale il cui piano, presentato martedì 5 dicembre, ha tutte le caratteristiche di un grande sconvolgimento per questo livello di istruzione, che non ha avuto alcuna riforma dall’arrivo al potere di Emmanuel Macron nel 2017.

Basandosi tra l’altro sui risultati degli studenti francesi del PISA, pubblicati pochi minuti prima di presentare la sua riforma, il successore di Jean-Michel Blanquer e Pap Ndiaye ha dettagliato i cambiamenti che intende apportare alla riforma, che prevede di “alzare il livello” degli studenti delle scuole medie in nome di una “emergenza nazionale” .

gabriel attal
Paris, France le 5 decembre 2023 – Séance des Questions au gouvernement, à l’Assemblée nationale, du 5 décembre. Le ministre de l’Education nationale et de la Jeunesse, Gabriel Attal, prend la parole.

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