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Il mercurio nei pesci; 4 specie comuni in cui si accumula spesso; come sapere se siamo soggetti a rischio?

mercurio nei pesci

Il mercurio nei pesci, un pericolo per la catena antropica

Il mercurio, un metallo pesante

Un metallo pesante è un metallo denso che è (di solito) tossico in basse concentrazioni. Sebbene la locuzione “metallo pesante” sia comune, non esiste una definizione standard che classifichi i metalli come metalli pesanti. In metallurgia si considera una determinata densità, mentre in fisica e chimica si tiene conto di altri elementi, come il numero atomico. Tuttavia, una densità superiore a 5 g/cm3 è indicata generalmente come fattore di definizione comune dei metalli pesanti.

mercurio

Il mercurio presente nei pesci che mangiamo

Il mercurio è un metallo pesante che può contaminare i pesci e gli altri organismi marini, soprattutto quelli che si trovano al vertice della catena alimentare. Può essere dannoso per la salute umana se ingerito in quantità eccessive, in quanto può causare danni al sistema nervoso e ad altri organi. Vi spieghiamo come e perché.

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La provenienza del mercurio nei pesci

Il mercurio nei pesci proviene principalmente da fonti di inquinamento antropico, come la combustione di carbone e l’estrazione di ferro, che rilasciano mercurio nell’atmosfera e nelle acque. Il mercurio si trasforma poi in metilmercurio, una forma organica più tossica, che viene assorbita dalle alghe e dal plancton. Questi organismi vengono a loro volta mangiati dai pesci e dai molluschi, che accumulano il mercurio nei loro tessuti. Il processo di bioaccumulazione e biomagnificazione fa sì che il mercurio aumenti di concentrazione man mano che si sale nella catena alimentare

Le specie di pesci più contaminate dal mercurio

Le specie di pesci più contaminate dal mercurio sono quelle più longeve e predatrici, come il tonno, lo squalo, il pesce spada, lo sgombro reale, l’orata e la spigola. Queste specie possono contenere livelli di mercurio superiori a 1 parte per milione, mentre le specie più piccole e meno carnivore, come l’aringa, ne contengono circa 0,1 parti per milione

orata
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Gli effetti del mercurio sulla salute

Gli effetti del mercurio sulla salute dipendono dalla forma, dalla quantità e dalla via di esposizione al metallo pesante. In generale, il mercurio può causare danni al sistema nervoso, al sistema immunitario, al sistema cardiovascolare, ai reni, al fegato e ad altri organi.

Le conseguenze dell’esposizione al mercurio metallico

Il mercurio metallico, se inalato come vapore, può provocare irritazione delle vie respiratorie, tosse, febbre e disturbi neurologici progressivi che possono portare alla morte. Se ingerito, non viene assorbito dal tratto gastrointestinale e non produce effetti tossici

Le conseguenze dell’inquinamento da metallo inorganico

Il mercurio inorganico, se ingerito in elevate quantità, può causare vomito, diarrea, sanguinamento interno, danni renali e shock. Se assorbito attraverso la pelle o le mucose, il mercurio inorganico può provocare irritazione, dermatite e ulcerazioni

Il  metilmercurio, facilmente assorbibile

Il metilmercurio è la forma più pericolosa di mercurio per la salute umana, in quanto è facilmente assorbito dal tratto gastrointestinale e si accumula nel cervello, nel fegato e nel feto in caso di gravidanza. Può causare danni irreversibili al sistema nervoso centrale, con sintomi come perdita di memoria, difficoltà di apprendimento, disturbi del linguaggio, tremori, perdita della vista e dell’udito e paralisi. Può anche alterare il funzionamento del cuore e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari

MercuRILab, un’eccellenza italiana esperta nell’inquinamento da mercurio

E, come spesso accade, anche in questo settore il nostro Paese ha esponenti di eccellenza. MercuRILab (mercury research interdisciplinary laboratory) , formato da un gruppo di scienziati (professori e ricercatori) dell’Università di Trieste, si occupa (tra l’altro) dello studio del ciclo biogeochimico del mercurio (Hg) e dei metalli pesanti, in collaborazione con altri colleghi ricercatori di altre istituzioni scientifiche nazionali ed internazionali. Le loro numerose pubblicazioni e attività didattiche indicano fino a quale punto questo team di esperti riesce a comprendere come si comporta il mercurio in natura.

