L’uva in autunno: un prodotto di stagione che non delude mai
Ciao a tutti e tutte, amici e amiche di ultimedalweb! Oggi voglio parlarvi di un frutto stagionale che tutti conosciamo molto bene, anche se molte delle sue potenzialità restano spesso nascoste. Mi riferisco all’uva e al suo utilizzo al di là del solito fine pasto.
Avrete visto, in questo periodo autunnale, che i banchi di frutta e verdura si sono riempiti di bellissimi grappoli d’uva bianca, rossa e nera. Niente da dire: dolce, succosa e rinfrescante, piace a grandi e piccini. Un po’ di meno per chi sta attento alle calorie e si domanda se fa ingrassare tutto quello zucchero naturale.
In questo articolo spieghiamo in parole semplici cosa contiene questo frutto, a chi è adatto, chi deve consumarne piccole quantità, come evitare gli sprechi preparando l’uvetta fatta in casa senza spendere nulla e come usarla a pranzo e a cena in otto portate salate facili e golose che faranno impazzire i vostri ospiti.
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Cosa contiene l’uva e perché fa bene al nostro corpo
Questo frutto autunnale è composto per oltre l’80% di acqua ed è quindi fantastico per idratare il corpo ed eliminare i liquidi in eccesso attraverso la pipì. Come spiegano gli esperti del centro di ricerca per gli alimenti CREA, cento grammi di questo frutto fresco forniscono circa sessanta calorie e contengono sali minerali preziosi come il potassio, oltre a una buona quantità di vitamina C, che rinforza le difese dell’organismo. La parte più pregiata si trova nella buccia e nei vinaccioli (i piccoli semini interni), che contengono sostanze naturali protettive, soprattutto nelle varietà nere e rosse, che aiutano le vene a funzionare bene, proteggono il cuore e contrastano l’invecchiamento cellulare.
A chi fa bene e chi invece deve fare attenzione
L’uva fa benissimo a chi fa sport, ma anche a chi si sente stanco per il cambio di stagione, perché fornisce energia immediatamente disponibile. Aiuta anche chi soffre di stitichezza, perché le fibre della polpa e della buccia favoriscono il corretto funzionamento dell’intestino. Tuttavia, alcune persone devono consumarla con prudenza, soprattutto se hanno il diabete o la glicemia alta, poiché l’uva contiene molti zuccheri semplici che entrano rapidamente nel sangue. Non si tratta di eliminarla completamente, ma di consumare una piccola porzione mangiando il chicco intero con la buccia e sgranocchiando insieme due o tre noci, che rallentano l’arrivo dello zucchero nel sangue.
Altre categorie che dovrebbero limitare il consumo di uva sono coloro che soffrono di problemi gravi ai reni, poiché l’uva è ricca di potassio, e chi ha i reni deboli non riesce a smaltirlo facilmente, ma anche chi soffre di pancia gonfia, colite o diverticoli: la buccia spessa e i semini duri possono irritare l’intestino e causare aria o crampi. In questi casi, conviene scegliere l’uva senza semi e mangiarne pochi chicchi alla volta.
Per qualsiasi dubbio sui problemi di salute, le guide dell’Istituto Superiore di Sanità offrono idee e soluzioni valide da valutare insieme al consiglio del vostro medico di famiglia.

Non buttare via nulla: come fare l’uvetta secca in casa
Non accade anche a voi che, dopo aver mangiato la parte più fresca, a fine settimana restino nel cesto della frutta chicchi un po’ molli, staccati dal grappolo o troppo maturi, che nessuno vuole più mangiare? Ecco che arriva il nostro spirito antispreco! Non buttateli nella spazzatura: possiamo trasformarli nell’uvetta passa che compriamo al supermercato, ma molto più sana e senza conservanti chimici.
Questi sono i tre passaggi che potete seguire e che vedrete sono alla portata di tutti:
- Lavate e scottate i chicchi sani (meglio se senza semi). Tuffateli per mezzo minuto in una pentola con acqua bollente, poi scolateli subito in acqua fredda e asciugateli bene con uno strofinaccio pulito. Questo trucco serve ad ammorbidire la buccia per far uscire l’acqua più in fretta.
- Asciugate i chicchi nel forno di casa, distendendoli su una teglia foderata con carta da forno, senza ammucchiarli. Accendete il forno a temperatura bassissima, circa 60 o 70 gradi, lasciando lo sportello leggermente aperto con un cucchiaio di legno per far uscire il vapore. Lasciateli asciugare lentamente per circa dieci ore.
