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Uber Eats chiude in Italia, 8.000 lavoratori “licenziati”

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Uber Eats, la piattaforma americana del delivery

Avete mai utilizzato l’applicazione di Uber Eats per ordinare cibo a domicilio? E’ una delle preferite degli italiani, che adesso non potranno più utilizzarla, dato che la società ha annunciato che lascerà l’Italia a partire dal 15 di luglio prossimo venturo. Si tratta di una piattaforma di consegna di cibo online che fa parte del servizio di ride-sharing Uber. Lanciata nel 2014, Uber Eats consente agli utenti di ordinare da mangiare scegliendo da un’ampia selezione di ristoranti locali.

Le scelte di Uber Eats

Per utilizzare Uber Eats, i clienti devono scaricare l’app sullo smartphone o accedere al sito web Uber Eats. Dopo aver inserito l’indirizzo di consegna, gli utenti possono sfogliare i ristoranti disponibili nella loro zona o cercare un particolare tipo di cucina. La scelta è molto ampia: spazia tra ristoranti di pizza, sushi, hamburger, cucina etnica e molto altro. Si può scegliere dal menù, personalizzare l’ordine e aggiungerlo al carrello. Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito, PayPal e Uber Cash.

Uber Eats in Italia dal 2016

Uber Eats è presente in Italia dal 2016, quando fece capolino sulla piazza di Milano; in seguito offrì i propri servizi in 60 città dello stivale. In tutti questi anni, la piattaforma ha servito migliaia di ordini, facendosi aiutare per le consegne dai cosiddetti “rider”, spesso cittadini extracomunitari che per pochi euro fanno chilometri con il “cubo” sulla schiena pur di soddisfare il cliente.

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La chiusura in Italia, un fulmine a ciel sereno

Uber Eats ha mandato un’email ai propri collaboratori, spiegando come “non siamo cresciuti quanto ci aspettavamo, quindi abbiamo deciso di interrompere l’operatività dell’applicazione Uber Eats in Italia al termine del 15 luglio. Pertanto, questa dovrà altresì intendersi come data di cessazione del rapporto contrattuale“. Un fulmine a ciel sereno. Di fatto, i lavoratori di Uber Eats in Italia lavorano con partita Iva o con un rapporto di prestazione occasionale. Pertanto, come spiega Nicola Del Magro (Nidil-Cgil), non hanno diritto ad ammortizzatori sociali del tipo Naspi. rimangono semplicemente “in strada”.

A differenza di Just Eat, che ha sottoscritto un contratto con i rider che copre malattia e infortuni, e che nel caso di cessazione del rapporto garantisce anche la disoccupazione, le altre piattaforme di delivery, inclusa Uber Eats, operano con lavoratori autonomi, che ora restano senza sostegno.

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Di fatto, va ricordato che Uber Eats fa parte di Assodelivery, l’associazione che ha siglato quello che viene definito come “contratto pirata” con il sindacato Ugl, accusato diverse volte in Tribunale per essere ritenuto una specie di scappatoia per non riconoscere ai fattorini le tutele del lavoro subordinato.

La mobilitazione di Si Cobas e la raccomandazione ai clienti di Uber Eats

Dopo che Uber Eats ha preannunciato che dal 15 luglio in Italia chiuderà l’attività del trasporto di cibo a domicilio, licenziando 8.000 persone, in Piemonte il sindacato Si Cobas ha annunciato una mobilitazione, con un presidio il 6 luglio alle 9,30 davanti alla sede dell’Inps di Torino, in via XX Settembre

Queste sono state le parole del sindacato: “Dopo l’entrata sul mercato italiano nel 2016 – scrive il sindacato su Facebook – e la successiva indagine su caporalato e cottimo (che ha già portato a due condanne in via definitiva); dopo aver spremuto i lavoratori come limoni… Uber se ne va. Nonostante i processi della magistratura e il polverone mediatico, i riders sono ancora tutti assunti con contratto ‘a prestazione occasionale’: senza alcuna tutela e garanzia. Per questi lavoratori non c’è TFR, cassa integrazione, procedura di licenziamento collettivo o sussidio di  disoccupazione: una semplice email è bastata per disfarsene“.

I clienti di Uber Eats devono considerare che il 15 luglio sarà la data massima entro la quale dovranno consumare eventuali crediti residui nella App, prima del suo spegnimento definitivo. Se oggi un utente si collega alla piataforma è possibile effettuare ordini e caricare la App senza alcun avvertimento.

Per approfondire:

Rider, sempre più aggressioni, a Milano picchiato per 3,77 euro

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