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20 Febbraio: i richiami alimentari della settimana (li abbiamo inseriti tutti!)

richiami alimentari

Ultime dal Web trasforma la propria rubrica in un appuntamento fisso settimanale, dedicato ai richiami alimentari della settimana: concentrati in un unico articolo, tutti gli alert diramati nell’arco di 7 giorni dai produttori e dal ministero della Salute, per offrire a voi, affezionati lettori, tutte le informazioni necessarie per la miglior tutela della vostra salute concentrate in un unico colpo d’occhio.

Il sommario dei richiami alimentari della settimana fino al 20 febbraio 2023.

  • Salmonella nel salame strolghino di culatello Galli in vendita da  Prix e nel Pesto alla Genovese Esselunga.
  • Battuta di fassone piemontese, con varie ricette, a marchio ‘Cascina La Marchesa’ e ‘Fior Fiore Coop’ per data di scadenza errata.
  • Contaminazione da alfatossine per le mandorle a marchio ‘Ambrosio’ e ‘Almendras Lopez’.
  • Pistacchio non indicato nei cioccolatini di San Valentino Lindor in vendita da Coop.
  • Soia non dichiarata nel prosciutto cotto Motta da Gran Di e La Bottega del Gusto da Eurospin.
  • Nocciole nei biscotti venduti nella provincia autonoma di Bolzano.

Salmonella Spp nel salame strolghino di culatello Galli in vendita da  Prix e nel Pesto alla Genovese Esselunga.

I richiami alimentari della settimana, provocati dalla presenza di Salmonella Spp sono due.

Il primo è relativo al salame strologhino di culatello in vendita nei supermercati Prix con il marchio del Salumificio Galli Remo. Si tratta, in particolare, del lotto contrassegnato con il numero 16 e venduto sottovuoto in tranci da 250 gr.
Il produttore del salame strologhino in questione è, per l’appunto, il Salumificio Galli Remo a Cogozzo di Viadana (MN), con il marchio di identificazione IT 1212 L CE.

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Il secondo richiamo diffuso nella settimana per rischio contaminazione da Salmonella Spp, è relativo al pesto con basilico alla genovese Dop senz’aglio biologico a marchio ‘Esselunga Bio‘ e distribuito dall’omonima catena di supermercati . Si tratta del lotto di produzione contrassegnato con la data 01/02/2023 e con scadenza al 22/02/23, relativo al pesto venduto in vaschette da 140 grammi e prodotti per Esselunga Spa dallo stabilimento di via Giambologna 1 a Limito di Pioltello (MI), con marchio di identificazione IT 1184 S CE.

La battuta di fassone piemontese scade un mese prima: richiamati i lotti.

Sono 7 i richiami segnalati dal ministero della Salute relativi alla battuta di bovino adulto piemontese condita secondo diverse ricette e venduta con il marchio  ‘Cascina La Marchesa’ e ‘Fior Fiore Coop’. Sulla confezione in skin è indicata una data di scadenza errata e, nonostante il prodotto così confezionato, possa contare su tempi di conservazione più lunghi, comunque la differenza tra le date di scadenza è di circa 30 giorni.

Queste, nel dettaglio sono le tartàre di fassone piemontese,  in vendita in confezioni da 200 grammi a marchio ‘Cascina La Marchesa’, che sono state oggetto del richiamo:

Battuta di fassone al tartufo con lotto numero 663286 e data di scadenza errata 20/03/2023 (data corretta 20/02/2023) e con  lotto numero 664256 e data di scadenza errata 24/03/2023 (data corretta 24/02/2023);

Battuta di fassone al limone  con numero di lotto 664594 e data di scadenza errata 25/03/2023 (data corretta 25/02/2023);

Battuta di fassone al rosmarino e basilico , con lotto numero 664255 e data di scadenza errata 24/03/2023 (data corretta 24/02/2023);

