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Hermés accusata di pratiche commerciali scorrette!

Il sogno di ogni modaiola è avere una Birkin, peccato che acquistarla è quasi impossibile. A tal proposito, una coppia ha denunciato Hermés per pratiche commerciali scorrette. Il motivo? Il marchio invoglierebbe i clienti ad acquistare prima di essere ritenuti degni di possedere la famosa it bag.

Cos’è successo da Hermés?

Due clienti californiani, Tina Cavalleri e Mark Glinoga, desiderano acquistare una Birkin, storica borsa del marchio Hermés. L’acquisto è quasi sempre impossibile al primo colpo, in quanto è una regola selezionare la clientela e lasciare che solo poche persone possano sfoggiarla.

Non basta avere del denaro, c’è la necessità di avere uno “storico” nel negozio, una sorta di scheda in cui si dimostra di essere clienti abituali e meritevoli della fiducia del brand. A volte i clienti sono chiamati per acquistare Kelly e Birkin in colori diversi da quelli desiderati e questi ultimi devono acquistarle per forza, pur di non essere messi in una blacklist.

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Solo quando si sarà speso in decine di articoli secondari, si potrà osare fare la richiesta della propria borsa, nel colore e nelle dimensioni volute. In poche parole, del classismo pagato decine di migliaia di dollari. Per tutti questi anni nessuno ha fiatato, ma Cavalleri e Glinoga hanno detto basta e denunciato il marchio per presunte violazioni antitrust e pratiche commerciali ingannevoli.

hermes

“Decine di migliaia di dollari spesi, ma mai la Birkin”

Cavalleri avrebbe speso “decine di migliaia di dollari” presso una boutique Hermès, ma si sarebbe trovata costretta ad acquistare prodotti secondari per poter avere l’opportunità di accedere alle borse Birkin. Nel settembre 2022, sempre la donna avrebbe tentato di acquistare un’altra Birkin, ma niente. Le commesse le hanno riferito che quel modello era solo per “clienti che avevano dimostrato un impegno continuo con il marchio“. Praticamente avrebbe dovuto continuare a spendere per prodotti secondari, fino a quando non si sarebbe acceso il tasto verde che l’avrebbe resa una cliente “meritevole”.

Nel 2023, Glinoga avrebbe anch’egli tentato di acquistare una Birkin, ma stesso modus operandi. Secondo quanto riportato nel documento legale, Hermès avrebbe istigato tali pratiche al fine di aumentare le vendite di prodotti accessori, essendo gli addetti alle vendite incentivati con una commissione del 3% su tali articoli anziché sulle it bag come la Birkin.

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Queste pratiche sono state considerate illegali, spingendo i clienti a spendere moltissimo per comprare cose che in realtà non vogliono. I querelanti chiedono danni compensativi e punitivi, oltre a un provvedimento ingiuntivo adeguato. Al momento, né Hermès né gli avvocati dei querelanti hanno risposto pubblicamente alle richieste di commento sulla questione.

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Copywriter per passione dal 2014, amo l'arte in tutte le sue forme e potrei perdermi nei corridoi di un museo per ore. Laureata in infermieristica, ho finito con l'aprire uno studio fotografico. La coerenza? In fondo, non è tutto nella vita.View Author posts

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