Al rientro non hai voglia di riordinare tutta la casa? Prova il metodo 10-10

By Serena De Filippi

Le mail si sono già riprese il loro spazio nella casella, la sveglia è tornata a suonare presto, tra scuola, ufficio e la spesa da rifare le giornate si sono richiuse in un lampo. E la casa? La valigia magari è ancora aperta in camera con metà del suo contenuto dentro, sulla sedia si è formata la solita pila di vestiti, il mobiletto del bagno trabocca e su ogni ripiano è rimasto appoggiato qualcosa “solo per un attimo”. L’idea di sacrificare un sabato intero per rimettere tutto a posto scoraggia già prima di cominciare.

C’è però un modo per fare qualcosa di concreto anche in una giornata piena fino all’orlo, senza svuotare mezza casa. Si chiama metodo 10-10, e parte da un obiettivo piccolissimo: un solo punto, dieci minuti sul cronometro, dieci oggetti che escono davvero di casa. E c’è chi, come Good Housekeeping, lo ha testato davvero.

Il metodo 10-10 è fatto per i giorni in cui tempo e voglia scarseggiano

Non aspettiamoci troppe righe per le regole: si sceglie una zona ristretta, si imposta un timer su dieci minuti e ci si dà un traguardo, poi non resta che individuare almeno dieci oggetti da buttare, riciclare, regalare, donare o vendere. Quando il timer suona, ci si ferma. Punto.

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Metodo 10-10
Metodo 10-10

Il sistema funziona proprio per questi due paletti, uno sul tempo e uno sui numeri. Il riordino, di solito, spaventa perché sembra non finire mai: apri un cassetto e ti ritrovi a smontare l’intera stanza, poi ti stanchi e lasci tutto a metà. Qui invece sai in partenza quando smetterai e cosa avrai ottenuto. Un inizio e una fine.

Attenzione alla parola “zona”, che spesso viene fraintesa. Non serve affrontare una stanza intera. Va benissimo un singolo cassetto, un ripiano della dispensa, lo spazio sotto il lavello, una porzione dell’armadio, perfino il contenuto della borsa che portiamo ogni giorno. Più il punto è circoscritto, più è probabile arrivare in fondo nei dieci minuti.

Non serve affrontare una stanza intera: si comincia da un solo cassetto

La bellezza del metodo è che si può iniziare adesso, con quello che abbiamo in casa. Ecco come procedere, passo dopo passo:

  1. Scegliamo un punto che possiamo davvero esaminare in dieci minuti, senza illusioni: un cassetto sì, l’intero guardaroba no.
  2. Prepariamo due contenitori, un sacco per ciò che finisce nella spazzatura e una borsa o scatola per gli oggetti da donare o vendere.
  3. Impostiamo il timer prima di toccare qualsiasi cosa, così il conto alla rovescia parte insieme a noi.
  4. Andiamo in ordine, per esempio da sinistra verso destra, senza rovesciare tutto il mobile sul pavimento.
  5. Valutiamo un oggetto alla volta e decidiamo in fretta se lo usiamo ancora oppure no.
  6. Puntiamo al traguardo: almeno dieci cose che lasciano la casa.
  7. Allo scadere del tempo ci fermiamo, anche se l’angolo non è perfetto.

Nei momenti di dubbio aiutano tre domande semplici. L’abbiamo usato nell’ultimo anno? Ne abbiamo già un altro che fa la stessa cosa? Se non lo possedessimo, lo ricompreremmo oggi? Tre risposte bastano quasi sempre a sciogliere l’indecisione.

E se un oggetto ci mette in crisi, se davanti a quel ricordo o a quel regalo restiamo bloccati? Lasciamolo dov’è e andiamo avanti. Meglio proseguire e recuperare dieci pezzi facili che incagliarsi sul primo dilemma.

Riordinare il bagno
Riordinare il bagno

Armadio, bagno e cucina: dove trovare 10 oggetti senza svuotare mezza casa

Nell’armadio l’occhio cade presto su capi rovinati che non ripareremo mai, vestiti che non usiamo da stagioni intere, scarpe che stringono e restano nella scatola, accessori doppioni, grucce rotte o in eccesso. In bagno si trovano quasi sempre confezioni finite e mai gettate, cosmetici scaduti o dall’aspetto ormai strano, flaconi con l’ultimo fondo che non useremo, campioncini accumulati e mai aperti, doppioni di pettini e spazzole, piccoli apparecchi elettrici che non funzionano più.

In cucina, infine, si nascondono i tesori dimenticati. Alimenti oltre la scadenza, pacchi aperti e finiti in fondo alla dispensa, contenitori senza coperchio e coperchi orfani del loro contenitore, utensili in triplice copia, tazze mai entrate in uso, piccoli elettrodomestici guasti che teniamo “perché non si sa mai”. Un’accortezza per non sprecare: i prodotti ancora buoni ma vicini alla scadenza non si buttano, si spostano in prima fila e si consumano nei giorni seguenti.

Dopo 10 minuti ci si ferma, ma i sacchi non devono restare in corridoio

Questo metodo finisce quando suona il timer. Se non abbiamo tempo, non abbiamo subito l’obbligo di proseguire nella stanza accanto. Resta un ultimo passaggio: gli oggetti selezionati devono lasciare la casa. Il sacco della spazzatura va portato fuori subito, senza soste in corridoio. Le cose da donare vanno messe accanto alla porta o, meglio ancora, direttamente in macchina. Per quello che vogliamo vendere conviene fissare una scadenza: se entro quella data non l’abbiamo pubblicato o venduto, tanto vale donarlo e liberarsene comunque.

Una cosa, invece, meglio rimandarla: la corsa a comprare organizer, scatole e divisori. La tentazione è forte, ma prima si tolgono le cose inutili, poi si guarda quanto spazio è rimasto libero, e solo alla fine si decide se servono davvero dei contenitori. Dieci minuti si trovano anche nella giornata più incastrata, tra una commissione e la cena da preparare. Basta ritagliarli quando capita, scegliere un angolo e ripartire da lì, senza pressioni e senza il peso di dover sistemare l’intera casa in un colpo solo.