Battuta di fassone alle erbe di montagna , con lotto numero 664597 e data di scadenza errata 25/03/2023 (data corretta 25/02/2023);

Battuta di fassone classica , con il lotto numero 663284 e data di scadenza errata 20/03/2023 (data corretta 20/02/2023); numero 664253 e data di scadenza errata 24/03/2023 (data corretta 24/02/2023) e numero 664593 e data di scadenza errata 25/03/2023 (data corretta 25/02/2023);

Battuta di fassone all’aglio di Cariglio , con  lotto numero 664595 e data di scadenza errata 25/03/2023 (data corretta 25/02/2023).

E infine, a marchio ‘Fior Fiore Coop’, è stato diffuso il richiamo della battuta di bovino razza piemontese, con il numero di lotto 664592 e data di scadenza errata 25/03/2023 (data corretta 25/02/2023).

Tutte le battute confezionate in skin e richiamate dalla vendita sono state lavorate e confezionate dall’azienda  Faccia Fratelli Srl, nello stabilimento di via L. Einaudi 28, a Ceva (CN),  con marchio di identificazione IT C716K CE.

Il produttore segnala la possibilità, per i consumatori, di restituire i prodotti segnalati al punto vendita di acquisto, soprattutto se la data di scadenza effettiva del prodotto risulta essere già stata superata. Per ogni eventuale informazione, è possibile rivolgersi al numero 0174 721957/8 oppure all’indirizzo e-mail qualita@facciafratelli.com .

Mandorle contaminate dalle aflatossine: richiamo per rischio chimico.

Per la rischio chimico rappresentato dalle aflatossine oltre il limite consentito, il ministero della Salute ha diffuso due richiami alimentari di mandorle. Il primo richiamo interessa il lotto 280922-2 di mandorle dolci pelate “Ambrosio” con tmc al 10/2023 e venduti in confezione da 1 kg in cartoni da 5 pezzi.

Il secondo richiamo è relativo alle mandorle dolci naturali con i medesimi lotto di produzione 280922-2 e termine minimo di conservazione al 10/2023, ma vendute in sacchi da 10 kg con il marchio ‘Almendras Lopez’.

Le mandorle richiamate sono state tutte prodotte dall’azienda spagnola Almendras Lopez S.L., nello stabilimento di Abunol (Granada) di C.tra Almeria-Malaga 3 e distribuiti dalla IDAV spa di Contrada Le Vecchie II a Striano (NA). Precedentemente, le mandorle prodotte dalla Almendras Lopez erano già state oggetto di richiamo, sempre a causa della presenza di aflatossine oltre il limite consentito secondo i regolamenti europei: tutti i dettagli in questo articolo.

Allergeni non dichiarati: pistacchio nei cioccolatini di San Valentino Lindor.

Il recente decesso (di cui abbiamo scritto in questo articolo) della giovane provocato dal latte, cui era allergica, nel tiramisù vegano, non dichiarato in etichetta, ha indotto ad una intensificazione dei controlli sulla presenza di possibili allergeni non menzionati tra gli ingredienti.

E’ la catena di distribuzione Coop a diffondere il richiamo di alcuni lotti di produzione di praline di San Valentino a marchio Lindor’: a causa di un errore nel confezionamento, alcune praline ripiene al pistacchio sarebbero finite nelle scatole sbagliate. Quindi vi sono dei cioccolatini al latte a forma di cuore e ripieni pistacchio in confezioni che non indicano, tra i propri ingredienti, l’allergene in questione, anche se è comunque riportata la dicitura “può contenere nocciole ed altra frutta a guscio.

Si tratta dei lotti  L250230 con Tmc 31/12/2023, L252230 con Tmc 30/11/2023, L298330 con Tmc 31/01/2024, L251230 con Tmc 31/12/2023, L250230 con Tmc 31/12/2023, L250231 con Tmc 30/11/2023, L251230 con Tmc 31/12/2023 e L298330 con Tmc 31/01/2024, tutti relativi  a confezioni a forma di cuore da 178 grammi e venduti soltanto in alcuni punti vendita Coop.

