Nuovo regolamento sulla spesa e gli imballaggi
Ciao a tutti e tutte, amici e amiche di ultimedalweb! Vediamo se potete confortarmi: è capitato anche a voi un’infinità di volte che, tornando a casa dopo aver fatto la spesa al supermercato, vi siete ritrovati a riempire la pattumiera con doppie vaschette, involucri inutili e retine di plastica prima ancora di cucinare? A me capita spesso e, non vi nascondo, mi fa disperare.
Sappiamo che vivere bene e lavorare sulla nostra spesa quotidiana significa anche semplificare, non trovate? A questo proposito, ho buone notizie per voi: in queste settimane di agosto è iniziata l’applicazione operativa delle nuove normative relative al regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (noto come PPWR). Nessun panico né allarmismo: non si tratta di stravolgere le nostre abitudini da un giorno all’altro, ma di un percorso concreto, pensato per armonizzare le regole in tutta Europa e rendere i nostri carrelli più leggeri ed ecologici.

Perché questo nuovo regolamento è così importante
Negli ultimi decenni la quantità di packaging immessa sul mercato è cresciuta a ritmi sostenuti, creando differenze notevoli tra le normative dei vari Paesi membri dell’Unione Europea. Di fatto, avere regole comuni e direttamente applicabili in tutta l’Unione consente alle aziende di produrre confezioni standardizzate, elimina la confusione per noi consumatori e tutela l’ambiente. Non dobbiamo pensare che le regole siano divieti che puniscono le aziende o i consumatori, ma che derivino da una progettazione con un obiettivo ben preciso: ridurre progressivamente il volume degli scarti, incentivare il riciclo e promuovere il riutilizzo delle risorse, per dare una nuova vita a molti materiali.
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Frutta, verdura e monouso: come cambiano i banchi del fresco
Uno dei settori in cui noteremo i cambiamenti più evidenti è quello dell’ortofrutta. Il regolamento traccia una strada precisa per ridurre la plastica superflua nelle confezioni di frutta e verdura fresca al di sotto di 1,5 kg, privilegiando la vendita sfusa o l’uso di materiali compostabili e biodegradabili certificati. Anche il mondo della ristorazione e del consumo rapido vedrà un’evoluzione graduale: bustine monodose per condimenti, salse e zucchero lasceranno progressivamente spazio a dispenser ricaricabili e soluzioni riutilizzabili, riducendo alla radice la dispersione di micro-rifiuti quotidiani.
Ed ecco che, se il Covid ci ha abituati all’uso di strumenti più controllati e di imballaggi individuali, il nuovo regolamento indica che tali strumenti e imballaggi sono poco ecologici e antieconomici.

Più sicurezza per la salute: lo stop alle sostanze nocive
Un aspetto fondamentale di questa svolta normativa riguarda la sicurezza a diretto contatto con il cibo. A partire da questo mese di agosto, il regolamento impone limiti severissimi alla presenza di sostanze chimiche persistenti, come i PFAS, nei contenitori per alimenti. Questa misura garantisce che le carte per alimenti, le vaschette e le scatole per l’asporto siano completamente sicure per tutta la famiglia e, allo stesso tempo, non rilascino elementi inquinanti nel suolo o negli impianti di compostaggio e riciclo al termine del loro utilizzo.
Un’Europa unita: etichette chiare e raccolta differenziata semplice
Uno dei grandi punti di forza dell’uniformità europea è la chiarezza delle istruzioni per lo smaltimento. Non vi capita di trovarvi spesso davanti a un involucro con il dubbio su dove gettarlo? Andrà nella plastica, nella carta o sarà considerato un rifiuto organico? Un esempio sono le classiche buste per il pane che si usano al supermercato, fatte di carta e plastica: voi, dove le buttate?
Ed ecco che il quadro normativo europeo punta a una simbologia armonizzata su tutte le confezioni vendute negli Stati membri. Se volete comprendere meglio come l’Europa stia costruendo questo modello condiviso, potete consultare le linee guida generali sul portale della Commissione Europea, dove sono dettagliati gli standard di sostenibilità e riciclo previsti per i prossimi anni.
Il ruolo dell’Italia: l’eccellenza del riciclo e del recupero
Nel nostro Paese il sistema di gestione dei rifiuti da imballaggio è già tra i più avanzati d’Europa, con tassi di recupero che superano ampiamente le medie comunitarie. A guidare questa transizione sono i consorzi nazionali di filiera, coordinati dal Consorzio Nazionale Imballaggi, che trasformano ogni giorno carta, plastica, alluminio, batterie, vetro e bioplastiche in nuove materie prime. L’adeguamento alle direttive UE permetterà alle nostre filiere di valorizzare ancora di più gli sforzi che facciamo ogni giorno separando i rifiuti domestici in modo corretto (io separo la plastica dalla carta nelle buste del pane).

Consigli pratici per un carrello più leggero e sostenibile
Per fortuna, affrontare queste novità con serenità è semplicissimo. Ecco alcuni piccoli gesti quotidiani che fanno bene sia all’ambiente che al portafoglio:
- Preferite lo sfuso: scegliete frutta e verdura non confezionata, pesandola nei sacchetti riutilizzabili o compostabili.
- Portate sempre con voi le borse di tela da casa: eviterete di accumulare sacchetti a ogni passaggio in cassa.
- Verificate i simboli di smaltimento: leggete sempre l’etichetta ambientale sulla confezione per conferire ogni componente nel bidone corretto.
- Privilegiate i formati famiglia o le ricariche: per detersivi e prodotti per l’igiene, le ricariche riducono il volume di plastica fino all’80%.
Io sono convinta che fare la spesa con un occhio di riguardo per l’ambiente non richieda grandi sacrifici, ma solo un pizzico di attenzione in più: seguendo semplici accorgimenti, miglioreremo la qualità della nostra vita e aiuteremo l’ambiente. Buona spesa a tutti!
Ana nasce in Spagna, si laurea a 22 anni in Scienze Liguistiche e della Comunicazione. Dopo un’esperienza nel Regno Unito si trasferisce a Trieste, dove vive tuttora. Ha maturato esperienza come consulente aziendale e collaborato con diverse case editrici. Ha pubblicato cinque libri ed è copyrighter e Search Quality Rater.