Chiudi le finestre prima del temporale: il fenomeno (raro) che pochi conoscono

By Serena De Filippi

Dopo una giornata di caldo pesante, l’aria cambia all’improvviso. Si alza il vento, il cielo si fa scuro, e dalla finestra entra finalmente un po’ di fresco: quel momento in cui si respira meglio e viene naturale spalancare tutto per far cambiare l’aria in casa. Eppure, per una parte delle persone, è proprio l’istante più delicato, e la cosa più sensata da fare è l’opposto: chiudere le finestre invece di aprirle.

Il motivo ha un nome, asma da temporale, in inglese thunderstorm asthma. È un fenomeno raro ma ben documentato, in cui una combinazione precisa di condizioni (tra meteo e pollini) può scatenare crisi respiratorie in chi è predisposto. Non riguarda chiunque e non accade a ogni temporale, sia chiaro. Ma riguarda in particolar modo chi convive con l’asma o con l’allergia ai pollini.

C’è anche un piccolo paradosso da sciogliere. Siamo abituati a pensare che la pioggia pulisca l’aria, che dopo il temporale si respiri meglio. In parte è vero. Ma nelle fasi iniziali di alcuni temporali accade qualcosa: le raffiche che precedono la pioggia possono concentrare i pollini vicino al suolo e renderli, per un breve periodo, molto più insidiosi del solito.

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Perché il temporale può peggiorare l’aria invece di ripulirla

Le correnti d’aria che scendono dal temporale, insieme alle raffiche, sollevano da terra i pollini e li concentrano negli strati più bassi dell’atmosfera, proprio dove respiriamo. Nel frattempo l’umidità entra in gioco: a contatto con l’acqua, i granuli di polline possono gonfiarsi fino a rompersi, liberando frammenti minuscoli del loro contenuto.

polline nell'aria
polline nell’aria

Un granulo di polline intero è relativamente grande e, di norma, si ferma nelle prime vie respiratorie: naso, gola. I frammenti che si liberano quando il granulo si spezza sono invece molto più piccoli, abbastanza da sfuggire a quelle difese e scendere in profondità, fino ai bronchi. In una persona predisposta, questo può innescare il broncospasmo, cioè la reazione che restringe le vie aeree e provoca i sintomi tipici dell’asma.

Attenzione però a non leggerlo come un allarme generalizzato. Perché il fenomeno si verifichi devono coincidere più fattori insieme: un’alta concentrazione di pollini nell’aria, un temporale con certe caratteristiche e raffiche forti. La sola pioggia, da sola, non equivale a un rischio, e la maggior parte dei temporali passa senza che accada nulla di tutto questo. La dinamica esatta, del resto, è ancora oggetto di studio: gli esperti parlano di condizioni che “possono favorire” le crisi.

Che l’associazione esista, comunque, è documentato da tempo e anche in Italia. Il caso più noto è quello di Napoli, nel giugno 2004: durante un temporale notturno, sette persone – sei adulti e una bambina – finirono al pronto soccorso con gravi crisi respiratorie, una in terapia intensiva. Erano tutte all’aperto quando è scoppiato il temporale, e tutte risultarono sensibili al polline della Parietaria, un’erba diffusissima nell’area mediterranea. La cui concentrazione, quella notte, era altissima.

Cos’è l’asma da temporale e quando si verifica

La prima categoria esposta è intuitiva: chi ha già l’asma, soprattutto se non ben controllata con la terapia. A ruota vengono le persone allergiche ai pollini e chi soffre di rinite allergica, la cosiddetta febbre da fieno. Rientra nel gruppo anche chi, durante la stagione dei pollini, si ritrova con tosse, respiro sibilante o affanno senza averci mai dato troppo peso. E, naturalmente, chi si trova all’aperto proprio nel momento delle raffiche che anticipano il temporale.

Temporale
Temporale

Negli episodi documentati, diverse persone colpite non avevano mai ricevuto una diagnosi di asma. Non erano, per quanto ne sapessero, asmatiche. Quasi sempre, però, avevano alle spalle un’allergia ai pollini o una rinite allergica: una sensibilità già presente, che in condizioni normali si manifestava solo con qualche sintomo fastidioso al naso e agli occhi. L’asma da temporale resta un evento raro. La sua particolarità è che, quando tutte le condizioni si presentano insieme, può colpire molte persone nello stesso momento e nella stessa zona.

Chiudere le finestre prima delle raffiche: cosa fare

È l’errore più comune: si aspetta che il temporale sia già in corso per mettersi al riparo, quando invece la fase critica è quella immediatamente precedente, con il vento che si alza e le prime raffiche.

Ricordiamoci sempre di tenere d’occhio le previsioni meteo insieme ai bollettini pollinici, così da riconoscere in anticipo le giornate a rischio. Quando si annuncia un temporale, la cosa più utile è rientrare prima che arrivino le raffiche e chiudere finestre e porte, evitando in quei minuti balconi, giardini, corsa e attività fisica all’aperto. Se in casa c’è un climatizzatore, meglio impostarlo sul ricircolo, in modo che non tiri dentro l’aria esterna.