Una pentola di polenta fumante, il tagliere al centro della tavola, e il giorno dopo, in frigorifero, un pezzo che ci aspetta. Raffreddandosi è diventata compatta, soda, facile da tagliare, ed è proprio adesso che può regalarci il meglio di sé. Si affetta, si griglia, si farcisce, si trasforma perfino in gnocchi! Parte da qui questo nuovo appuntamento di Cucina di Recupero… con noi.
Per gustarla al meglio non ci resta che dividerla in contenitori bassi, così si raffredda in fretta, e sistemarla in frigorifero entro un paio d’ore. Le idee di oggi sono pensate per il giorno dopo, e in generale si consiglia di consumare gli avanzi refrigerati entro 48 ore. Al momento di servirla, poi, scaldiamo solo quella che ci serve, fino al cuore. E la ricetta? Di seguito ne trovate ben cinque.
Gnocchi di polenta, perfetti anche con i pezzetti irregolari
Cominciamo dalla trasformazione più sorprendente. Angoli, briciole, fette un po’ irregolari: quando la polenta avanzata è in tanti pezzetti, gli gnocchi sono la scelta ideale, perché qui la forma non conta proprio.
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Per quattro persone servono 600 g di polenta già cotta e fredda, 150 g di farina 00, 20 g di Parmigiano grattugiato, un uovo e un pizzico di sale. La polenta si sminuzza con le mani, si unisce al resto e si lavora finché il composto non diventa morbido e modellabile. Con le mani si formano dei filoncini, che si tagliano in tocchetti di un paio di centimetri.
Ogni polenta ha la sua umidità, quindi le quantità di farina possono cambiare un po’. Meglio aggiungerla poco alla volta, fermandosi quando l’impasto non si attacca più alle dita: così gli gnocchi restano leggeri e morbidi.
Una ventina di minuti per impastare e formarli, poi pochi minuti in acqua bollente salata, finché non salgono a galla. Per il condimento basta il sugo di pomodoro che magari abbiamo già in frigo, scaldato in padella, in cui farli saltare un istante. Il risultato è un primo semplice e delicato, che sa di casa e lascia tutti curiosi di sapere da dove arrivi.
Cordon bleu di polenta con prosciutto cotto e provola

Per questa ricetta serve invece un blocco compatto, in modo tale da poterlo affettare con. Ed è la proposta più golosa delle cinque: due fette di polenta, un cuore di prosciutto cotto e provola affumicata, una crosta dorata tutto intorno. Per il resto bastano uova, pangrattato e un filo d’olio.
Le fette si tagliano spesse circa un centimetro. Quadrate o rettangolari, va bene qualsiasi forma: basta abbinarle a coppie della stessa misura. Sulla prima si sistemano prosciutto e provola, lasciando liberi i bordi, poi si copre con la seconda e si preme leggermente.
Il passaggio irrinunciabile, invece, è la doppia panatura. Uovo, pangrattato, poi ancora uovo e ancora pangrattato, avvolgendo bene anche i lati: così la crosta diventa un guscio croccante che custodisce il ripieno filante. In forno a 180 °C, con un filo d’olio in superficie, bastano circa venti minuti, finché sono dorati fuori e ben caldi dentro.
Pizzette di polenta con pomodoro, mozzarella e origano
Voglia di pizza a metà settimana? La polenta è una base perfetta: rassodata dal freddo, accoglie il condimento con facilità. Le fette vanno tagliate un po’ più spesse, tra un centimetro e mezzo e due, e sistemate su una teglia con la carta forno. La passata di pomodoro si condisce con olio extravergine, sale e origano e si distribuisce con mano leggera, così la polenta resta compatta. Sopra, mozzarella ben scolata a pezzetti e un ultimo giro d’olio.
Quante prepararne? Dipende tutto dalla polenta che abbiamo a disposizione: un paio a testa per un antipasto, qualcuna in più per una cena leggera. In forno a 200 °C bastano dieci, quindici minuti, il tempo di sciogliere la mozzarella e scaldare la polenta fino al centro. Per una versione più ricca si possono aggiungere qualche oliva o un po’ di verdure già cotte.
Pasticcio di polenta con radicchio, speck e formaggio
Quando la polenta avanzata è tanta, è il momento della pirofila. Il pasticcio arriva in tavola fumante e si serve a cucchiaiate, perfetto per una cena in famiglia. La versione di riferimento, per quattro persone, prevede 600 g di polenta cotta, 250 g di radicchio, 100 g di Raspadura, 80 g di speck, olio extravergine e sale.
Il radicchio, tagliato a striscioline, si fa saltare in padella per una decina di minuti, finché non diventa morbido e più dolce. Intanto la polenta si affetta e si griglia su entrambi i lati. Poi si compone: nella pirofila unta si alternano polenta, radicchio, speck a listarelle e formaggio, strato dopo strato.

Venti, venticinque minuti in forno a 180 °C, ed ecco un piatto pieno di contrasti. La Raspadura è un formaggio lodigiano raschiato in sfoglie sottilissime. Se non l’abbiamo in casa, una fontina o un Asiago sono alternative perfette. E la besciamella non serve: il formaggio fuso basta a rendere tutto cremoso.
Crostoni di polenta con funghi e stracchino
L’ultima idea si compone direttamente nei piatti. Per quattro persone servono 500 g di polenta cotta, 200 g di funghi coltivati, 100 g di stracchino, uno spicchio d’aglio, prezzemolo, olio extravergine, sale e pepe.
I funghi, tagliati a pezzetti, si cuociono in padella con olio e aglio, finché la loro acqua non evapora del tutto: così prendono colore e un sapore intenso. Intanto la polenta, a fette, va sulla piastra ben calda, su entrambi i lati, fino alle classiche righe dorate.
Il piccolo segreto di questi crostoni è condirli dopo la griglia. La superficie resta asciutta e tostata, e lo stracchino, spalmato sulla polenta ancora calda, diventa morbido e cremoso. Sopra vanno i funghi e una pioggia di prezzemolo fresco. E adesso, quale ricetta scegliere? Basta aprire il frigorifero e lasciarsi ispirare!