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Addio per sempre ai rifiuti con 1 solo ingrediente che tutti abbiamo in cucina

sale

Addio per sempre ai rifiuti in funzione dell’ecosostenibilità

Spesso vi parliamo da ultimedalweb di ecosostenibilità e di materiali sostitutivi della plastica, per combattere l’inquinamento globale e proteggere il nostro pianeta. Numerosi sono gli appelli che si trovano oggi sulle reti sociali per combattere l’inquinamento dalla plastica. Dalla Premier Giorgia Meloni, a Laura Boldrini e Francesco Gabbani, tutti chiedono di fare qualcosa per il nostro pianeta. Così, abbiamo pensato di parlarvi dei rifiuti e di come combatterli con un ingredienti molto comune che tutti utilizziamo in cucina. Vi abbiamo incuriositi? Continuate a leggere con noi!

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Qual è l’ingrediente che ci può liberare dei rifiuti?

Vi interessa sapere come ridurre i rifiuti di plastica con un ingrediente che tutti abbiamo in cucina? Si tratta del sale, che secondo una recente ricerca potrebbe essere usato come catalizzatore per scomporre la plastica in composti più semplici e riutilizzabili. Questo processo, chiamato pirolisi, permetterebbe di eliminare il problema della cera solida, che è un sottoprodotto della pirolisi delle poliolefine, polimeri che rappresentano il 60% dei rifiuti di plastica.

Il sale da cucina da solo potrebbe rimuovere la cera e rendere il processo più sostenibile ed economico. Questa scoperta è stata fatta dal professor Muhammad Rabnawaz della School of Packaging della Michigan State University, che ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Advanced Sustainable Materials.

Rabnawaz Profile
Prof Muhammad Rabnawaz

Il sale da cucina, efficace contro le poliolefine (rifiuti di plastica)

Ora il team del professor Rabnawaz ha dimostrato che il sale da cucina da solo può eliminare il sottoprodotto della cera nella pirolisi delle poliolefine, polimeri che rappresentano il 60% dei rifiuti di plastica. Un vantaggio dell’utilizzo del catalizzatore salino è che può essere riutilizzato. “È possibile recuperare il sale semplicemente lavando l’olio ottenuto con acqua“, ha dichiarato il Professore. Questo processo sarebbe estremamente più sostenibile e molto meno costoso e a lungo andare potrebbe sostituire completamente i metodi che usiamo oggi.

Ma vediamo in che cosa consiste questo fenomeno.

Come funziona la pirolisi?

Si tratta di un processo di decomposizione termochimica di un composto o di una miscela di composti in una o più sostanze diverse. Si effettua mediante l’applicazione di calore e in assenza di un agente ossidante (normalmente ossigeno). Si opera in genere su composti di complessità molecolare piuttosto elevata, come quelli di natura organica. Il calore fornito nel processo serve a scindere i legami chimici tramite una omolisi termicamente indotta.

Applicazioni

Questo processo ha diverse applicazioni, tra cui il cracking industriale (processi industriali ai quali vengono sottoposte varie frazioni petrolifere provenienti dalla distillazione del petrolio greggio allo scopo di spezzare le molecole idrocarburiche più grandi e ottenere miscele di idrocarburi più leggeri), il trattamento termico dei rifiuti, la produzione di biocarburanti e l’analisi chimica.

I prodotti che genera il processo di pirolisi

In funzione dei metodi e dei parametri di reazione, la pirolisi può produrre due o tre tipi di prodotti: una parte volatile (gassosa o liquida), una parte solida (carboniosa o cenerosa) e una parte liquida (catramosa o oleosa). La composizione e la proporzione dei prodotti dipendono dal tipo e dalla temperatura del materiale sottoposto a pirolisi.

La pirolisi: lenta, veloce o flash

La pirolisi può essere classificata in base alla velocità del processo in:

  • Pirolisi lenta: avviene a temperature tra 300 e 500 °C e richiede tempi lunghi (da ore a giorni). Produce principalmente carbone vegetale e una piccola quantità di gas e olio.
  • Pirolisi veloce: avviene a temperature tra 400 e 600 °C e richiede tempi brevi (da secondi a minuti). Produce principalmente olio di pirolisi e una quantità moderata di gas e carbone vegetale.
  • Pirolisi flash: avviene a temperature superiori a 800 °C e richiede tempi rapidissimi (da millisecondi a microsecondi). Produce principalmente gas di pirolisi e una piccola quantità di olio e carbone vegetale.
la pirolisi

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