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Toto Cuffaro contro Youtube: il tribunale civile non gli riconosce il risarcimento

Toto Cuffaro causa Youtube

Perché Toto Cuffaro ha fatto causa a Youtube

Youtube contiene molti video dove sono presenti o intervengono Giovanni Falcone o anche Paolo Borsellino. Contenuti che fanno informazione e anche memoria. Spesso sono condivisi da privati e talvolta può scattare la richiesta di rimozione, i movitivi sono molteplici.

Tra le richieste forti e anche di risarcimento e causa in tribunale c’è quella di Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia (biografia). A Youtube ha chiesto la rimozione di un video che mostra un intervento durante una staffetta televisiva del 1991 di Rai-Mediaset, in questa staffetta era presente anche Paolo Borsellino.

Totò Cuffaro si è rivolto al Tribunale Civile di Palermo che però nella prima sezione ha rigettato la richiesta dell’ex governatore di ottenere un risarcimento danni di 250 mila euro da Youtube. Il canale di Google dedicato ai video ancora non ha rimosso la trasmissione andata in onda, Cuffaro era giovane. L’episodio è stato raccontano nei dettagli dal Fatto Quotidiano.

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Con il rigetto sul risarcimento del tribunale di Palermo, Toto Cuffaro sarà costretto a pagare le spese legali al colosso americano. La trasmissione incriminata è una delle più viste per ricordare le apparizioni di Paolo Borsellino in televisione, mezzo con cui parlava e denunciava la mafia non solo nei dettagli giudiziari ma anche come fatto sociale e umano ed esprimeva anche la difficoltà e l’impegno che si vive nel contrastare, ancora oggi, la criminalità organizzata.

Un video importante, raccontiamo la staffetta televisiva

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Totò Cuffaro, che ha scontato una condanna di sette anni per favoreggiamento alla mafia, intervenne arrabbiato durante una trasmissione in cui chiese ripetutamente due minuti per parlare. Nella celebre trasmissione pubblicata più di una volta su Youtube, del 26 novembre 1991, dedicata a Libero Grassi, uomo che si era ribellato al pizzo, erano presenti diversi ospiti, tra cui Giovanni Falcone, Claudio Fava, Giovanni Impastato e Rita Dalla Chiesa. Due vittime di mafia e due famigliari di vittime.

Michele Santoro era al microfono, tra il pubblico, e prese l’intervento di Cuffaro. Come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, queste furono le parole di Cuffaro che rimasero nella memoria collettiva e sulla rete: “C’è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore della Democrazia Cristiana in Sicilia. Il giornalismo mafioso che è stato fatto stasera fa più male alla Sicilia di dieci anni di delitti…“.

Cuffaro attaccava il pm Francesco Taurisano, che indagava su un altro esponente della DC, che poi abbandonerà il partito. La rabbia dell’ex governatore e il volto di Falcone ripreso dalle telecamere furono momenti cruciali della trasmissione. Questo momento è stato anche interpretato come un’aggressione verso Falcone, ma tale interpretazione è stata descritta come diffamatoria, poiché Cuffaro, senza nominarli esplicitamente, inveiva contro Taurisano e il pentito Rosario Spatola, che accusava Calogero Mannino.

Antonio Di Pietro, ex leader dell’Italia dei Valori, fu accusato di diffamazione per aver rilanciato il filmato sul suo sito con il titolo “Cuffaro aggredisce Falcone”. La condanna per diffamazione arrivò per Di Pietro dal Tribunale di Palermo, con conferma della Corte di Appello il 27 luglio 2021.

Il ritorno all’attività politica di Cuffaro, la nuova democrazia cristiana siciliana e la battaglia per rimuovere altri video da Youtube

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Dal 28 luglio 2020, Totò Cuffaro è tornato a fare politica e ha fondato un partito chiamato Democrazia Cristiana di Sicilia. Pochi giorni fa, Cuffaro ha anche ricordato Silvio Berlusconi, dicendo che, pur non avendo mai militato in Forza Italia, condivideva con l’ex leader scomparso le passioni per il Milan e Don Bosco.

Quanti sono i video da rimuovere da YouTube sulla trasmissione con Santoro che lo intervista? Ben cinque. Di questi, solo i quattro con il titolo “Cuffaro aggredisce Falcone” sono stati rimossi a seguito della sentenza. Tuttavia, non è stato tolto un video intitolato “Cuffaro da Santoro e Costanzo davanti al giudice Falcone”. Cuffaro non ha potuto richiedere risarcimento per i commenti diffamatori successivi, poiché i giudici non riconoscono nella società americana la responsabilità di quanto scrivono gli utenti.