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Alice Sebold (Amabili Resti) non scrive più. C’entra lo stupro…

alice sebold

Con il suo Amabili Resti divenne un caso letterario, la vicenda dello stupro le cambiò la vita e dello stupratore condannato a 25 anni di carcere. Peccato fosse la persona sbagliata. Tutta la storia di Alice Sebold qui.

Lo stupro, il libro, il successo

Alice Sebold frequentava la Syracuse University, aveva solo 18 anni quando un uomo afro-americano la stuprò lasciandole un trauma. Il poliziotto le disse che era stata “fortunata” a non essere stata uccisa. Quell’aggettivo le si conficcò in testa come un chiodo, tanto da vomitare il suo sdegno nel libro “Lucky“. Il successo arriva, però, con il libro “Amabili Resti” che la consacrano al mondo intero e da cui viene tratto un film con Peter Jackson alla regia.

Caso vuole che Alice Sebold vide Anthony Broadwater e credette di aver riconosciuto il suo stupratore. Quest’ultimo venne portato in tribunale e condannato a 25 anni di prigionia. Dopo 16 anni uscì e nel 1998 venne completamente scagionato. Non aveva mai assalito, né incontrato la scrittrice. Lo stato di New York accettò di pagargli un indennizzo di 5,5 milioni di dollari per scusarsi dell’errore giudiziario. Ma cosa è successo alla Sebold?

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Alice Sebold: “Mi vergogno”

La scrittrice ha confessato di non scrivere, di non riuscire ad allineare nemmeno le parole per una email, tanto è il suo imbarazzo per la vicenda. “Non mi resta altro che soffrire, tacere e vergognarmi“. Eppure Broadwater le ha aperto la porta, confidando a un giornalista di aspettarsi una chiamata, una lettera, un qualcosa che assomigli a delle scuse. “Nel 1982 il mio obiettivo era la giustizia. Non di alterare per sempre e irreparabilmente la vita di un giovane uomo a causa dello stesso crimine che ha alterato la mia” – ha detto la Sebold in un’intervista.

Al momento non ha in programma di ritornare a scrivere, dice di doversi fermare a riflettere, di avere in programma di scrivere una lettera per quell’uomo che ha passato 16 anni dietro le sbarre per un suo errore. Affermando anche di non capire come abbia fatto a essersi sbagliata, incapace di soffermarsi su quei dettagli così dolorosi e, al tempo stesso, importanti. “Lo stupratore venne fuori dal nulla e plasmò la mia vita“, ha detto al New Yorker: “E il mio stupro venne fuori dal nulla e plasmò la sua“.

Le vite dei due sono ormai intrecciate, tutto ciò che manca ad Alice, adesso, è trovare il coraggio di guardarsi dentro e cercare il perdono di Anthony Broadwater. Adesso ha 62 anni, ormai diventato anziano in quella che può essere definita la parentesi peggiore della sua vita, ma non mostra rabbia o cieca vendetta. Nelle sue parole si percepisce speranza, per se stesso e tutti gli altri nelle sue condizioni: “Apprezzo ciò che ha fatto il procuratore generale James, e spero e prego che altri nella mia situazione possano ottenere la stessa misura di giustizia. Soffriamo tutti per vite distrutte”.

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