Cimici alle finestre, perché arrivano proprio adesso e come tenerle fuori

By Serena De Filippi

Il cielo promette pioggia e corriamo in terrazzo a ritirare il bucato. Sfiliamo le mollette, pieghiamo un asciugamano e lì, tra le spugne, c’è lei: una cimice marrone, ferma, con l’aria di chi ha trovato casa. Il giorno dopo ne spunta un’altra sul telaio della finestra della cucina, e una terza scivola giù quando abbassiamo la tapparella. Succede quasi tutti gli anni, tra settembre e ottobre. Con i primi freddi, gli adulti di diverse specie di cimici cercano un posto riparato dove passare l’inverno, e i nostri infissi, con le loro fessure e i loro angoli asciutti, sono tra i rifugi più comodi a disposizione.

Perché le cimici si fermano alle finestre in autunno

La specie più comune in queste settimane, almeno nel Nord Italia, è quasi sempre la cimice asiatica, Halyomorpha halys. Arrivata dall’Asia orientale, ormai vive stabilmente in molte regioni, e in estate si nutre di frutta e ortaggi. Quando le temperature scendono, entra in uno stato simile al letargo. Il Servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna spiega che gli adulti, all’inizio dell’autunno, possono raggrupparsi dentro le abitazioni per svernare, e ripartono con le prime giornate tiepide di primavera.

Cimici, il periodo
Cimici, il periodo

Per arrivare al riparo cercano spazi stretti e protetti. Il telaio di una finestra, la guida di una tapparella, il cassonetto, la piega di una tenda o di un lenzuolo steso: sono passaggi a misura di cimice. Gli insetti emettono anche una sostanza che richiama gli altri esemplari, e così dove ne troviamo una, spesso ne arrivano altre.

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Trovarle in casa, quindi, riguarda le fessure degli infissi e la posizione dell’edificio, magari vicino a campi, frutteti o giardini. La pulizia della cucina c’entra poco: le cimici cercano un riparo per l’inverno.

Per riconoscerla basta un’occhiata attenta. L’adulto misura tra 1,2 e 1,7 centimetri, ha un colore bruno-grigiastro marmorizzato e due bande chiare sulle antenne. Sui bordi dell’addome si alternano macchie chiare e scure. Alle finestre, però, possono comparire anche altre specie: la cimice verde, dal colore inconfondibile, entra anche lei per svernare ma di solito resta isolata; la cimice dell’olmo, piccola, nera e rossa, invade le case soprattutto in estate, più raramente in autunno.

I punti da controllare per tenerle fuori

Il lavoro più utile si fa dall’esterno verso l’interno, con un giro per casa e un po’ di pazienza. Partiamo dalle zanzariere. Le indicazioni regionali consigliano di tenerle chiuse anche di giorno, in questa stagione. Una rete strappata in un angolo, staccata dal telaio o allentata sui binari laterali lascia passare le cimici con facilità. Si può sostituire il pannello, oppure riparare i piccoli buchi con le pezze adesive vendute nei negozi di ferramenta.

Poi i bordi dei telai. Apriamo la finestra e guardiamo dove l’anta si appoggia: guarnizioni secche, spaccate o schiacciate lasciano spazi in cui una cimice entra di lato. Le guarnizioni si cambiano con modelli dello stesso profilo. Le fessure tra telaio e muro, invece, si chiudono con un sigillante adatto all’esterno, secondo le istruzioni del prodotto. La stessa attenzione vale per i passaggi di tubi e cavi: di solito si consiglia di sigillare.

Sotto la porta di casa, o quella del balcone, uno spiraglio di luce visibile dall’interno indica un passaggio aperto. Il punto più delicato resta il cassonetto delle tapparelle. Lì dentro c’è buio, c’è riparo, e la feritoia da cui esce il telo è un ingresso comodo. Le spazzole parafreddo e le guarnizioni per cassonetti chiudono parte dello spazio, ma il telo deve continuare a scorrere liberamente.

Infine il bucato. Prima di portare dentro lenzuola e asciugamani, meglio scuoterli sul balcone e dare un’occhiata alle pieghe. Lo stesso controllo serve per cuscini da esterno, teli, vasi e giochi dei bambini rimasti fuori durante la notte. Sono controlli che riducono gli ingressi, anche se qualche cimice, di tanto in tanto, troverà comunque la sua strada.

Se sono già entrate: come raccoglierle senza schiacciarle

La prima regola è evitare di schiacciarle. Disturbata o compressa, la cimice libera un odore sgradevole che resta sulle dita, sulle tende e sul divano. Con il fresco, per fortuna, è lenta e si muove poco, e la mattina presto è il momento più comodo per raccoglierla. Basta un barattolo con il coperchio e un cartoncino: si appoggia il barattolo sopra l’insetto, si fa scivolare il cartoncino sotto e si chiude. Su una tenda o su un lenzuolo, meglio accompagnarla con un foglio di carta, tenendo fermo il tessuto, per poi liberarla all’esterno.

Cimici alle finestre
Cimici alle finestre

Per i gruppi, o per gli insetti sul soffitto e negli angoli alti, le indicazioni generali propongono l’aspirapolvere. Subito dopo è bene svuotare il contenitore o cambiare il sacchetto, ben chiuso, fuori casa, seguendo le regole di raccolta del proprio Comune. L’EPA avverte che l’apparecchio può conservare l’odore per un po’ di tempo, quindi qualcuno preferisce usare per le cimici un vecchio aspirapolvere.

Una volta entrate, le cimici cercano angoli tranquilli: dietro i quadri, nelle pieghe delle tende, sopra gli armadi, sotto letti e divani. Un giro con la torcia in queste zone, di tanto in tanto, evita sorprese al cambio di stagione. La sera, poi, la luce accesa vicino a una finestra socchiusa le richiama verso l’interno: meglio abbassare le tapparelle o chiudere i vetri prima di accendere le lampade.

Sul fronte della salute, per le fonti istituzionali la cimice asiatica è considerata innocua per persone e animali domestici: punge soltanto le piante, in casa resta immobile per tutto l’inverno e si riproduce all’aperto, dalla primavera in poi. Il danno vero lo vedono gli agricoltori, perché in estate la cimice asiatica rovina frutta e ortaggi. In casa resta un fastidio, tutt’al più rumoroso quando vola contro la lampada.

Spray e rimedi casalinghi: cosa aspettarsi davvero

Dieci cimici sul vetro, la cena quasi in tavola, e la mano corre alla bomboletta. Il Servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna suggerisce di lasciarla nell’armadietto: negli ambienti in cui viviamo, gli insetticidi domestici sono fortemente sconsigliati.

Sui social, intanto, girano ricette fatte in casa: spicchi d’aglio sul davanzale, aceto nello spruzzino, gocce di oli essenziali, ammorbidente diluito, detersivi mescolati tra loro. Le indicazioni ufficiali indicano altro, cioè reti, sigillature e raccolta, e mancano prove solide che queste miscele tengano lontane le cimici.

Quando le cimici entrano a decine e per settimane, spesso il passaggio è difficile da trovare da soli: il sottotetto, un cassonetto complicato da aprire, una presa d’aria da proteggere con attenzione. Lì serve l’occhio di un professionista. Una ditta specializzata o un serramentista individuano il punto d’ingresso e lo chiudono con il materiale adatto.