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Accusa grave per Elon Musk, ha accettato pagamenti dai terroristi secondo attivisti

Elon Musk
Wikimedia

Questa notizia di oggi arriva dall’estero e sta facendo eco, come ne uscirà Elon Musk?

Elon Musk viene accusato dagli attivisti di aver ottenuto pagamenti da gruppi terroristici attraverso abbonamenti, e ha ricevuto anche soldi da chi ha dei divieti di operare negli Stati Uniti d’America. Il fatto è che il patron ex Twitter aveva dichiarato di mettere in moto tutte delle garanzie per evitare fake news e anche l’utilizzo del famoso social network da parte di utenti non idonei, pericolosi. Introdusse anche per questo l’abbonamento a otto dollari mensili che sostituì la spunta blu gratuita introdotta dalla precedente amministrazione come certificato di autenticità. Il pagamento argina poco l’ingresso dei profili pericolosi secondo gli esperti.

Gli attivisti che accusano Elon Musk e X

Il TTP, Tech Transparency Project, ha scoperto che X ha concesso segni di spunta blu ad account legati a membri di Hezbollah. X ha rimosso alcuni segni di spunta dopo la segnalazione, affermando di avere una sicurezza forte. La spunta blu pagata a otto dollari consente di scrivere post lunghi e con una migliore visualizzazione.

La BBC, nella sua narrazione, ricorda il 2022 e anche i bei tempi del badge gratuito e il passaggio alla spunta a pagamento, i più critici avevano affermato che ci sarebbero stati problemi con la disinformazione e anche con gli imitatori. I badge furono introdotti proprio per contrastare i profili falsi e favorire il lavoro sul social di giornalisti, celebrità e leader. X si è difesa, come lo fa da sempre, affermando di aver rimosso i segni di spunta da conti identificati dopo la pubblicazione del rapporto TTP.

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Ecco chi ha individuato TTP tra gli utenti sospetti

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Il TTP ha individuato una serie di conti online, alcuni dei quali presumibilmente appartenenti ai principali leader di Hezbollah con sede in Libano, oltre ad altri legati ai media statali iraniani e russi. Un account, apparentemente associato a Hassan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, è stato contrassegnato come “ID verificato”, un servizio offerto da X per prevenire l’imitazione.

Altri due account, associati a entità sanzionate dagli Stati Uniti, come la Press TV iraniana e la Tinkoff Bank russa, presentavano segni di spunta dorati, indicando un’organizzazione verificata. Gli individui e le organizzazioni dietro questi account sono elencati dall’OFAC come soggetti a sanzioni economiche. TTP ha identificato anche altri quattro conti legati al governo iraniano, soggetto a sanzioni statunitensi. Il testo si trova nel sito ufficiale dell’ente.

E scrive anche “Gli Stati Uniti impongono sanzioni a individui, gruppi e paesi considerati una minaccia alla sicurezza nazionale. Sembra che X di Elon Musk venda servizi premium ad alcuni di loro… Molti degli account elencati nel Tech Transparency Report non sono direttamente menzionati negli elenchi di sanzioni, mentre altri potrebbero avere segni di spunta visibili sugli account senza ricevere alcun servizio che sarebbe soggetto a sanzioni”.

X risponde per Elon Musk, quanto è sicura la piattaforma? TTP contro risponde

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Il Social Network di Elon Musk ha risposto a TTP dichiarando quanto segue.

X adotta un approccio solido e sicuro per le nostre funzionalità di monetizzazione, rispettando gli obblighi legali, insieme a un controllo indipendente da parte dei nostri fornitori di pagamenti. Molti degli account elencati nel Rapporto sulla trasparenza tecnologica non sono menzionati direttamente negli elenchi di sanzioni, mentre altri potrebbero avere segni di spunta visibili sull’account senza ricevere alcun servizio soggetto a sanzioni. I nostri team hanno esaminato il rapporto e, se necessario, prenderanno provvedimenti. Siamo sempre impegnati a garantire il mantenimento di una piattaforma sicura, protetta e conforme“.

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TTP ha contro risposto due volte. La prima sotto il commento del reparto sicurezza. Il secondo, con un posto dove ha dichiarato che avrebbe verificato il livello di sicurezza protetto da X. “Verificheremo i fatti di questa risposta di X, che mette in discussione la nostra ricerca sugli account X Premium gestiti da entità sanzionate”.

Autore

Mi chiamo Iole Di Cristofalo e mi piace scrivere, svolgo come lavoro quella del web content editor, ho aggiornato le mie competenze imparando a creare video e grafiche online. In rete mi occupo di attualità, cronaca, scienze, ambiente e cultura, fotografia e video. Ultimi corsi professionali seguiti: comunicazione multimediale, web copywriting, scrittura d'impresa.View Author posts

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