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Cambia la spesa degli italiani: no al cibo spazzatura, sì al bio

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Gli italiani sono sempre stati un popolo tradizionalista legato alle proprie abitudini. Ciò che noi mettiamo nel carrello della spesa è il riflesso di ciò che siamo e negli anni passati si è visto un notevole aumento di acquisti che riguardano alimenti poco sani, noti come junk food o cibo spazzatura. Oggi questa tendenza sembra finalmente aver cambiato rotta, vediamo quindi come gli italiani si sono evoluti in ambito alimentare.

Dieta, pandemia e spesa

Nonostante questo dualismo non sia strettamente legato, ha fatto si che alcune abitudini degli italiani, per quanto riguarda l’alimentazione, siano cambiate e in meglio. La dieta mediterranea, propria della nostra penisola, consta di almeno 5 pasti giornalieri, dove necessariamente deve esserci una portata di frutta o verdura. Prima dell’arrivo del Covid queste regole non venivano quasi mai seguite, oggi invece la tendenza è stata completamente ribaltata.

Sembra proprio che gli italiani siano diventati maggiormente interessati alla loro salute, partendo proprio dalla dieta seguita e da cosa comprano quando vanno a fare la spesa. In molti hanno iniziato a seguire una dieta mediterranea più completa e ricca di sostanze utili all’organismo, inoltre c’è anche una maggiore attenzione verso gli alimenti biologici, a chilometro zero e con basso impatto ambientale.

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I dati parlano chiaro

Tutto questo è emerso dal 7° forum “La Roadmap del futuro per il Food&Beverage”. Durante questo evento, che ha visto i maggiori esponenti della produzione e distribuzione mondiale alimentare, si è notato come l’attenzione per la qualità del cibo sia aumentata notevolmente rispetto agli anni passati. In pratica, sia gli italiani che la filiera agroalimentare si sono evoluti a tal punto da rivoluzionare l’intero settore. Tuttavia, l’Italia è e resta ancora legata ad alcune abitudini poco salutari da sradicare assolutamente.

Secondo quanto emerso, oltre il 70% della popolazione indica come alimenti sostenibili quelli il cui processo di produzione è eco-compatibile, mentre solo circa il 40% reputa altrettanto importante il packaging dei prodotti. Una percentuale ancora più bassa (circa il 30%) pensa che sia la qualità delle materie prime il fattore di maggiore rilievo. In base a questo, le più grandi aziende hanno dichiarato che entro i prossimi 5 anni, la loro produzione, si concentrerà sulla maggiore sostenibilità.

Tutto questo porterà anche a un notevole calo dei prezzi e degli sprechi, argomenti molto sentiti dalla popolazione. Basti pensare che le famiglie con minori possibilità economiche sono già concentrate sull’attenzione agli sprechi mentre quelle più agiate si concentrano sulla qualità e sulla sostenibilità dei prodotti da acquistare. Se questi dati continueranno ad andare in questa direzione, si può dire che ci troviamo in un momento di grazia, almeno per quanto riguarda l’evoluzione alimentare degli italiani.

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