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Obesità infantile: è allarme tra i pediatri

Allarme tra i pediatri: l’obesità infantile sta diventando un problema crescente, e i numeri sono alti, troppo alti. Si stima infatti che in quarant’anni i bambini e gli adolescenti con un peso eccessivo nel mondo sono aumentati di dieci volte.

I dati parlano chiaro: se nel 1975 le femmine in tale condizione erano 5 milioni, nel 2016 sono ora diventate 50 milioni. Nello stesso arco di tempo i maschi sono passati da 6 a 74 milioni. Un aumento vertiginoso.

Obesità in Italia: i dati

Se questi sono i dati nel mondo, c’è da dire che anche l’Italia non gode di una buona fama in merito. Il nostro Paese si trova infatti al quarto posto in Europa per tasso di obesità infantile.

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Sopra di noi nella classifica (quindi significa che riescono a fare di “peggio”) Cipro, Spagna e Grecia.

In totale, i bimbi in sovrappeso in Italia rappresentano circa il 9,4% del totale.

I dati sono stati diffusi dalla Società italiana di pediatria alla scorsa edizione, la numero 77, del Congresso italiano di pediatria a Sorrento.

Effetti dell’obesità sulla salute

“L’obesità – afferma Anna Maria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria – è un modello precursore di malattie croniche che il Servizio sanitario nazionale deve affrontare in epoche successive della vita. Occorre investire sulla prevenzione di questa emergenza sociale e delle sue complicanze. Sono infatti in aumento anche le malattie correlate, tra cui il diabete di tipo 2, in crescita tra i bambini e che paradossalmente in passato veniva chiamato diabete dell’adulto”.

Come combattere l’obesità infantile

Sono tre i punti cardine su cui i medici devono premere, in presenza di un paziente sovrappeso: alimentazione, l’attività fisica e un sonno corretto.

La dieta mediterranea va assolutamente valorizzata, perché rappresenta in Italia e nel mondo un modello di dieta sana che tutti dovrebbero seguire: “Abbiamo questo patrimonio – dice Anna Maria Staiano – cerchiamo di usarlo. Sollecitiamo le mamme ad usare prodotti quanto meno raffinati possibili: ritorniamo a una dieta del passato, sana, ricca di cereali, carboidrati complessi, che danno sazietà al bambino, senza ricorrere invece a prodotti che hanno una quantità enorme di zuccheri semplici, come succhi di frutta e bevande zuccherate, che favoriscono l’insorgenza di obesità”.

La presidente sottolinea poi l’importanza di mangiare frutta, verdura, pesce, carne bianca e raramente carne rossa.

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Via libera ad olio d’oliva nei condimenti, no invece a scatolame ed alimenti conservati. Perché? Perché, dice Staiano, “si sta osservando che gli additivi alimentari e gli emulsionanti contribuiscono all’infiammazione cronica dei tessuti, fattori di rischio per l’insorgenza di diabete e di malattie infiammatorie croniche intestinali”.

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