Settembre porta con sé le prime notti fresche. Di giorno il termometro resiste ancora, magari a pranzo siamo in maniche corte, ma appena cala il sole mani e piedi cominciano a raffreddarsi, e sotto le lenzuola quel gelo alle estremità si fa sentire. Tante persone infilano i calzini a letto per pura comodità, senza immaginare che quel gesto abbia una spiegazione fisiologica precisa. Sì, perché questa piccola azione può accompagnare il naturale processo con cui il corpo si prepara al sonno. Tenendo al caldo i nostri piedi prima di dormire, aiutiamo il nostro organismo a disperdere calore e ad abbassare la temperatura interna. Uno dei segnali con cui il corpo capisce che è ora di dormire.
Perché mettere i calzini può aiutare ad addormentarsi
Cerchiamo di capire il meccanismo con una piccola premessa sulla termoregolazione: nelle ore serali la temperatura interna del corpo comincia fisiologicamente a scendere, ed è proprio questo calo a segnalare l’avvicinarsi del sonno. Perché la temperatura interna si abbassi, però, il calore deve spostarsi dal centro del corpo verso la pelle, per poi disperdersi nell’ambiente circostante.
Quando le estremità si riscaldano, i piccoli vasi sanguigni della pelle tendono ad allargarsi, un fenomeno che porta il nome di vasodilatazione distale. Il sangue affluisce di più verso piedi e mani, e questo aumento di circolazione in periferia facilita il rilascio del calore verso l’esterno. L’organismo riceve così un segnale coerente con l’ora di andare a dormire.
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Cosa ha scoperto lo studio sui calzini indossati a letto

A confermare questa idea c’è una ricerca pubblicata nel 2018 sul Journal of Physiological Anthropology. Un esperimento piccolo, va detto subito: coinvolse soltanto sei uomini giovani, osservati mentre dormivano in un ambiente fresco, con e senza calzini specifici da letto. Numeri esigui, quindi.
Detto questo, i risultati dello studio sono interessanti. I partecipanti che indossavano i calzini si addormentavano in media 7 minuti e mezzo prima, dormivano circa 32 minuti in più durante la notte e si svegliavano meno spesso. Il sonno, inoltre, risultava meno frammentato. Occorre però interpretare questi dati con cautela, perché lo studio è stato condotto su un numero molto limitato di persone.
La ricerca del 2018, peraltro, si aggancia a scoperte precedenti. Già un lavoro pubblicato su Nature nel 1999 aveva individuato proprio nella dilatazione dei vasi sanguigni di mani e piedi uno dei migliori indicatori fisiologici della rapidità con cui una persona scivola nel sonno. Più le estremità si scaldano e il centro del corpo si raffredda, più l’addormentamento arriva in fretta.
Quali calzini scegliere e come usarli nel modo giusto
Meglio orientarsi su modelli puliti, asciutti, morbidi e sufficientemente larghi. Il bordo elastico va controllato: deve appoggiare senza lasciare un solco profondo sulla pelle, senza stringere caviglia o polpaccio. Un calzino che comprime ottiene l’effetto opposto a quello desiderato, ostacolando proprio quella circolazione che vogliamo favorire.
Sui materiali, via libera ai tessuti traspiranti come il cotone o la lana leggera, scelti in base alla temperatura della stanza. Meglio lasciar perdere i calzini sportivi molto stretti, i tessuti sintetici che fanno sudare e soprattutto i modelli già indossati durante la giornata, ormai umidi: un piede umido si raffredda, altro che scaldarsi. Se la camera è ancora tiepida, basta un paio leggero, senza sovrapporne più di uno o ricorrere a calze pesanti.
Il momento giusto per indossarli è circa mezz’ora o un’ora prima di coricarsi, durante la routine serale, oppure direttamente entrando a letto. E se nel cuore della notte i piedi diventano troppo caldi o iniziano a sudare, basta toglierli senza problemi: l’obiettivo resta un tepore confortevole, mai il surriscaldamento. Un’ultima distinzione utile riguarda le calze compressive, che hanno tutt’altra funzione e rispondono a esigenze mediche specifiche. Per dormire non vanno usate al posto dei normali calzini morbidi, a meno di una precisa indicazione del medico.
Perché il trucco è particolarmente adatto alle prime notti fresche

Settembre rende questo piccolo rimedio più azzeccato che mai. In questo periodo la temperatura oscilla parecchio tra il pomeriggio ancora estivo e la notte già fresca, e capita di infilarsi in un letto freddo, con i piedi gelati, quando è ancora presto per tirare fuori piumoni pesanti o accendere il riscaldamento.
I calzini permettono di intervenire soltanto sui piedi, senza scaldare in modo eccessivo l’intero letto. Diventano così una soluzione facile: si indossano all’inizio della notte, quando le lenzuola sono ancora fredde. Il metodo risulta particolarmente interessante proprio per chi fatica ad addormentarsi a causa dei piedi freddi, una sensazione che a volte tiene svegli e rende impossibile rilassarsi.