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Giorgione, lo chef: simpaticissimo e senza peli sulla lingua. Nel suo ristorante il menù è a 36 euro!!!

Giorgione

Giorgione in una nuova intervista, il noto chef si racconta ma noi sappiamo che lo fa spesso anche in cucina

Le sue videoricette sono così virali sui social che ormai per tutti è un’abitudine guardare almeno una volta uno dei suoi video e magari proseguire con quelli di altrettanti chef e videomaker come Ruben, che cucina sul balcone, e tanti altri. Giorgione lo chiamiamo così tutti, è il suo nome da star, ma quello vero è Giorgio Barchiesi, è romano e ha sessantasette anni. Si racconta sia nelle sue videoricette perché la cucina è anche trasmettere conoscenze e ricordi e poi nelle interviste.

In rete ne troviamo diverse, da Gambero Rosso dove conduce il programma Orto e Cucina a Tv2000 su Youtube, parliamo però di sette anni fa. L’ultima intervista importante è stata pubblicata dal Corriere della Sera che ha anticipato cosa succederà domani. Giorgione parteciperà a Macfrut di Rimini, vetrina internazionale del settore ortofrutticolo che si terrà dall’8 maggio (domani) fino al 10 (venerdì). La Riviera ispira a rimanere, per il mare, per le cucine e anche per i numerosi divertimenti e monumenti da visitare, però di ciò non sappiamo nulla anche se viene la curiosità di sapere se approfitterà del weekend per rimanere.

Nell’intervista rilasciata al Corriere di BolognaGiorgione ha parlato del successo che ha, del ristorante aperto con due soldi, della vita da veterinario prima di mettersi ai fornelli e anche di cucina per gli italiani, sovranismo oppure no, carne sintetica e insetti. Vi stupirete di quello che ha detto!

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Carne sintetica sì, carne sintetica no? Farina di grillo sì, farina di grillo no?

La carne è una specializzazione importante nella vita di Giorgione, definito nell’intervista un difensore della tradizione culinaria ma anche aperto a scoprire le preparazioni all’estero durante i viaggi. Dopo l’esperienza da veterinario, Giorgione ha studiato prima agraria alle superiori e poi veterinaria all’università. Ma cos’è la carne sintetica? Si tratta di carne coltivata in laboratorio, precisamente una derivazione da cellule staminali animali. L’Italia l’ha bocciata, ma in Unione Europea la discussione è ancora aperta. Il tema della carne sintetica emerge solo nell’ultima domanda, prima c’è un racconto importante su estrogeni e Plasmon. 

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Foto archivio Pixabay

Giorgione non esclude la carne sintetica. Afferma: “La gente muore di fame e quando la gente muore di fame, bisogna che tiriamo fuori più cibo possibile. La carne sintetica? Non è sintetica. Quella della carne sintetica è una bufala. Nasce da una trasformazione in laboratorio, comunque da cellule animali. Chi ci dice che questa carne non possa essere buona? Inoltre, sarebbe prodotta senza inquinare”. E arriva anche agli insetti come cibo da consumare: “Perché dire no a priori? Ricordiamoci che c’è gente che muore di fame, che il cibo è una cosa seria. In tempi di guerra si mangiavano i ratti”.

Riguardo alla carne sintetica e agli insetti, nella domanda precedente si parla del rapporto con il sovranismo alimentare: “Sono stupidaggini che fanno gioco a un certo tipo di sovranismo”, e poi aggiunge: “Siamo contornati da sovranismi e il seme del sovranismo è inquietante ma trova un terreno fertile per germogliare” 

Come si mangia nel ristorante di Giorgione? Prezzo, menù e vassoi scelti direttamente dallo chef

In compagnia, in fondo il ristorante nasce proprio dopo una festa. Dopo aver raccontato perché preferisce non fare l’influencer ma dedicarsi alla cucina e basta, anche nei programmi social e tv, Giorgione racconta come è nata l’idea di avere un locale. Prima era macellaio, esperienza andata molto bene e sempre con iniziativa in compagnia di persone con la stessa passione, la cucina. “Avevo fatto una festa a casa con amici e amici di amici comuni.

Alcuni di loro avevano un ristorantino in un borghetto a Montefalco, in Umbria: mi si è accesa una lampadina, loro volevano lasciar perdere e allora l’ho rilevato. E l’ho rilevato per pochi soldi. Non facevo il cuoco ma avevo sempre cucinato, il cibo era convivialità non solo il mangiare buon cibo”. E in un’altra risposta racconta anche: “Ero conviviale, mi piaceva stare in mezzo alla gente. E mi piaceva stare al centro dell’attenzione anche perché mi piacevo molto. Altro che alcol e droga, ero abbastanza lucido e cosciente per piacermi così com’ero”.

E ora veniamo al menù del ristorante che Giorgione racconta. Il prezzo è di 36 euro, bevande escluse. “Da noi trovate trippa, lingua, nervetti, lampredotto, formaggi e prodotti da spizzicare”. Poi due primi, due secondi, due contorni e tris di dolci, si mangia quello che diciamo noi, quello che arriva è insindacabile, non si può scegliere. “Non facciamo porzioni ma portiamo vassoi e se non basta la quantità non è un problema, perché aumentiamo. Direi che i motivi per non alzare i prezzi alle stelle stanno tutti qui”.