- Quando i chicchi diventano scuri, raggrinziti e morbidi come caramelle, tirateli fuori e lasciateli raffreddare completamente. Mettete la vostra uvetta fatta in casa dentro un barattolo di vetro con coperchio: durerà per molti mesi in credenza, pronta per torte, ciambelle o piatti salati.
L’uva a tavola: le prime 4 idee sfiziose con pane, pasta e formaggi
Cari amici, so che siamo abituati a mangiare l’uva solo come frutto a fine pasto, ma dovete sapere che la sua nota dolce si sposa a meraviglia con il salato, soprattutto con formaggi saporiti e pane caldo. Provare per credere!
- Focaccia rustica all’uva e rosmarino: infilate i chicchi d’uva nera dentro l’impasto della pizza o della focaccia prima di infornare, aggiungendo un pizzico di sale grosso, rosmarino e un bel giro d’olio.
- Risotto cremoso all’uva e gorgonzola: preparate un normale risotto bianco e, a metà cottura, unite una manciata di chicchi d’uva bianca tagliati a metà. A fine cottura, mantecate con un pezzetto di gorgonzola piccante: il dolce dell’uva toglierà il sapore forte del formaggio, creando un piatto da leccarsi i baffi.
- Insalata con caprino fresco e noci: tagliate gli acini in due, saltateli per due minuti in padella con due gocce di aceto e versateli su un piatto di insalata verde, con pezzetti di formaggio caprino e gherigli di noce sbriciolati.
- Bruschette veloci con stracchino e uva: tostate fette di pane casereccio, spalmate uno strato generoso di stracchino fresco, posate sopra chicchi d’uva a fettine e completate con una spolverata di pepe nero.

Altre 4 ricette facili con carne e pesce
Le ricette che vi abbiamo fornito sono semplici e perfette per antipasti e primi da leccarsi i baffi, ma non finiscono qui: la buccia dell’uva caramella in cottura e crea una cremina deliziosa che rende tenera la carne ed elimina il sapore troppo forte del pesce; quindi, è la vostra occasione per dilettarvi con secondi che lasceranno ammutoliti i vostri commensali.
Bocconcini di pollo all’uva bianca: tagliate il petto di pollo a bocconcini, passateli nella farina e fateli dorare in padella con olio e salvia. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco, unite una tazza di chicchi d’uva e fate cuocere finché il fondo non diventa una salsina densa.
Arrosto di maiale con uva rossa: quando cuocete l’arista di maiale in forno o in casseruola, aggiungete nella teglia chicchi d’uva rossa e rametti di timo; il sugo della carne si mescolerà al succo dei frutti, rendendo l’arrosto tenerissimo.
Filetti di sgombro in agrodolce: cuocete in padella i filetti di sgombro o di sarde con cipolla stufata, un cucchiaio di aceto e chicchi d’uva schiacciati; l’acidità dell’uva sgrasserà il sapore del pesce azzurro.
Spiedini colorati con uva e zucca: infilzate su stecchini di legno cubetti di zucca e chicchi d’uva sodi, alternandoli a gamberi o bocconcini di tacchino, e cuoceteli sulla piastra ben calda per cinque minuti.
Come scegliere l’uva migliore e non farla marcire nel frigo
Cari amici, quando comprate l’uva, guardate sempre il rametto che tiene uniti i chicchi: deve essere verde chiaro e pieghevole, mai secco o marrone scuro. I chicchi devono essere ben attaccati e avere sopra quella specie di polverina bianca opaca: non è sporcizia, ma una protezione naturale della pianta che dimostra che il grappolo è fresco. Quando arrivate a casa, non lavate l’uva prima di metterla via, perché l’acqua la fa marcire e ammuffire in due giorni. Riponetela in frigorifero, in un sacchetto di carta con qualche buco, e lavate sotto il rubinetto solo la quantità esatta che mangerete in quel momento. Buon appetito a tutti!
Ana nasce in Spagna, si laurea a 22 anni in Scienze Liguistiche e della Comunicazione. Dopo un’esperienza nel Regno Unito si trasferisce a Trieste, dove vive tuttora. Ha maturato esperienza come consulente aziendale e collaborato con diverse case editrici. Ha pubblicato cinque libri ed è copyrighter e Search Quality Rater.