Passata di pomodoro: pesticidi in 8 marchi su 16, la classifica

By Ana Maria Perez

Passata di pomodoro: non tutte sono uguali

Cari amici e amiche di Ultimedalweb! Oggi parliamo di un prodotto che si può considerare fondamentale per la nostra cucina tricolore: un ingrediente di base per condire la pasta, preparare la pizza o cucinare i piatti della tradizione familiare. A cosa vi affidate voi quando scegliete una confezione sullo scaffale, al colore vivace, al brand o alla dicitura “pomodoro 100% italiano”? Oggi voglio raccontarvi ciò che ci rivela un’indagine di laboratorio condotta dalla rivista di tutela dei consumatori Il Salvagente.

In pratica, sono stati messi a confronto sedici marchi di passata di pomodoro tra i più diffusi nei supermercati e nei discount, e si sono subito notate le differenze qualitative e si sono accesi i riflettori su un aspetto a cui non sempre prestiamo la necessaria attenzione, perché poco visibile: la presenza di residui di fitofarmaci nel prodotto finito. Vi sorprenderanno sia i marchi promossi sia quelli bocciati!

Messi a confronto, sedici marchi di passata di pomodoro tra i più diffusi nei supermercati e nei discount hanno rilevato importanti differenze
Messi a confronto, sedici marchi di passata di pomodoro tra i più diffusi nei supermercati e nei discount hanno rilevato importanti differenze

I risultati del laboratorio: cosa c’è nelle bottiglie di passata di pomodoro che non sappiamo

Ecco che le analisi chimiche rivelano un dato chiaro: in otto campioni su sedici di passata di pomodoro analizzati è stata rilevata la presenza di spirotetramat, un insetticida impiegato in agricoltura contro afidi e cocciniglie. A questo principio attivo si affiancano, in diversi lotti, tracce di fungicidi come boscalid, azoxystrobin e difenoconazolo. Rispetto alle analisi condotte negli anni passati, i periti hanno registrato un aumento del multiresiduo: in molte bottiglie sono state individuate fino a 3 sostanze contemporaneamente, con picchi che arrivano in qualche occasione a una dozzina di principi chimici se si conteggiano anche le piccolissime tracce.

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Nessun allarme di legge, ma la presenza dello spirotetramat crea qualche perplessità

Prima di allarmarci, dobbiamo chiarire che nessuna delle passate di pomodoro analizzate supera i limiti massimi di residui (fissati a un milligrammo per chilo) previsti dalle normative sulla sicurezza alimentare monitorate dal Ministero della Salute. Nessun prodotto è quindi illegale o nocivo al consumo. La questione sollevata dal test è piuttosto di politica agraria e di salute preventiva: l’Unione Europea ha infatti revocato l’autorizzazione allo spirotetramat, ma l’Italia ne ha consentito l’uso temporaneo attraverso specifiche deroghe emergenziali per proteggere i raccolti estivi dai parassiti. Come sempre, il dibattito è acceso: da una parte la disponibilità del prodotto, dall’altra la salute del consumatore.

Nessuna delle passate di pomodoro analizzate supera i limiti massimi di residui
Nessuna delle passate di pomodoro analizzate supera i limiti massimi di residui

Il podio dei promossi e la classifica dei bocciati

A guidare la classifica generale, con punteggi eccellenti, troviamo prodotti che hanno abbinato l’assenza o la quasi totale assenza di pesticidi a una notevole concentrazione di zuccheri naturali, misurata in gradi Brix, che indica la concentrazione di zuccheri come saccarosio, glucosio e fruttosio, nonché di acidi organici e sali minerali. All’estremità opposta della graduatoria si collocano marchi storici e linee molto acquistate, penalizzate proprio dalla quantità di spirotetramat e dalla somma di residui chimici rintracciati nei lotti esaminati.

Ed ecco che la classifica vede trionfare, con giudizio eccellente, Petti La Completa (9,8 su 10) e Valfrutta al Vapore (9,5), seguite a brevissima distanza nella fascia ottima da Cirio Passata Rustica (9), Pomì (8,8) e Conad Classica Dolce e Corposa (8,8). Ricevono una valutazione buona i marchi della grande distribuzione come Italiamo di Lidl (8,5), Coop Origine (8,2), Carrefour Classic (8) e De Cecco (7,5), mentre si fermano a un livello discreto i marchi biologici NaturaSì SìEssenziale (7,2) e Althea (6,8).

La parte bassa della classifica raccoglie invece prodotti che raggiungono appena la sufficienza a causa della presenza combinata di residui, tra cui La Molisana (6,2), Santa Rosa Pomodorissimo (6), Mutti (6) ed Esselunga (6), fino a chiudere con le valutazioni più basse assegnate a Selex Classica (5) ed Eurospin Delizie del Sole (5).

I risultati ottenuti dimostrano, ancora una volta, che un prezzo più alto o un brand pubblicizzato non garantiscono automaticamente l’assenza di trattamenti chimici in campo. E nella passata di pomodoro, il concetto non fa eccezione.

La passata di pomodoro Valfrutta si trova ai vertici della classifica
La passata di pomodoro Valfrutta si trova ai vertici della classifica

L’effetto cocktail della passata di pomodoro e la posizione della comunità scientifica

Perché gli esperti di tutela dei consumatori prestano così tanta attenzione alla presenza di più sostanze, anche se al di sotto della soglia massima? Come ribadito nelle valutazioni tossicologiche dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), i limiti di sicurezza vengono stabiliti per le singole molecole isolate, mentre la ricerca scientifica sta ancora indagando il cosiddetto “effetto cocktail”, ovvero la potenziale interazione tra diverse sostanze chimiche assunte quotidianamente attraverso la dieta. Secondo i nutrizionisti e gli epidemiologi, dovremmo ridurre al minimo l’esposizione combinata a fitofarmaci.

Consigli pratici per scegliere al supermercato la passata di pomodoro migliore

Allora, cari amici lettori e lettrici, di fronte a scaffali ricolmi di barattoli di passata di pomodoro apparentemente identici, possiamo adottare alcune semplici strategie per comprare meglio. I prodotti biologici certificati garantiscono l’assenza di pesticidi come lo spirotetramat. Poi, ora che sappiamo cosa sono, se vengono riportati in etichetta, verificate i gradi Brix: valori intorno a 8 o 9 indicano un pomodoro raccolto perfettamente maturo, naturalmente dolce e senza troppa acqua. Infine, ricordate che i test indipendenti non servono a generare allarmismo o a gettare via le scorte in cucina, ma a informare i consumatori e a spingere la filiera agroalimentare verso pratiche agricole sempre più pulite e rispettose della salute e dell’ambiente. Buona preparazione a tutti!