Vai al contenuto

Tim Burton e la sua mostra da 540 disegni senza Monica Bellucci

tim burton

Tim Burton

Tim Burton e la sua mostra da 540 disegni a Torino

Tim Burton è una persona molto poliedrica; e a noi, da ultimedalweb piace parlarvi nella nostra sezione di cultura delle persone come lui: note, e con carisma. Ma perché vi parliamo adesso? Perché a Torino è in corso una grande mostra dedicata al suo mondo artistico, che espone oltre 500 opere tra disegni, schizzi, acquerelli, polaroid e pupazzi. Vi raccontiamo quello che sappiamo di questo uomo colto, geniale nella sua vita pubblica e riservato nel suo privato.

tim burton
Tim Burton

Per approfondire:

Iscriviti gratuitamente sul canale Telegram, cliccando qui

oppure su Whatsapp, cliccando qui per non perdere tutte le novità

Jenna Ortega è Mercoledì Addams. “Quando ero piccola eseguivo autopsie su piccoli animali”

Ferrari, di Michael Mann, al Festival di Venezia 2023

Tim Burton, regista, scrittore, animatore, disegnatore e non solo

Tim Burton (1958) è un famoso regista, sceneggiatore, produttore, scrittore, animatore e disegnatore statunitense, noto per il suo stile originale e visionario, spesso ispirato a temi come l’emarginazione, la solitudine, il gotico e il fantastico. Ha diretto film di successo come: Edward Mani di Forbice, Batman, Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere, Sweeney Todd, Alice in Wonderland e molti altri. Ha collaborato spesso con il compositore Danny Elfman, l’attore Johnny Depp e l’attrice Helena Bonham Carter, che è stata sua compagna fino al 2014. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia nel 2007.

Attualmente è impegnato nella realizzazione del secondo Beetlejuice, con Monica Bellucci (la sua attuale compagna) nel cast, e nella serie televisiva Mercoledì, dedicata al personaggio di Mercoledì Addams.

Monica Bellucci

La mostra a Torino di 540 disegni

La Mole Antonelliana della capitale piemontese ospita la mostra dei disegni di Tim Burton. si tratta di 540 disegni, che vanno dagli schizzi sui tovaglioli nei ristoranti del mondo a pupazzi a grandezza naturale. Ad adattare i contenuti al pubblico è stato il direttore del Museo, Domenico De Gaetano. Lo spettacolo tratto dall’immaginazione del 65enne in nero, si può visitare a partire da oggi, mercoledì 11 di ottobre, fino al 7 aprile. Un lungo lasso di tempo per consentire ai visitatori amanti del regista e delle sue opere, di analizzare la sua arte.

Intervistato per l’occasione da Arianna Finos (Repubblica), le uniche domande vietate (fa sapere l’entourage del personaggio) sono quelle relative alla sua vita privata e al suo rapporto con l’attrice italiana Monica Bellucci. Si troverebbe troppo in imbarazzo, dicono.

Il rapporto con i social media, l’intelligenza artificiale e le proprie paure

Burton parla senza fronzoli delle proprie paure, del suo estro e della sua diffidenza nei confronti dei social media, nonostante si affidi a loro per un discorso mediatico. Vediamo quello che ha detto questo regista creativo.

Nei confronti dei social media: “mi sento fortunato a essere cresciuto prima”

Mi sento fortunato a essere cresciuto prima dei social, non so se sarei sopravvissuto. È durissima sopportare la pressione così orribile e bizzarra, la consapevolezza di altri che ti scrivono mi piaci o no

Nei confronti dell’intelligenza artificiale: “è come se ti rubassero un pezzo d’anima”

Quando la giornalista gli fa notare che Disney ha creato con l’IA delle principesse utilizzando il suo stile: “Sì è strano, è come se ti rubassero un pezzo di anima. Anche per questo non guardo troppo nei miei social, lo trovo deprimente per me. Mi piace trattare le cose nel modo più puro possibile e fare le cose perché lo sento, piuttosto che pensare troppo ai social, a ciò che la gente dice, pensa o fa. Tutto quel rumore mi fa paura e mi distrae

Sulle proprie paure: “da ragazzino mi faceva paura andare a scuola”

I miei incubi sono sempre state le cose normali per altri. Da ragazzino mi faceva paura andare a scuola

disegno Burton

Che cosa ci possiamo aspettare da Beetlejuice 2?

Ho ancora un paio di giorni di riprese, ci siamo interrotti per lo sciopero. Non è proprio un sequel, sono passati 35 anni. Mi ha incuriosito esplorare cosa è successo ai personaggi in tutto questo tempo. Com’è cambiata la vita, dov’è questa famiglia tutti questi anni dopo. E’ stato emozionante. L’ho girato come il primo, in modo veloce, semplice, usando effetti speciali speciali vecchio stile. Questo film e Mercoledì mi hanno dato una bella carica di energia

Che ne dite? Il film promette, vero?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *