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Arriva RC obbligatoria per 600 mila monopattini elettrici

monopattini elettrici

RC obbligatoria per 600 mila monopattini elettrici, quanto costa?

Sapevamo che la proposta sarebbe arrivata alla Camera. E ora diventa una realtà. Circa 500 mila monopattini dovranno stipulare un’assicurazione obbligatoria prima di sfrecciare in città. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare, su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, lo schema di decreto legislativo che recepisce una direttiva europea in materia di RC Auto.

Sostanzialmente, secondo il ddl, “i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica non possono essere posti in circolazione se non siano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi prevista dall’art. 2054 del codice civile

L’obbligo non tiene in considerazione il terreno in cui vengono usati i mezzi, e nemmeno il fatto che siano fermi o in movimento. E nemmeno valuta il fatto che i veicoli siano usati in una zona chiusa o circoscritta (aeroporto, club sportivo, ecc). L’assicurazione è obbligatoria per tutti.

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Sui quasi 600 mila veicoli elettrici in circolazione, 45.900 dello sharing sono già assicurati. Per gli altri si tratta di pagare una polizza RC da almeno 40 euro l’anno.

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L’Assicurazione, quali polizze sottoscrivere?

Ora le società di assicurazione e riassicurazione probabilmente metteranno sul tavolo diverse proposte e diverse tariffe. Quello che è oggi una realtà è la possibilità di sottoscrivere due diversi tipi di polizza: una è la RC Capofamiglia, che include gli eventuali danni provocati dal monopattino; la seconda è la polizza specifica per il mezzo. Nel primo caso, il costo annuo si aggira intorno ai 55 euro, mentre nel secondo parliamo di circa 40 euro annui di premio per in singolo utente e di 80 nel caso in cui a guidare il monopattino siano diversi membri della famiglia.

La figura del “preventivatore” per consultare prezzi e opportunità

Nel provvedimento è stato rafforzato lo strumento del cosiddetto “preventivatore”, che consente ai consumatori di confrontare gratuitamente i prezzi, le tariffe e le condizioni contrattuali delle imprese di assicurazione ed è consultabile sui siti internet dellIVASS e del Ministero delle imprese e del made in Italy.

Un tesoretto da 20 milioni di euro per un numero di incidenti “risicato”

Tenuto conto dei costi che abbiamo preventivato (un costo annuo della polizza di 40 euro a mezzo), la copertura assicurativa dei mezzi privati (ad esclusione di quelli dello sharing) vale complessivamente 20 milioni di euro l’anno.

Relativamente agli incidenti, dal rapporto nazionale sulla mobilità in sharing, redatto dall’Osservatorio nazionale della Sharing mobility, emerge che nel 2021 sono stati 634 gli incidenti registrati con i mezzi in sharing. Di questi il 77% sono avvenuti “a veicolo isolato”, ovvero senza coinvolgere altri mezzi o persone e pertanto senza attivare la responsabilità civile. Secondo Assosharing gli incidenti accadono perché i mezzi non sono conformi o non vengono rispettati i limiti di velocità.

Le deroghe inserite nel provvedimento

In particolare, è escluso l’obbligo di copertura assicurativa per i veicoli non idonei all’uso come mezzo di trasporto; per i veicoli ritirati dalla circolazione; per i veicoli che vengono volontariamente sospesi dalla circolazione (ad es. per utilizzo stagionale). La novità è rappresentata dalla sospensione volontaria dell’assicurazione da parte dell’assicurato. In tal modo si codifica una possibilità che finora era rimessa alla libera scelta dell’impresa assicuratrice. Il termine di sospensione può essere prorogato più volte e non può avere una durata superiore a nove mesi, rispetto all’annualità.

Un’altra novità: la targa

Il ddl che ora deve passare al vaglio del Parlamento è l’identificativo del veicolo; cioè, la targa. Si parla di “apposito contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile, stampato dall’Istituto Poligrafico dello Stato”. Sarà composta da una combinazione alfanumerica univoca. Il ddl stabilisce anche che la stampa e la vendita dei contrassegni sarà regolata dal dipartimento del ministero delle Infrastrutture, ovvero la Motorizzazione.

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