Il vortice polare e il freddo in anticipo: un’anomalia che non si vedeva da 70 anni

By Ana Maria Perez

Vortice polare, modifica delle previsioni di un inverno mite

Cari amici e amiche di Ultimedalweb! Se siete interessati alle previsioni meteo e avete seguito il web nelle ultime ore, avrete notato che le mappe meteorologiche hanno acceso i riflettori su uno scenario eccezionale che sta lasciando a bocca aperta persino gli esperti del settore: sopra l’Artico, a circa trenta chilometri di altezza nella stratosfera, il vortice polare sta mostrando segnali di cedimento con un tempismo senza precedenti.

Abbiamo deciso di parlarvene perché sapete che noi siamo molto interessate al cambiamento climatico, e i fenomeni straordinari ci fanno rifletere: in questo caso non siamo di fronte al consueto raffreddamento stagionale di inizio novembre, ma a un’anomalia che le banche dati meteorologiche definiscono storica, tanto da non trovare riscontri analoghi negli ultimi 70 anni: uno scossone atmosferico che minaccia di stravolgere le previsioni di un inverno mite e di spalancare la strada al gelo in Europa.

il vortice polare sta mostrando segnali di cedimento con un tempismo senza precedenti
il vortice polare sta mostrando segnali di cedimento con un tempismo senza precedenti

L’anomalia mai vista in 70 anni: lo stacco precoce del vortice polare

Come evidenziano le analisi tecniche pubblicate su Meteored, il comportamento dei venti ad alta quota che regolano il clima polare è del tutto anomalo. Tra il 4 e il 6 novembre, infatti, i modelli indicano un brusco rallentamento di queste correnti, che potrebbero persino invertire la loro direzione a causa di un fortissimo e improvviso riscaldamento della stratosfera. Questa dinamica rischia di spaccare letteralmente in due il Vortice Polare, un fenomeno geofisico noto come split.

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La presenza della frammentazione netta che vi abbiamo già descritto nella prima settimana di novembre è un vero record, poiché in questo periodo dell’anno la struttura polare dovrebbe normalmente rinforzarsi e compattarsi, anziché collassare. Il principale effetto di questa rarità è la perdita di contenimento delle masse d’aria gelida artica, che, non più trattenute dalla circolazione polare, tendono a scivolare verso sud, invadendo le medie latitudini, come l’Europa, il Nord America e l’Asia. In poche parole: nelle prossime settimane ci attendrebbe un freddo intenso e anomalo.

Nelle prossime settimane ci attendrebbe un freddo intenso e anomalo
Nelle prossime settimane ci attendrebbe un freddo intenso e anomalo

La convergenza insolita dei modelli ECMWF e GFS

Ciò che colpisce maggiormente gli esperti di meteorologia è la straordinaria concordanza tra i due principali centri di calcolo mondiali, il modello europeo ECMWF e quello statunitense GFS. Entrambi prevedono che, una volta indebolito il blocco anticiclonico sull’Europa centrale, una colata d’aria polare artica scenderà verso sud attorno al 10 novembre. Questa discesa investirà in pieno l’Europa centrale, con la Germania e le nazioni limitrofe a rischio di nevicate precoci anche nelle aree di pianura e di temperature notturne che potrebbero scendere fino a dieci gradi sotto zero nelle zone interne.

Cosa potrebbe accadere in Italia: gli scenari aperti

Per quanto riguarda la nostra Penisola, non si sa ancora quale sarà la traiettoria definitiva di questa massa gelida. Se il corridoio freddo punterà dritto verso il Mediterraneo passando dalla Valle del Rodano e dalla Porta della Bora, l’Italia dovrà fare i conti con un crollo termico vertiginoso già a metà mese, venti burrascosi e nevicate a quote inconsuete per il periodo lungo la dorsale appenninica e sui rilievi alpini. Se invece il blocco dovesse dirigersi più a est, il freddo più crudo colpirebbe i Balcani, sfiorando solo le regioni adriatiche. Quel che è certo è che la prima decade di novembre registrerà anomalie termiche marcatamente negative rispetto alla norma.

L'Italia dovrà fare i conti con un crollo termico vertiginoso già a metà mese?
L’Italia dovrà fare i conti con un crollo termico vertiginoso già a metà mese?

La messa in discussione dell’inverno mite 2026-2027

Cari lettori e lettrici, questo scossone precoce del vortice polare può riaprire completamente i giochi per l’intera stagione fredda. Fino a pochi giorni fa i modelli stagionali a lungo termine concordavano nell’ipotizzare un inverno 2026-2027 dominato da correnti atlantiche miti. Tuttavia, se il vortice polare subisce un trauma strutturale così presto, la sua capacità di ricompattarsi in modo stabile a dicembre e gennaio risulterà compromessa, rendendolo vulnerabile a ulteriori blocchi e ondate siberiane.

Tuttavia, non c’è ancora una sentenza definitiva sull’andamento del vortice polare: possiamo, intanto, monitorare i bollettini ufficiali del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare per comprendere l’esatta evoluzione di questo fenomeno straordinario. Spalancate gli armadi e rispolverate i vostri capi per il freddo: in breve, potreste averne bisogno.