La strumentazione a disposizione di MercuRILab è altamente specializzata e riesce a visualizzare ogni eventuale traccia di mercurio che potrebbe essere presente nei corpi organici o inorganici che sono sottoposti a controllo. Il responsabile, Prof Stefano Covelli, lavora per svelare i segreti e le insidie del mercurio da più di 30 anni. Appena una settimana fa, dal 6 al 10 settembre 2023, i rappresentanti di MercuRILab, con il Prof Covelli alla guida, hanno partecipato ad un importante congresso internazionale in Germania dove hanno esposto i progressi dei loro esperimenti e i risultati della loro ricerca.

mercurilab team

Un semplice test sui capelli per scoprire i livelli di mercurio organico nel nostro organismo

Il mercurio nel corpo umano può essere rilevato attraverso diversi tipi di analisi,in funzione della forma e della fonte di esposizione a questo metallo pesante. Le principali modalità di rilevazione sono le seguenti:

  1. Il sangue può essere usato per misurare il livello di mercurio metallico o inorganico presente nell’organismo, in seguito a un’esposizione acuta o recente. Il sangue può anche rilevare il metilmercurio, una forma organica e tossica di mercurio che si accumula nei pesci e negli altri organismi marini. Il metilmercurio ha una lunga emivita nel sangue, quindi il suo livello riflette l’esposizione cronica o a lungo termine al metallo;
  2. L’urina può essere usata per misurare il livello di mercurio metallico o inorganico presente nell’organismo, in seguito a un’esposizione cronica o a lungo termine. L’urina non è adatta per rilevare il metilmercurio, che viene eliminato principalmente attraverso le feci. Per aumentare la sensibilità del test, si può ricorrere al cosiddetto “challenge test” o test di provocazione, che consiste nel misurare la concentrazione di mercurio nell’urina prima e dopo l’assunzione di un chelante chimico (DMPS), che aumenta il trasporto e la solubilità del mercurio tissutale;
  3. capelli possono essere usati per misurare il livello di metilmercurio presente nell’organismo, in seguito a un’esposizione cronica o a lungo termine. Il metilmercurio si deposita nei capelli in proporzione al suo livello nel sangue, quindi il test può fornire una stima dell’esposizione al metallo negli ultimi mesi. Il test sui capelli non è adatto per rilevare il mercurio metallico o inorganico, che non si accumula nei capelli, ma è molto utile per capire se l’alimentazione ha rilasciato nell’organismo questo metallo ed, eventualmente, in quale proporzione.

Nell’esercizio dell’attività divulgativa che spetta agli enti e istituzioni scientifiche, MercurILab è presente ogni anno all’importante fiera dell’innovazione NEXT (dal 22 al 24 settembre 2023), dove raccoglie ciocche di capelli per la popolazione che desidera avere una valutazione sul contenuto di mercurio nel proprio organismo e svolge le analisi con i loro strumenti all’avanguardia.

Come prevenire gli effetti nocivi del mercurio sulla salute

Per prevenire gli effetti nocivi del mercurio sulla salute, è importante ridurre l’esposizione a questa sostanza attraverso una dieta equilibrata che limiti il consumo di pesci ad alto contenuto di mercurio (come tonno, pesce spada,orata e spigola), una corretta gestione dei rifiuti che contengono mercurio (come batterie, lampadine e termometri) e una vigilanza sulle fonti di inquinamento ambientale da mercurio (come centrali termoelettriche a carbone e industrie metallurgiche)

Relativamente all’alimentazione, basterebbe variare il consumo di pesce e preferire le specie a basso contenuto di mercurio, come il salmone, il merluzzo, le sardine e le acciughe. Il pesce dovrebbe essere consumato non più di due volte a settimana nel caso degli gli adulti e una volta a settimana da parte dei bambini, le donne in gravidanza e quelle che allattano.

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