26 Marzo: torna l’ora legale 2023

Giornate soleggiate, temperature in aumento e già scatta l’allarme-siccità: la bella stagione si avvicina e, a breve, vivremo nuovamente il passaggio: il 26 marzo torna l’ora legale 2023.

Sono ormai lontani i tempi in cui bisognava segnarsi la data e sincronizzare, a mano, tutti gli orologi di casa. Ormai, il passaggio avviene automaticamente nella notte: pc, tablet, cellulari, orologi, smartwatch, quello della vettura e perfino le centraline di allarme si aggiornano automaticamente, attingendo ai parametri impostati nel corso della configurazione.

26 marzo, torna l’ora legale 2023: lancette avanti di un’ora.

il 26 marzo torna l'ora legale 2023
il 26 marzo torna l’ora legale 2023

Le lancette dell’orologio dovranno essere portate avanti di un’ora nella notte tra sabato 25 e domenica 26: alle 2 de mattino, avverrà lo spostamento e così, dormiremo un’ora in meno, ma la recupereremo il prossimo 29 ottobre, ritornando all’ora solare.

Dal 26 di marzo, quindi, giornate più lunghe: non solo per effetto meteorologico ma anche perché anche il tramonto avverrà un’ora più  tardi, regalandoci la medisima ora di luce in più.

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Ai paesi del Mediterraneo conviene di più.

Da anni si discute di abolire il cambio dell’ora nel nostro Paese, spinti anche dalle sollecitazioni dei paesi nordeuropei. La loro posizione geografica, infatti, non sembra minimamente interessata, nei mesi estivi, da alcun sensibile miglioramento nell’adozione dell’ora legale. Per questi paesi si tratta di una complicazione trascurabile che si riverbera anche sul calcolo delle differenze in base al fuso orario di riferimento.

 Sono infatti, prevalentemente, i paesi del Mediterraneo a trarne beneficio e quindi è plausibile che, almeno per i prossimi anni, l’Italia continuerà ad utilizzare il cambio d’ora.

A cosa serve il cambio d’orario?

L’ora legale – chiamata un tempo ora estiva –viene impiegata proprio nei mesi più caldi dell’anno, quelli con un maggior numero di ore di sole, proprio per sfruttare al massimo le ore di luce nei sei mesi che vanno dalla primavera all’autunno. Spostando l’orologio avanti di un’ora, ecco che si arriva alla quasi totalità della coincidenza tra ore di lavoro e ore di luce, garantendo così un notevole risparmio di energia. Ci alziamo  prima perché il giorno sorge prima e la nostra giornata si conclude ben prima del tramonto: se non utilizzassimo questo stratagemma, perderemo le ore di luce che vanno dall’alba fino all’apertura di uffici e negozi.

Nel 2020 risparmiati 5 TWh.

Un’indagine del ministero per lo Sviluppo Economico (Mise) ha evidenziato che l’adozione dell’ora legale, nel solo anno 2020, ha consentito un risparmio di 5 TWh di energia elettrica: per essere più chiari, si parla di 5 terawatt (TWh), ovvero di 5 miliardi di kilowatt (KW), corrispondenti a 5 mila miliardi di Watt. Conseguentemente, anche le emissioni di CO2 nell’atmosfera si sono notevolmente ridotte.

Ciò nonostante, il dibattito sull’adozione dell’ora legale continua all’interno dei paesi della UE ma, almeno per i prossimi anni, l’Italia continuerà a farne uso.

Domenica 29  ottobre 2023 si ritorna all’ora solare.

Riporteremo, quindi, nuovamente indietro di un’ora le lancette dell’orologio nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre, facendo il percorso inverso e recuperando quell’ora di sonno che avevamo perso 6 mesi prima. E, da quel momento, ci sembrerà di essere già in pieno inverno, ad un tiro di schioppo dal Natale.

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 Esattamente come accadrà dal 26 marzo: torna l’ora legale 2023, e ci sentiremo ad un passo dall’estate.

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