Il freddo vero deve ancora arrivare, ma ottobre si fa sentire in anticipo, e quasi sempre davanti allo specchio del bagno. Il fondotinta che la mattina si ferma nelle pieghe accanto al naso, le labbra che tirano a metà pomeriggio, le cuticole un po’ più ruvide del solito, i capelli che appena fuori dal portone si gonfiano.
Anche se il cappotto è ancora appeso nell’armadio, pelle e capelli hanno già avvertito il cambio di stagione. Prima di riempire il carrello di novità meglio aprire il mobiletto e guardare con altri occhi quello che c’è già, perché alcuni gesti che sembrano usciti da un vecchio beauty case funzionano ancora molto bene. Uno tra tutti? La cold cream, che ha alle spalle quasi duemila anni di storia.
La cold cream: il gesto beauty che attraversa quasi duemila anni
Per trovare l’antenata della cold cream bisogna tornare a Roma, nel II secolo dopo Cristo, e a un medico greco che lì aveva fatto carriera fino a diventare il medico dell’imperatore: Galeno di Pergamo. La tradizione gli attribuisce una preparazione che porta ancora il suo nome, il Ceratum Galeni, in cui una parte acquosa veniva lavorata insieme a oli e cera d’api fino a ottenere un’emulsione morbida. Stesa sulla pelle, l’acqua evaporava e lasciava una sensazione di fresco, ed è da quel sollievo che, secondo la versione più diffusa, deriva il nome inglese.
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La vicenda è stata ripercorsa anche da una rivista scientifica, Clinics in Dermatology, in un articolo dedicato proprio al Ceratum Galeni e all’eponimo che ricorda il medico. Le cold cream che troviamo oggi in farmacia e in profumeria hanno formule molto lontane da quella antica, ma il principio è rimasto lo stesso: un’emulsione ricca, per ammorbidire e detergere.
Nel nostra routine quotidiana la cold cream trova spazio senza problemi: si massaggia sul viso asciutto, con movimenti lenti e leggeri. Poi si rimuove come indica la confezione, spesso con un panno morbido appena inumidito, oppure con acqua tiepida.
Ottobre è il mese in cui molte di noi si accorgono che il gel schiumogeno dell’estate, dopo il risciacquo, lascia il viso teso come la pelle di un tamburo. Passare a una consistenza cremosa dà sollievo proprio nelle settimane in cui la pelle comincia a tirare. Vale per molte, anche se le pelli molto grasse, inclini all’acne, sensibili ai profumi o soggette a dermatite hanno bisogno di formule pensate per loro e di qualche giorno di osservazione, per capire come reagiscono.
La crema va messa quando la pelle conserva ancora un velo d’acqua
Succede a tutte. Usciamo dalla doccia, ci asciughiamo con cura fino all’ultima goccia, ci vestiamo, magari mettiamo su il caffè, e soltanto più tardi ci ricordiamo della crema per il corpo. A quel punto il momento giusto è già passato.
C’è un infatti una finestra temporale “giusta” per farlo. L’asciugamano si usa tamponando, lasciando sulla pelle una leggerissima umidità, e la crema si stende subito, prima di uscire dal bagno. Una volta applicata sulla pelle ancora umida aiuta a trattenere quella presente in superficie e attenua la sensazione di secchezza.
Una precisazione, però: il consiglio riguarda creme idratanti ed emollienti. Retinoidi, acidi esfolianti e altri trattamenti attivi possono comportarsi in modo diverso sulla pelle umida, e vanno usati seguendo le indicazioni della confezione o del dermatologo.
La “crema della notte” per unghie e cuticole costa pochissimo

Ci sono oli per cuticole in boccette eleganti, penne, sieri con il pennellino. E poi c’è il barattolo di vaselina comprato per le labbra e dimenticato in fondo al cassetto, che per le mani dà un boost utile durante il mese di ottobre.
Possiamo sfruttarlo alla sera, prima di spegnere la luce. Lasciamo il barattolo sul comodino, accanto alla crema per le mani; se ne preleva una quantità minima, grande quanto una lenticchia, e la si massaggia intorno al bordo di ogni unghia, sulla pelle e sulle cuticole. Il lavaggio frequente delle mani, il vento e le prime mattine fredde rendono la secchezza più evidente proprio in queste settimane, e cominciando adesso si arriva a novembre con mani più morbide.
Le cuticole, dal canto loro, meritano gentilezza: fanno da barriera tra la pelle e l’unghia, e tagliarle o spingerle con forza spesso causa irritazioni e infezioni.
La vecchia maglietta di cotone può trattare i capelli meglio dell’asciugamano
Lo facciamo quasi tutte, senza pensarci: capelli bagnati raccolti nell’asciugamano e strofinati con energia, avanti e indietro, per guadagnare qualche minuto prima del phon. È un gesto sbrigativo, ma non del tutto corretto così, perché i capelli bagnati sono più delicati di quelli asciutti.
Tra i rimedi da riscoprire a ottobre c’è quello di avvolgerli in un asciugamano o in una T-shirt, lasciando che il tessuto assorba l’acqua con delicatezza, ed evitando di strofinare. Qui torna utile la vecchia maglietta di cotone, pulita e morbida, di quelle ormai troppo lise per uscire di casa ma giuste per l’occasione.
La prova si fa così: si appoggia la maglietta sulle punte, si risale verso le lunghezze e si preme con il palmo, tenendo ferme le ciocche, come per strizzare una spugna con gentilezza. Per i ricci si può raccogliere il tessuto verso la radice, avvolgendo i capelli con calma. Va bene anche un asciugamano in microfibra.
Shampoo sulle radici, balsamo dove i capelli ne hanno davvero bisogno
Molte di noi distribuiscono lo shampoo su tutta la testa con la stessa energia, strofinando anche le punte come se fossero la parte più sporca. Dobbiamo però sapere che lo shampoo si concentra sul cuoio capelluto, dove si accumulano sebo, sudore e residui dei prodotti; durante il risciacquo la schiuma scivola comunque lungo le lunghezze e basta a pulirle.
Il balsamo, invece, va applicato in base al singolo. Sui capelli fini o lisci si mette soprattutto sulle punte, per evitare di appesantirli; su capelli secchi, ricci o molto spessi si può distribuire su una parte più ampia delle lunghezze, fino a coprirle tutte.
Quanto alla frequenza dei lavaggi, la regola è personale e dipende dal cuoio capelluto, dal tipo di capello, dall’attività fisica e dai prodotti usati. Prima di comprare cinque prodotti nuovi per l’autunno, insomma, possiamo cambiare il momento, la quantità o il modo in cui usiamo quelli che abbiamo sulla mensola.