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Addio a glitter e scrub, primi prodotti interessati dalla stretta UE sulle microplastiche

addio a glitter e scrub

Addio a glitter e scrub

Finalmente è una realtà. L’utilizzo delle microplastiche, dopo la verifica dei danni che provocano plastiche e derivanti all’ambiente, è stato vietato con una legge Europea. Non che quest’azione sia una novità, ma sicuramente la stretta è arrivata. Da metà ottobre non è più possibile acquistare glitter né i cosmetici per lo scrub. Altri prodotti che contengono queste micro particelle (in percentuale ridotta) avranno tra 4 e 12 anni per adeguarsi, trovando un’alternativa valida. Quello che è certo è che oggi, per esempio, non è più possibile acquistare glitter né cosmetici contenenti microsfere (cioè le piccole perle di plastica utilizzate per l’esfoliazione).

Vediamo in che cosa consiste il divieto e quali prodotti possono essere ancora acquistati.

GLITTER 1
Glitter

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Che cosa sono esattamente le microplastiche?

Le microplastiche sono particelle di polimeri sintetici inferiori a cinque millimetri che si formano dalla frammentazione di rifiuti plastici più grandi. Si trovano in molti prodotti come cosmetici, abbigliamento sintetico, pneumatici e materiali edili. L’utilizzo di questi prodotti comporta un problema ambientale perché inquinano i mari e gli oceani, danneggiano la fauna marina ed entrano anche nella catena alimentare umana

L’inquinamento da microplastiche

Una volta rilasciate nell’ambiente, le microplastiche non possono essere rimosse. Si accumulano negli animali, compresi pesci e crostacei, e di conseguenza vengono entrano nella catena antropica. Di fatto, queste piccole particelle formano un terzo della plastica che va a finire in mare, secondo l’International union for conservation of nature (IUCN).

In Italia possiamo affermare che le microplastiche sono presenti nel 98% dei campioni raccolti nei laghi di Bracciano, Trasimeno e Piediluco, secondo l’analisi di ‘Life Blue Lakes’, un progetto coordinato da Legambiente.

Lago Bracciano maggio
Lago di Bracciano

Si stima, infatti, che ogni anno vengano rilasciate nell’ambiente circa 42mila tonnellate di microplastiche come riporta ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche. E secondo il WWF ogni anno il Mediterraneo riceverebbe 229mila tonnellate di plastiche. Purtroppo, il nostro mare detiene un primato mondiale: quello della più alta concentrazione di microplastiche mai misurata nelle profondità di un ambiente marino  1,9 milioni di frammenti per metro quadrato).

La legge UE e i divieti sulle microplastiche; sanzioni salate

La Commissione Ue, con la stretta sulle microplastiche, vuole ridurre del 30% l’inquinamento entro il 2030, e si muove con un provvedimento che colpisce quelle ‘aggiunte intenzionalmente’. Secondo la nuova normativa, si eviterà il rilascio nell’ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di particelle. La violazione di cui al comma 546 è punita con sanzioni da 2.500 a 25mila euro, aumentabile fino al quadruplo del massimo se la violazione riguarda ingenti quantitativi di prodotto o un valore di merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore.

I prodotti vietati

Sono molti i prodotti che non possono più essere prodotti, in quanto nella loro lavorazione, emettono un grande numero di microplastiche. Ad esempio

Il materiale granulare utilizzato per le superfici sportive artificiali, come i campi di calcetto. Essi spesso sono prodotti da pneumatici a fine vita, ridotti in pezzetti. In questo caso il divieto si applica dopo 8 anni per dare proprietari di campo e manager il tempo di passare a alternative e consentire alla maggior parte dei campi sportivi esistenti per raggiungere la loro fine della vita.

campo calcio erba sintetica

cosmetici, dove le microplastiche vengono ad esempio utilizzate per l’esfoliazione (i micrograni degli scrub) o l’ottenimento di una specifica consistenza, fragranza o colore.

Il glitter, che è fatto con lo stesso materiale delle bottiglie di plastica.

A detti prodotti,  come si legge  sul sito della Commissione Europea, si aggiungono detergenti, ammorbidenti, fertilizzanti, prodotti per la cura delle piante, giochi, medicine e strumenti medicali.

La nomenclatura delle microplastiche vietate

Nello specifico, i principali nomi Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) delle microplastiche non più ammesse sono:
– Polietilene (PE – Polyethylene)
– Polimetilmetacrilato (PMMA – Polymethyl methacrylate)
– Nylon
– Polietilene tereftalato(PET – Polyethylene Terephthalate)
– Polipropilene (PP – Polypropylene)

I prodotti consentiti

Saranno permessi, per contro, i prodotti utilizzati nei siti industriali o che non rilasciano microplastiche durante il loro impiego. Ad esempio, i materiali da costruzione. In ogni caso i fabbricanti dovranno fornire istruzioni su come utilizzarli e smaltirli per evitare emissioni di microplastiche.

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