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1° marzo, in arrivo il “divorzio veloce”. Cosa cambia veramente?

divorzio veloce. pixabay

Entra in vigore già dal 1° marzo la riforma Cartabia sul diritto di famiglia, che si è posta l’obiettivo di velocizzare le procedure di separazione, divorzio, affido e figli: oltre alle modalità che dovrebbero snellire le procedure per condurre al divorzio veloce, anche la soppressione dei tribunali per i minori e la nascita del “Tribunale per la Famiglia”. Ma tutto questo potrebbe creare problemi all’intero comparto giudiziario, decisamente sotto organico.

Le tappe della riforma.

Con circa 120 giorni di anticipo sulla tabella di marcia arrivano le prime modifiche per separazioni e divorzi. Ma per le altre tappe – che interessano le prossime riforme – i tempi sono già fissati, in linea con quelli previsti dal Pnrr. La riforma sulla mediazione assistita entrerà in vigore a partire dal giugno prossimo mentre i provvedimenti che interessano i minori, diverranno esecutivi soltanto dal 2025 con l’introduzione del Tribunale della Famiglia.

Divorzio veloce: sentenza entro 8 mesi e prima udienza entro 90 giorni.

L’obiettivo principale della riforma è quello di accorciare i tempi per ottenere una sentenza di divorzio, arrivando “dai tre anni attuali a circa 8 mesi, come succede in Francia”- ha sottolineato in un intervista al quotidiano La Repubblica il presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami, ndr), Gian Ettore Gassani. E saranno proprio gli avvocati i primi a dover ridurre i tempi, raccogliendo, fin da subito, tutti gli elementi utili e necessari per richiedere la separazione dei coniugi. “Quando il giudice avrà ricevuto i ricorsi di entrambe le parti dovrà convocare l’udienza per la separazione entro tre mesi. La grande novità è che in questi tre mesi il giudice, letti i ricorsi, potrà già emettere dei provvedimenti cautelari”- ha sottolineato Gassani.

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Procedura più celere e minori costi. I figli vanno sempre ascoltati.

Marta Cartabia, la sua riforma introduce il "divorzio veloce". Photocredit governo.it
Marta Cartabia, la sua riforma introduce il “divorzio veloce”. Photocredit governo.it

Insomma, l’iter non inizierà più dopo la prima udienza, perché tutte le prove saranno state depositate alla presentazione dell’istanza: “se il giudice ritiene che i documenti siano sufficienti e si riesce a trovare un accordo, può essere emessa la sentenza di separazione già alla prima udienza, con grande risparmio di soldi e di tempo per le coppie e per i carichi della giustizia”- ha rimarcato, ancora, Gassani.

La riforma Cartabia prevede, inoltre, che sia possibile presentare la domanda di divorzio insieme alla causa di separazione, unificando il procedimento. Tra i requisiti richiesti per poter procedere a valutare la domanda di divorzio è che, nel frattempo, sia passata in giudicato la sentenza parziale di separazione e che i coniugi abbiano interrotto completamente la convivenza, senza soluzione di continuità.

Quanto ai figli minori, questi dovranno essere ascoltati sempre, anche se in modalità protetta..

Divorzio veloce: arriva il “piano genitoriale”.

Tra i documenti imprescindibili previsti dalla riforma, il cosiddetto ‘piano genitoriale’, che dovrà essere depositato insieme all’istanza di separazione e divorzio: dovrà contenere un dettaglio delle attività quotidiane dei figli per quanto riguarda scuola ed eventuali attività extrascolastiche, le frequentazioni con i parenti e anche un piano-vacanze. E i genitori rischiano una sanzione se accettano, ma poi non rispettano, il piano genitoriale proposto dal giudice. Così come rischia di pagare un risarcimento la parte che mente sulle proprie condizioni economiche per risparmiare sull’assegno, quando c’è la richiesta di un contributo economico o in presenza di figli minori.

Gassani, Ami: ”Serviranno almeno 12 mila magistrati”. Al momento sono solo 9 mila.

Per Gassani “questa riforma rischia di franare per la gravissima carenza di magistrati specializzati in tema di famiglia e minori – ha spiegato il legale -. Ne abbiano novemila e ne servirebbero dodicimila, sono pochissimi i giudici specializzati sui temi della famiglia, dei minori, della violenza”. Ma oltre ai giudici, manca anche il personale di supporto, soprattutto nei Tribunali per i minori, così come manca il tempo per la formazione degli operatori e anche i supporti informatici per attuare questa riforma latitano abbondantemente.

Il rischio dei ricorsi è altissimo.

 “Il rischio è che vengano emessi provvedimenti sbagliati da personale non qualificato nella materia, per cui spesso si dovrà andare in appello – conclude Gassani -. Come si  riducono i tempi di una separazione giudiziale ad un anno se mancano i giudici che poi devono fissare le udienze?”.

Insomma, non sembra affatto facile l’adozione della riforma Cartabia, almeno per quel che riguarda le procedure di divorzio.

Le critiche si levano dall’ambiente forense ma anche da quello della magistratura. E si chiede a gran voce di poter spostare in avanti la data del debutto di queste nuove procedure. Perché, con la situazione attuale, quella del divorzio veloce rischia, in realtà, di diventare una causa più lunga che mai.

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