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Processo Ciro Grillo: il terribile racconto dello stupro

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È cominciato il processo Ciro Grillo, così chiamato in quanto uno dei ragazzi accusati dello stupro è il figlio di Beppe Grillo. La ragazza ha raccontato tra i singhiozzi cosa è successo quell’orribile notte.

Lo stupro, il dolore che non va via

È una vita interrotta quella della ragazza italo-norvegese che ha portato Ciro Grillo e altri 3 ragazza sul banco degli imputati. «Dopo lo stupro mi volevo suicidare, correvo sui binari per farmi mettere sotto da un treno, mi procuravo dei tagli, volevo farmi del male», ha detto tra le lacrime. Un’ondata di autolesionismo che non disdegna anche disordini alimentari, uso di sostanze stupefacenti e antidepressivi. «Mangiavo e dopo prendevo qualcosa (stupefacenti ndr) per vomitare, per non ingrassare». Detto da una ragazza di un metro e ottanta che pesa 50 chili.

Il racconto della notte è stato lento, frammentato da continui singhiozzi, come ci si può aspettare da una giovane ragazza violentata in un modo barbaro. Lei e la sua amica avevano conosciuto i quattro ragazzi la sera precedente (il 5 luglio 2019) e avevano accettato il loro invito a casa. A un certo punto l’amica si addormenta sul divano mentre l’italo-norvegese viene violentata prima da uno dei ragazzi, poi costretta a bere e infine stuprata da tutti, ciclicamente. «Fui costretta a bere della vodka da una bottiglia» ha detto ai giudici.

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«Aveva un sapore e un colore strano. Vittorio mi afferrò la testa con la forza e mentre con una mano mi teneva il collo con l’altra mi forzava a bere. Da lì in poi il black-out. Ero come paralizzata, non sentivo più il mio corpo, non sentivo le braccia, non riuscivo a muovermi né a urlare…».

Al termine della giornata, anche il suo avvocato, Giulia Bongiorno, è andata via con gli occhi lucidi.

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Processo Ciro Grillo: colpevolizziamo la vittima?

Intanto stanno nascendo alcune polemiche in merito al processo Ciro Grillo, forse perché l’avvocata Cuccureddu della difesa ha parlato di «contraddizioni molto marcate ed evidenti» e che «riguardano diversi aspetti, dalla scelta di seguire i ragazzi a casa fino a quando se ne sono andate». Anche un audio della ragazza è stato ascoltato in tribunale, in questo veniva raccontato di un bacio dato dalla ragazza a Ciro Grillo, come se fosse un segno di consenso a quello che poi sarebbe stato un rapporto sessuale voluto da tutti.

Un ennesimo esempio di quanto venga colpevolizzata la vittima e vengano fatte insinuazioni in merito ai vestiti che indossa, ai comportamenti passati. Un brutto segno.

Eppure nello stesso audio la ragazza rimarca che per lei un bacio e il sesso sono due cose diverse e che ha rapporti completi solo quando innamorata. Oggi si prevede un’altra dura giornata in quanto i difensori dei ragazzi faranno delle domande e cercheranno di individuare queste “contraddizioni”. Il processo si tiene a porte chiuse per cui non è possibile avere ulteriori conferme. Vi aggiorneremo quanto prima.

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