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Vinitaly 2023, tutte le novità dal salone internazionale dei vini

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Vinitaly, dal 2 al 6 aprile, la migliore vetrina per i vini “Made in Italy”

E’ giunto il momento di partecipare alla maggiore manifestazione vinicola dell’anno in Italia. Dal 2 al 6 aprile a Verona si terrà la 55ª edizione di Vinitaly. In 100 mila mq ci saranno 17 padiglioni che accoglieranno 4 mila aziende produttrici di vino in rappresentanza di 30 paesi. La manifestazione spicca per essere un promoter di tutto rispetto, per l’innovazione dei prodotti che propone e per la qualità delle scelte. Vinitaly, genera un’audience di 4 miliardi di persone sui media in Italia e all’estero nella settimana della manifestazione. 

Diversi contest e premiazioni all’interno della fiera

 Il 55° Salone internazionale del vino sarà preceduto, sabato 1° aprile, da Vinitaly OperaWine, la degustazione prologo con i 130 produttori portabandiera selezionati da Wine Spectator. Sono previste inoltre 70 degustazioni. Tra esse, i Tre Bicchieri 2023 del Gambero Rosso (domenica 2 aprile) e dell’Orange Wine Festival (3 aprile) che vede la presenza di aziende top da 10 paesi, oltre al Vinitaly Tasting – The DoctorWine Selection a cura di Daniele Cernilli (2 e 3 aprile), ideato per i buyer e gli operatori professionali.

Intanto, vi forniamo anticipazioni sulle degustazioni e manifestazioni in Fiera

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Export italiano di vini

Aldilà delle manifestazioni, a noi piace parlarvi di prodotti alimentari, di spesa e di agevolazioni. E, perché no? Vi parliamo anche di vino. Oggi vi parleremo dell’ottimo mercato italiano e dell’euforia per l’export. Il mercato del vino italiano è stato da record nel 2022 (oltre 8 miliardi di euro), e gennaio 2023 è partito molto bene (+12% rispetto allo stesso periodo del 2022). L’analisi è di Wine Monitor. Lo scenario non è semplice, considerando le conseguenze della guerra, le costose materie prime e i trasporti a livello globale, ma si va avanti e le prospettive di crescita sono molto elevate per il prodotto Made in Italy.

Qualche giorno fa vi parlavamo dei “fake”, ma l’Italia guarda avanti e continua a proporre il suo originale.

Rallentamento del mercato

In alcuni mercati è arrivato il rallentamento, come in USA e Canada, o come in Cina e Giappone. Tuttavia, il dato complessivo è ancora positivo, anche se il vino italiano cresce meno di prima, e meno dei suoi concorrenti. La Francia ha dichiarato nel 2022 un fatturato di 12,5 miliardi di euro, mentre la Spagna ha presentato un +6% di fatturato globale, riuscendo a esportare vino per un valore di 3 miliardi di euro.

Quali sono i segni negativi dell’export?

Il risultato deriverebbe da un grande segno negativo in Asia (-15,9%, contro -5,6% di media generale, Francia a -0,6%), una performance contenuta in Nord America (+6,9%), considerando i risultati della concorrenza (+11,9 % in Francia e + 10% nel mondo) e il regime di lockdown nello stesso periodo nel 2021”.

Principali mercati di sbocco

In Stati Uniti, l’Italia resta a galla con gli spumanti (+16,3% in valore), mentre si ferma la crescita degli alambicchi in bottiglia (-0,1%) rispetto al +16,5% della Nuova Zelanda, trainata dal Sauvignon blanc. L’Osservatorio UIV/Vinitaly ha rilevato che l’ottima performance del Canada (+23%) ha “addolcito” i dati. In Canada il Made in Italy fa 3 volte meglio della domanda generale di vini esteri, ed è leader di mercato, superando, in un colpo solo, Usa e Francia.

I paesi clienti più importanti sono rispettivamente Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svizzera e Canada. Mentre tra i Paesi che hanno mostrato una maggiore variazione nel valore delle importazioni dall’Italia per il settore vinicolo, si trovano Corea del Sud (+30%), Norvegia (+29%), Paesi Bassi (+17%), Svezia (+5%), Germania (+4%).

Le priorità dei vari paesi rispetto al vino italiano

Ognuno dei paesi acquirenti ha le proprie priorità in merito al vino italiano: La Germania cerca prodotto di qualità perché il mercato interno produce vini da tavola a basso prezzo. Gli Stati Uniti cercano entrambi (qualità e da tavola), l’UK cerca buon vino a prezzo stabile (è il Paese dove il vino è più costoso), mentre il Canada ama il prodotto regionale (dop). La Svizzera invece cerca prodotto regionale e di fattura.

I prezzi dei nostri vini all’estero

L’Olanda e il Belgio sono un pò trattenuti. Comprano a prezzi abbastanza bassi. In Belgio va il vino italiano (50% rosso, 40% bianco e 10% rosé) ma acquistano a poco più di €3,00 la bottiglia. Quanto ai prezzi in Olanda, si compra una bottiglia di rosso nelle rivendite a partire da €6,00, negli USA a partire da $10 (on-line il primitivo si trova a $14.00). in Germania da €8,50, in UK il “nero di Troia” ad esempio si trova a GBP 8,56, mentre in Canada il “primitivo” si può acquistare a partire da €21,00. In Svizzera il “Primitivo” è quotato a partire da 26.50 CHF (in euro circa €25,00).

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