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Rinviata udienza per Olindo Romano e Rosa Bazzi al 16 aprile: ecco le ultime novità

Olindo Romano e Rosa Bazzi

Strage di Ebra, Olindo Romano e Rosa Bazzi di nuovo in aula il 16 aprile

Rinviata l’udienza per discutere la revisione el processo per la strage di Erba. Il nuovo appuntamento sarà al 16 aprile, ore 9. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono condannati per omicidio plurimo dal 2011. La richiesta di rinvio arriva dalla difesa, gli avvocati Nico D’Ascola e Flavio Schembri. Hanno chiesto nuovo appuntamento in tribunale per rispondere adeguatamente al procuratore generale e all’avvocato di Stato. Nella requisitoria odierna sono stati contestati tutti gli elementi portati dalla difesa per la revisione del processo.

Ci sono, secondo il procuratore generale di Brescia, Guido Rispoli, tantissime prove a carico dei coniugi condannati già nel 2006. “Una cascata di prove che credo sia impossibile con questo processo di revisione ribaltare”. Il magistrato ha anche detto che “è odioso provare a mettere in mezzo la famiglia Castagna, parti lese di un crimine orrendo”.

E viene discussa subito la tesi del regolamento della criminalità organizzata, secondo il magistrato è una spiegazione inverosimile. Non c’è stata nessuna pressione sui testimoni e, è stato affermato, “Olindo non è uno stupido, aveva la capacità di nascondere le prove.

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Olindo Romano e Rosa Bazzi

La condanna del 2011 per omicidio plurimo, altre contestazioni contro la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi

La strage di Erba ha provocato quattro vittime: Paola Galli, Raffaella Castagna, Youssef Marzouk di due anni, Valeria Cherubini. Nel 2011, Olindo Romano e Rosa Bazzi non solo vengono condannati all’ergastolo, in cassazione vengono rigettati tutti i ricorsi. Negli anni successivi ci saranno diversi tentativi di ribaltare la condanna e siamo nel 2024, l’ennesima. I legali della difesa affermano che ci sono prove che possono portare all’assoluzione, quelle che il procuratore sta contestando.

La morte di Valeria Cherubini è al centro di nuovi chiarimenti. E’ stata ferita mortalmente in strada ed è morta in casa, era la moglie di Mario Frigerio, super testimone e sopravvissuto alla strage per una malformazione alla carotide. La difesa, si legge nelle ricostruzioni, ha puntato sulla morte in casa della moglie di Mario Frigerio. Il Pg di Brescia però ha sostenuto che non fu colpita nell’abitazione ma in strada, quadro ricostruito più volte nelle sentenze.

“Non c’era nessun aggressore in casa e Valeria Cherubini, in stato di incoscienza per il colpo subito, era salita nella sua casa, la sua tana per rifugiarsi”. Un motivo di richiesta di nuova udienza riguarda nuovi metodi scientifici per analizzare la scena del delitto, dove ha lavorato la criminologa Roberta Bruzzone. Rispoli ha affermato che le analisi eseguite sono state sufficienti, soprattutto sulle macchie di sangue e la scena del crimine.

Condanna Olindo Romano e Rosa Bazzi: ecco cosa è stato detto sul lavoro processuale e dei carabinieri

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In questa nuova udienza di revisione, sono state mostrate le foto dell’appartamento di Raffaella Castagna dopo il massacro dell’11 dicembre nel 2006. Insieme a Guido Rispoli, è intervenuto l’avvocato generale dello Stato Domenico Chiaro. Anche lui ha contestato la difesa dicendo che gli elementi di prova presentati per rivedere la condanna non hanno capacità demolitoria e sono stati già analizzati in quanto fatti non nuovi.

Non furono fatte pressioni sui coniugi parlando delle numerose confessioni fatte e poi ritrattate. “Bisogna dirlo per difendere chi ha lavorato a questo processo. Gli interrogatori sono stati registrati dall’inizio alla fine”. L’udienza sulla richiesta di revisione del processo per la strage di Erba ha portato dichiarazioni contrastanti. Il pubblico ministero ha negato inganni sulla traccia di sangue su un’auto, mentre la difesa dubita dell’identificazione della stessa traccia.

L’avvocato di Azouz Marzouk ha insistito sulla ricerca della verità. Giuseppe Castagna, parente delle vittime, ha criticato Azouz Marzouk per la sua lotta e ha chiesto il termine dell’accusa contro Olindo e Rosa. L’avvocato Campa ha sottolineato l’odio dietro l’omicidio di Youssef. L’udienza ha suscitato grande interesse, con persone in fila per entrare nell’aula del tribunale.

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