I 10 ingredienti più economici da comprare a ottobre: riempi il carrello e spendi meno

By Serena De Filippi

Il primo carrello davvero autunnale si riconosce al primo sguardo: meno pomodori e zucchine, più sacchetti di patate, zucche che occupano mezzo banco, cavoli. A ottobre al posto delle verdure arrivano prodotti adatti alle cotture lente, al forno, alle minestre che tornano sul fuoco la sera. Molti hanno anche un altro pregio, che in cassa si sente: si conservano per giorni, saziano e con un solo acquisto coprono più di un pasto, dal pranzo di oggi a quello da portare in ufficio domani.

I prezzi naturalmente cambiano da una regione all’altra, tra supermercato, discount, mercato rionale e negozio sotto casa, e dipendono da provenienza, varietà e andamento del raccolto; la stagionalità aiuta a trovare più offerta, e per leggere le tendenze è utile la piattaforma realizzata da Unioncamere con BMTI e con la collaborazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che raccoglie ogni giorno i prezzi rilevati nei mercati all’ingrosso italiani.

1. Patate

La spesa di ottobre parte dagli ortaggi che durano più giorni: patate, cipolle, carote, cavolo e zucca. Il punto di partenza più naturale sono le patate, economiche per natura e disponibili tutto l’anno, che proprio in questo periodo tornano al centro della cucina di casa. Un sacchetto può diventare una vellutata con i porri, una pasta e patate con la crosticina sul fondo della pentola, gli gnocchi del sabato o una teglia al forno con la buccia e il rosmarino. Al supermercato il confronto va fatto sul prezzo al chilo, perché le patate già lavate, selezionate per formato o vendute in confezioni piccole possono costare parecchio di più, e il sacco grande conviene soltanto se in casa abbiamo un angolo fresco, buio e asciutto dove tenerle.

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2. Cipolle

Accanto alle patate, quasi sempre, finiscono le cipolle, che costano in genere poco e durano a lungo in dispensa. Di solito le compriamo per il soffritto, ed è proprio lì che mostrano quanto rendono: una o due bastano a dare struttura a un piatto di legumi, patate o riso. A ottobre, però, possono prendersi anche la scena, con la zuppa di cipolle e il pane raffermo tostato sopra, la frittata di cipolle stufate a fuoco lento, una torta salata su una semplice brisé fatta in casa o le cipolle ripiene al forno, farcite con il loro interno tritato, pane ammollato e una manciata di formaggio.

3. Carote

Le carote sono disponibili per gran parte dell’anno, restano tra gli ortaggi più accessibili e a ottobre le usiamo nel soffritto e nelle minestre, finiscono in teglia con le altre verdure di stagione, diventano una crema con qualche manciata di lenticchie rosse, polpette vegetali impastate con pane raffermo e formaggio o una torta semplice per la colazione. Anche qui conviene confrontare le carote sfuse con quelle già pulite o tagliate a bastoncino, e dare un’occhiata prima di riempire il sacchetto.

4. Cavolo cappuccio o verza

Con il cavolo, cappuccio o verza che sia, arriviamo a uno degli acquisti più interessanti del mese. Un cavolo intero costa spesso meno, rispetto alla quantità che si riesce davvero a mangiare, di molte buste di insalata pronta, e porta in tavola parecchie porzioni. Il cappuccio crudo, affettato sottile e condito con olio, aceto e una mela a fiammiferi, diventa un’insalata saporita; la verza si stufa con le patate, si usa nella minestra di riso e verza o a foglie intere per involtini ripieni di riso, legumi o carne avanzata.

5. Zucca

Resta la zucca, l’ingrediente simbolo di ottobre, il cui prezzo cambia molto tra una varietà e l’altra e tra il frutto intero e le fette già avvolte nella pellicola. Le rilevazioni BMTI nei mercati all’ingrosso nella settimana di Halloween del 2025 rendono l’idea: la Moscata di Provenza era a 0,64 euro al chilo, la Butternut a 0,83, la Lunga Violina a 0,86, la Delica a 1,16. Sono numeri di un anno fa, utili come esempio. Le varietà più comuni, comprate intere o in pezzi grandi, offrono un buon costo per porzione soprattutto se la usiamo tutta: la polpa per vellutate, risotti, pasta e zucca, gnocchi, polpette o una torta morbida, i semi lavati, asciugati e tostati in forno, se integri.

6. Mele

Altri acquisti che vanno oltre il confronto sono le mele, le pere e le barbabietole. Tra la fine dell’estate e l’autunno arriva sul mercato la nuova raccolta italiana di mele, e le varietà più comuni vendute sfuse si trovano a un rapporto interessante. In un luogo fresco si mantengono a lungo, e quelle che si ammaccano trovano sempre un secondo uso: una torta di mele, mele cotte al forno con un pizzico di cannella, una composta poco zuccherata per lo yogurt o il porridge del mattino, oppure un abbinamento salato, a spicchi in padella con le cipolle o crude nell’insalata di cappuccio.

7. Pere

Ottobre è tradizionalmente uno dei mesi centrali anche per le pere italiane, con Abate, Decana, Kaiser e William che si alternano sui banchi con quotazioni e calendari diversi. Il modo più furbo di comprarle è sceglierle con gradi di maturazione differenti: quelle già morbide si mangiano subito o finiscono in una torta, in un crumble o in una composta, quelle ancora sode aspettano qualche giorno nel cestino. Così lo scarto si riduce, e le ultime rimaste possono diventare pere cotte al forno o accompagnare una fetta di formaggio a fine pasto.

8. Barbabietole

La barbabietola è forse l’ortaggio più trascurato del mese. Stagionale in autunno, si cuoce al forno avvolta nella carta e poi diventa un contorno con patate e cipolla rossa, una crema, un risotto dal colore intenso o un hummus insieme ai ceci. Se la troviamo fresca con le foglie, anche quelle si cucinano come le bietole, saltate in padella con aglio e olio. La versione cruda tende a costare meno di quella già cotta e condita, anche se chiede più tempo; per chi ne usa una piccola quantità ogni tanto, però, la confezione precotta sottovuoto può restare la soluzione più sensata.

9. Legumi secchi

Ci sono poi due ingredienti da dispensa che in ottobre tornano protagonisti della cucina. Lenticchie, ceci, fagioli e cicerchie seguono una stagionalità meno stretta di quella degli ortaggi freschi, eppure a ottobre tornano in cucina insieme alla voglia di piatti caldi. Il loro punto forte è il costo per porzione, soprattutto quando si comprano secchi: una confezione diventa minestra di lenticchie, pasta e fagioli, crema di ceci da spalmare sul pane tostato, polpette o un’insalata tiepida con verdure al forno.

10. Farina di mais per polenta

Chiude l’elenco la farina di mais, economica e facile da conservare, pronta a tornare in tavola con i primi freddi. La polenta accompagna i legumi in umido, le verdure stufate, la verza ripassata, un pezzo di formaggio o il sugo avanzato della domenica, e quella che resta ha già il suo secondo giro: il giorno dopo si taglia a fette e si ripassa in padella o in forno.