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Elezioni ad Ingria, piccolo borgo con 30 candidati politici per 46 residenti

Ingria: Torre della prima sede comunale (Wikipedia)

Ingria, il borgo del rame che agli inizi del Novecento contava duemila abitanti

Ingria è un pittoresco comune italiano situato in Piemonte, vicino a Torino. Inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia, questo piccolo paese detiene il primato di comune meno popoloso del Paese. Il capoluogo, caratterizzato da una bellezza incontaminata, conta ventuno frazioni, molte delle quali sono ormai disabitate. Ingria è un esempio emblematico del fenomeno dello spopolamento che affligge molti piccoli centri italiani, dovuto in gran parte alla carenza di opportunità lavorative e di svago per i giovani.

È impressionante pensare che nei primi anni del Novecento, Ingria contava quasi duemila abitanti. All’epoca, il lavoro del rame, che caratterizzava l’intera Val Soana, rendeva questa zona particolarmente appetibile dal punto di vista commerciale e professionale, attirando commerci con la Lombardia, la Liguria, nonché con la Svizzera e la Francia.

Oggi, la popolazione di Ingria è ridotta a soli 46 abitanti, ma non manca certo di vitalità. Un dato curioso e significativo è che ben 30 di questi abitanti, pari a circa il 65%, sono candidati per le elezioni comunali. Questo straordinario impegno civico ha attirato l’attenzione di media internazionali, tra cui il prestigioso quotidiano britannico The Guardian, che ha dedicato un articolo a questa singolare realtà.

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Elezioni politiche ad Ingria, ad ogni turno una situazione unica per il numero ristretto di abitanti da amministrare e rappresentare

Ingria
Ingria: borgo piccolissimo, moderno, paesaggio di montagna. Fonte Google/Wikipedia

I 46 abitanti di Ingria, in questo weekend di elezioni europee, comunali e regionali, avranno la possibilità di scegliere i loro rappresentanti tra ben trenta candidati, distribuiti su tre liste. The Guardian ha definito questa situazione come un caso più unico che raro.

Il sindaco uscente, Igor De Santis, che è al terzo mandato, è stato paragonato, a causa dell’esiguo numero di abitanti, a un amministratore condominiale. La competizione per il quarto mandato sarà particolarmente ardua, dato l’alto numero di candidati che aspirano a una nuova amministrazione nel piccolo paese. Tra gli sfidanti, Renato Poletto, settantenne, e Stefano Venuti, che ha sorpreso molti creando una terza lista. Venuti vive a Milano e possiede una seconda casa a Ingria, e mira a interrompere l’egemonia di De Santis.

Un’altra figura di rilievo nella corsa elettorale è Milena Crosasso, candidata consigliera, il cui figlio è De Santis, anche lei corre per contrastare il quarto mandato, punta a valorizzare la presenza femminile amministrativa e appoggia uno dei candidati delle altre liste. Dei 46 abitanti, occorre considerare i minorenni e aggiungere al numero i 26 residenti o domiciliati all’estero che possono votare. Si arriva ad un elettorato di circa sessanta persone, lo spoglio per i risultati sarà rapido.

Vediamo alcune dichiarazioni dei candidati

A colpire l’occhio estero di questa storia cittadina e politica è il numero alto di elettorato estero: 26 persone, quasi la metà del numero di abitanti di Ingria, senza contare i minorenni che non possono votare. Con un numero così esiguo di abitanti e un alto numero di candidati civici, non deve meravigliare la possibilità di vedere anche parenti candidati in liste diverse, situazione che si ritrova sicuramente anche in altri comuni più grandi.

De Santis guida l’amministrazione di Ingria dal 2009 e non si aspettava la terza lista di Stefano Venuti, né la sorpresa di vedere la madre candidata con il suo storico rivale Poletto, settantenne. De Santis ha spiegato che aveva chiesto alla madre di unirsi a lui, ma che dopo aver visto che la lista di Poletto era composta principalmente da donne, ha deciso di andare con loro. Ha inoltre sottolineato che sono tutti volontari che hanno lavorato duramente per il borgo. La madre, Milena Crosasso, ha poi aggiunto che sia lei che il figlio vogliono il meglio per la comunità e che questa è un’opportunità per dare voce al punto di vista delle donne senza indebolire i legami familiari.