500 euro per la spesa da novembre: come sapere se riceverai la Carta Dedicata a te

By Serena De Filippi

Dal 4 novembre 2026 arriva la prima ricarica da 500 euro della Carta Dedicata a te, il contributo per la spesa alimentare destinato alle famiglie selezionate da INPS e Comuni. Per ottenerlo basta rientrare nelle liste: la domanda è inutile, perché i beneficiari vengono individuati d’ufficio. Per sapere se la carta arriverà anche a noi, quindi, il punto di riferimento è il Comune di residenza, che nelle prossime settimane pubblicherà gli elenchi. Un ISEE entro la soglia prevista, però, è soltanto il primo filtro: le carte sono in numero limitato e vengono assegnate seguendo una graduatoria, con precedenza ad alcune famiglie.

A chi spettano i 500 euro della Carta Dedicata a te

I requisiti sono tre e vanno posseduti al 3 agosto 2026, data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: la residenza in Italia, l’iscrizione di tutti i componenti del nucleo all’Anagrafe della popolazione residente e un ISEE ordinario valido fino a 15.000 euro.

Restano fuori i nuclei che già ricevono un sostegno, come l’Assegno di Inclusione, la Carta acquisti o altri sussidi economici nazionali, regionali o comunali. Attenzione a questo passaggio, perché la Carta acquisti, la vecchia social card, è una misura diversa e incompatibile con la Carta Dedicata a te. Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente percepisce NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, cassa integrazione o altre forme di integrazione salariale e di sostegno per la disoccupazione involontaria previste dalla normativa.

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500 euro per la spesa
500 euro per la spesa

Le carte disponibili, per il biennio 2026-2027, sono 1.177.597, e vengono distribuite tra i Comuni. Quando le famiglie in possesso dei requisiti sono più numerose delle carte, scatta la graduatoria, che il decreto del Ministero dell’Agricoltura organizza così: prima i nuclei con almeno tre componenti e almeno un figlio nato entro il 31 dicembre 2012, poi quelli con almeno tre componenti e un figlio nato entro il 31 dicembre 2008, infine gli altri nuclei di almeno tre persone. In ogni fascia passa avanti l’ISEE più basso.

Se avanzano carte, i Comuni possono assegnarle anche a nuclei unipersonali presenti nelle liste INPS, quando la persona si trova in un effettivo stato di bisogno.

Come sapere se riceverai la carta: dove controllare

Il percorso parte dall’INPS, che dal 24 settembre ha messo a disposizione dei Comuni, su un applicativo riservato, gli elenchi dei potenziali beneficiari residenti sul loro territorio. Gli uffici comunali verificano residenza e compatibilità con gli altri aiuti e confermano i nominativi: la data del 13 ottobre riguarda proprio questo lavoro amministrativo dei Comuni, e i cittadini restano fuori da qualsiasi scadenza. Dopo la conferma, l’INPS ha dieci giorni per rendere definitive le liste e trasmetterle a Poste Italiane.

Per noi il passaggio da fare è uno: tenere d’occhio il sito ufficiale del proprio Comune. Di solito l’ente dedica una pagina alla Carta Dedicata a te 2026-2027, con un avviso che spiega quando escono gli elenchi e come consultarli. Le liste vengono pubblicate nel rispetto della privacy, quindi al posto di nomi e cognomi compaiono codici o numeri di protocollo, e le modalità di verifica cambiano da città a città. Alcuni Comuni pubblicano un file da scaricare, altri chiedono l’accesso a un servizio online, altri ancora inviano una comunicazione direttamente a casa.

Un esempio locale è Torino. Il Comune ha annunciato che gli elenchi dei beneficiari, 8.522 nuclei in città, saranno disponibili a fine ottobre, in forma anonimizzata, e che la verifica si fa sul portale Torinofacile con SPID, CIE o CNS. È la procedura torinese, appunto: altrove le regole possono essere diverse.

Se sul sito del Comune la nostra posizione resta poco chiara, la strada più rapida è rivolgersi agli uffici dei servizi sociali o all’URP, l’Ufficio relazioni con il pubblico. Per domande sull’assegnazione l’interlocutore è il Comune; Poste Italiane risponde sull’uso della carta.

I nuovi beneficiari ricevono dal Comune una comunicazione di assegnazione. Con questo documento, un documento d’identità valido e il codice fiscale si ritira la carta in un ufficio postale, come indicato da Poste Italiane, dove è disponibile anche il servizio di prenotazione per evitare code.

Quando arrivano i soldi e quale scadenza ricordare

500 euro spesa
500 euro spesa

La prima ricarica da 500 euro arriva dal 4 novembre 2026. Le carte delle edizioni precedenti restano valide, a una condizione: il titolare deve essere confermato nelle nuove liste.

Il decreto prevede un’unica lista per il biennio. Le famiglie selezionate riceveranno una seconda quota da 500 euro a partire da aprile 2027: le due somme arrivano in momenti distinti, a distanza di mesi, e i 1.000 euro complessivi si sommano soltanto nel corso dei due anni.

La data da segnare in agenda è il 16 dicembre 2026. Entro quel giorno va fatto il primo pagamento con la carta, altrimenti il beneficio del 2026 decade. Attenzione a interpretarla bene: basta un primo acquisto, anche piccolo, e il resto della cifra può essere speso con calma. Il termine finale per usare le somme caricate, come indicato dalle modalità operative INPS e dal decreto, è il 10 ottobre 2027.

Cosa puoi comprare e come controllare il saldo

La carta funziona per i beni alimentari di prima necessità indicati nell’allegato ministeriale: pane, pasta, riso, latte, uova, carne, pescato fresco, frutta, ortaggi e legumi, insieme agli alimenti per la prima infanzia e agli altri prodotti elencati dal decreto. Le bevande alcoliche sono escluse.

Si paga nei negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard, con il PIN oppure in modalità contactless per importi sotto i 50 euro. La carta è pensata solo per la spesa: prelievi di contanti e ricariche personali restano bloccati. Negli esercizi che hanno aderito alle convenzioni promosse dal Ministero, tra cui catene della grande distribuzione e cooperative, si aggiunge uno sconto del 15%, cumulabile con le promozioni già in corso; nei negozi fuori convenzione si paga il prezzo pieno.

Saldo e movimenti si controllano a qualsiasi ATM Postamat, inserendo la carta e il PIN. Un’abitudine utile è passare dallo sportello prima di andare al supermercato: in pochi secondi sappiamo quanto resta e possiamo organizzare la spesa con il conto già in testa, prima di arrivare alla cassa.