La catena di distribuzione precisa che il consumo dei cioccolatini non comporta alcun rischio per soggetti non allergici ai pistacchi.  

 La soia nel prosciutto cotto di Maxi Di ed Eurospin: allergene non dichiarato.

Tra gli ennesimi richiami alimentari della settimana fino al 20 febbraio, si segnalano ancora quelli relativi a due lotti di prosciutto cotto di alta qualità contenente l’allergene soia la cui presenza non risulta nell’etichettatura. Si tratta del trancio da circa 1,3 kg (il peso è variabile), a marchio Motta’, con tmc al 21-02-2023 distribuito da Maxi Di Srl  e del trancio di prosciutto cotto di alta qualità da 750 grammi a marchio ‘La bottega del Gusto’ con termine minimo di conservazione al 07/03/2023 venduto dalla catena discount Eurospin.

Entrambi i tranci richiamati, pur se con pesi diversi, sono relativi al medesimo lotto di produzione – L225139 – e sono stati lavorati e confezionati dal prosciuttificio Motta Srl nello stabilimento di via Capuana a Barlassina (MB) con marchio di identificazione IT 679L CE. Il lotto di prosciutto ritirato è L225139 con tmc (termine minimo di conservazione) al 21/02/2023.

Nel diffondere gli alert per il prosciutto cotto richiamato, si sottolinea anche che la pericolosità può sussistere soltanto per i consumatori che siano allergici alla soia. Per tutti gli altri, invece, il prosciutto non sembra rappresentare alcun pericolo. Nei giorni scorsi, lo stesso lotto di prosciutto cotto di alta qualità – lavorato e confezionato sempre da Motta Srl – era già stato richiamato dalla vendita dalle catene Penny Market (qui i dettagli) e Aldi (in questo articolo) 

Nocciole nei biscotti: tra gli ingredienti ma non nell’etichetta.

Nuovi richiami alimentari, segnalati dal ministero della Salute, interessano i biscotti a marchio ‘Moser’ e ‘Schuster’ per la presenza di nocciole che, anche in questi casi, non sono state indicate tra gli ingredienti in etichetta.

Si tratta dei Biscotti al farro altoatesino (Dinkelspitzbuben aus Südtirol), distribuiti a marchioMoser’ in confezioni da 200 grammi e contraddistinti dal lotto di produzione 01/03/2023, che corrisponde anche al Tmc. Il produttore è il  Panificio Bäckerei Moser KG di Moser Ruth &Co di Bolzano.

I biscotti Spitzbube, a marchioSchuster’ sono, invece, venduti in confezioni da 4 pezzi per un peso complessivo di 250 grammi con il Tmc 08/01/2023, già passato da oltre un mese, nonostante il richiamo sia stato diffuso dal minstero della Salute soltanto nell’ultima settimana. Gli Spitzbube, sono commercializzati dalla Schuster Srl che ha la sede a Malles (BZ). Già nei giorni scorsi, il ministero della Salute aveva diffuso un altro richiamo dei biscotti di pasta frolla ‘Mini Spitzbuben’: in questo articolo tutti i dettagli.   Anche in questo caso si fa presente che l’alert interessa soltanto i consumatori con problemi di allergia alla frutta secca e a guscio.

Con questo ultimo alert si concludono i richiami alimentari della settimana diffusi dal ministero della Salute tra il 14 ed il 20 febbraio 2023, riuniti in un unico articolo per facilitare i lettori nella ricerca dell’informazione; l’intervallo di tempo non penalizza minimamente la tempestività dell’informazione che, comunque, viene diramata nella bacheca del sito salute.gov.it sempre con alcuni giorni di ritardo rispetto alla segnalazione effettuata dai produttori o dalle catene di distribuzione.

 

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