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Encelado, potrebbe esserci vita sul satellite di Saturno

Il mondo dello spazio lascia spazio a numerose sorprese e una di queste potrebbe derivare da Encelado. Forse questa parola dice ben poco: si tratta del satellite naturale di Saturno e nasconderebbe un segreto davvero molto interessante per chiunque sia appassionato del settore.

La straordinaria scoperta su Encelado

In base a quanto derivante dai dati raccolti dalla sonda Cassini della NASA, potrebbe esserci vita su Encelado. Nel corso dei decenni, gli esperti hanno effettuato numerosi studi in merito alla luna del pianeta Saturno, con risultati che potrebbero rivelarsi alquanto intriganti. Infatti, una ricerca avrebbe constatato la presenza di una notevole concentrazione di acido cianidrico, unita a una fonte di energia chimica in corrispondenza dell’oceano sotterraneo. Due indizi che potrebbero costituire una prova davvero interessante. Quale? Scopriamolo di seguito.

L’acido cianidrico

Parliamo innanzitutto dell’acido cianidrico. Si tratta di una sostanza cruciale per generare gli amminoacidi, molecole organiche che costituiscono le proteine. Utilizzando termini meno tecnici, possono essere considerati come le basi portanti della materia, senza le quali la stessa non esisterebbe. Di conseguenza, un acido del genere sarebbe una prova fondamentale della nascita e della crescita di varie tipologie di forme di vita. Ma ci sarebbe anche altro da sapere.

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La fonte d’energia chimica

Come detto in precedenza, la sonda Cassini ha accertato alcune componenti organiche di dimensioni microscopiche, che costituirebbero una vera e propria fonte d’energia chimica. Tali composti sarebbero in grado di attivare processi vitali e favorire le condizioni essenziali per generare forme di vita. Queste ultime potrebbero essere in fase di sviluppo proprio grazie a sostanze in continuo movimento.

La possibilità di avere forme di vita fuori dal nostro pianeta

C’è vita altrove? A quanto pare, la risposta positiva non è da escludere. L’acido cianidrico e l’energia chimica sarebbero due prove importanti per la diffusione di microbi all’interno dell’oceano di Encelado. Le piccole molecole riscontrate genererebbero sistemi biologici dalle dimensioni infinitesimali. Ad ogni modo, ci sarebbe ancora da approfondire molto la questione per fare in modo che la tesi possa trasformarsi in una solida realtà. Gli scienziati starebbero riflettendo sull’opportunità di raccogliere dei campioni dai geyser per svolgere ulteriori analisi.

Uno studio basato sulla matematica

A fare la differenza nell’ultimo studio è stato l’uso della matematica. La sonda Cassini, distrutta sei anni fa all’interno dell’atmosfera di Saturno, ha fatto venire alla luce uno spettrometro di massa neutra e ionica, basato sull’analisi di gas, ioni e ghiaccio intorno al pianeta. Si tratta di un puzzle da completare, con numerosi tasselli da unire con precisione per giungere a esiti dimostrabili e accertati.

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Ci vorrà ancora del tempo, ma Encelado potrebbe diventare un modello in merito allo studio delle forme di vita nell’universo. Non resta altro da fare che attendere che il lavoro venga ultimato, con esperti e appassionati in trepidante attesa di saperne di più.

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