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L’Urlo di Edvard Munch a Roma, da febbraio 2025 importante mostra pittorica nella capitale

L'urlo di Munch

L’urlo di Edvard Munch sbarca a Roma, bisogna aspettare però il 2025

Tra i quadri più inquietanti, iconici e ispirativi dell’Ottocento, troviamo “L’urlo” di Edvard Munch, noto anche come “Skrik”. Non c’è bisogno di descriverlo, perché è ripreso in tantissimi settori creativi: moda, cinema, horror, design, parodie tra film e cartoni animati. Questo personaggio rappresenta un attimo di crisi e di spaesamento nella normalità di una via di passeggio, un lungomare, un lago o un fiume.

Parodia di L'Urlo di Munch
Il protagonista di Mamma ho perso l’aereo in uno dei suoi momenti di crisi, la sua espressione si combina bene al famoso quadro del pittore norvegese

Rappresenta il momento di crisi e trasformazione di un uomo qualunque o del pittore stesso; la realtà viene osservata e concepita con nuovi occhi, alimentati da teorie e scienze emergenti, come la psicologia e la filosofia, oltre che dalle spinte letterarie, poetiche e artistiche.

A questo quadro, in varie versioni originali, e al pittore norvegese più importante della fine dell’Ottocento, è dedicata una mostra a Roma, nelle vie centrali della Capitale, presso Palazzo Bonaparte. L’indirizzo è Piazza Venezia numero 5. Le date sono dal 18 febbraio 2025 al 2 giugno 2025. Gli orari non sono ancora disponibili, ma c’è tempo per organizzarsi.

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Ulteriori dettagli sulla mostra dedicata a Munch e all’Urlo

“Munch, il grido interiore” è il titolo della mostra che arriverà in Italia, prima a Milano presso Palazzo Reale. L’evento, programmato per settembre 2024, offrirà l’opportunità di ammirare l’insieme delle opere dell’artista norvegese Edvard Munch. Successivamente, la mostra si trasferirà a Roma a febbraio 2025.

La retrospettiva è promossa da Milano Cultura, patrocinata dalla Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia in collaborazione con il Museo Munch di Oslo. Curata dalla rinomata esperta di Munch, Patricia G. Berman, che ha dedicato i suoi studi all’artista, la mostra presenta cento opere selezionate per raccontare l’universo espressionista e simbolista di Munch.

Edvard munch nel film a lui dedicato negli anni Settanta
Edvard munch nel film a lui dedicato negli anni Settanta

Per comprendere la profondità dei sentimenti e lo smarrimento espressi nei suoi quadri, è essenziale conoscere il lato umano di Munch, segnato da disavventure familiari e personali. Tra le opere esposte, vi saranno alcune versioni litografiche de “L’urlo” custodite a Oslo. Verrà inoltre esposto “La morte di Marat I”, un’opera in cui Munch reinterpreta il celebre dipinto di Jacques-Louis David.

In questo quadro, Munch si paragona a Marat, il rivoluzionario francese assassinato mentre era nella vasca da bagno, utilizzata per alleviare i sintomi di una malattia della pelle. La figura di Marat, e il dipinto di David, sono tra i più studiati dalla storia dell’arte. Munch aggiunge un elemento autobiografico esistenziale, inserendo nel dipinto Charlotte Corday, l’assassina di Marat, creando un collegamento tra il suo vissuto e quello del rivoluzionario.

Gli altri quadri messi in mostra saranno Notte Stellata, Le ragazze sul ponte, Malinconia, Danza sulla spiaggia. Cielo, acqua, vie dove si passeggia, paesaggi dove si perde lo sguardo nei ricordi rimangono soggetti e ambientazioni preferite dal pittore che ha rappresentato la crisi esistenziale personale ma anche di un’epica che si stava vivendo.

Edvard Munch, elenco delle opere principali e inizi

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Edvard Munch, artista norvegese noto per il suo stile espressionista e simbolista, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte. Tra le sue opere principali si annoverano “L’urlo” (1893), simbolo universale di angoscia esistenziale, “La Madonna” (1894-1895), “La Danza della Vita” (1899-1900) e “Il Vampiro” (1893-1894). Nato il 12 dicembre 1863 a Loten, Munch iniziò la sua formazione artistica presso la Royal School of Art and Design di Kristiania (oggi Oslo) nel 1881. Influenzato dai post-impressionisti e dagli scritti di Friedrich Nietzsche, sviluppò uno stile unico caratterizzato da colori intensi e linee ondulate, esplorando temi come la morte, la malattia e l’angoscia interiore. Ecco l’elenco parziali delle opere.

1885-1886: La fanciulla malata
1889: Inger sulla spiaggia
1891-1902: Malinconia
1892: Sera sul viale Karl Johan
1892: Il bacio con la finestra
1893: Notte stellata
1893: L’urlo
1893: L’angelo della morte
1894-1917: Amore e dolore (Vampiro)
1894: L’ansia
1894: Gli occhi negli occhi
1894-1895: Madonna
1894-1895: La pubertà
1895: Gelosia
1895: Autoritratto con sigaretta
1895: La morte nella stanza della malata
1896: Separazione
1897: Il bacio
1899: Quickborn
1899-1900: La danza della vita
1899-1900: La madre morta e la bambina
1902: Ragazze sul ponte
1903: Chiaro di luna
1903: Autoritratto all’inferno
1905: Caricatura di Tulla Larsen
1907: Due persone sole
1907: La morte di Marat I
1913: Sbadiglio del mattino
1940-1943: Tra il letto e l’orologio