Lo arrotoliamo, lo spingiamo dentro un pezzo alla volta, ci appoggiamo sopra con il ginocchio e alla fine lo sportello si chiude. Missione compiuta, o almeno così sembra. Prima di premere il tasto di avvio bisogna sapere cosa dice l’etichetta, quanto pesa il piumone, quale carico accetta il programma della nostra lavatrice. E soprattutto c’è una domanda che di solito ci facciamo troppo tardi, con il piumone bagnato tra le braccia: dove lo facciamo asciugare, e quanto ci metterà a farlo anche in casa?
Il controllo da fare prima: contano anche programma e volume
Primo controllo? L’etichetta, che si trova su un angolo del piumone. La vaschetta con il numero indica la temperatura massima di lavaggio; se sotto ci sono una o due linee, il lavaggio deve essere delicato o molto delicato. Una mano nella vaschetta significa lavaggio a mano, una vaschetta barrata vuol dire che il piumone non va lavato in acqua. Tra i simboli c’è il quadrato con il cerchio dentro, che riguarda l’asciugatrice: i puntini indicano la temperatura, la croce sopra la esclude.
Diamo un’occhiata anche alla composizione. Un piumone è fatto di un rivestimento, di solito in cotone, e di un’imbottitura, che può essere in piuma, in poliestere, in lana o in seta. Sono materiali che reagiscono in modo diverso all’acqua e al calore. Tra i punti di riferimento, ebbene sì, c’è persino il manuale della lavatrice. I 9 o 10 kg scritti sulla macchina indicano il carico massimo con i programmi per cotone, quelli con cui laviamo asciugamani e lenzuola. Il programma per i piumini, spesso, accetta molto meno. Nel manuale di una lavatrice Miele da 9 chili, per esempio, il programma “Trapunte & Piumini” arriva al massimo a 2,5 chili, cioè un piumone da 220 per 200 centimetri, ed è pensato per le imbottiture in piuma.
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Ed ecco il primo trucco che torna sempre utile: pesare il piumone. Basta salire sulla pesapersone del bagno con il piumone piegato tra le braccia e togliere il nostro peso. In un minuto sappiamo se rientra nel carico del programma, senza andare a occhio sulle dimensioni: due matrimoniali con le stesse misure possono pesare in modo molto diverso, a seconda dell’imbottitura.
Non facciamo poi l’errore di dimenticare lo spazio, perché un piumone schiacciato a forza nel cestello resta un blocco compatto: l’acqua e il detersivo faticano a passare, e il risciacquo porta via meno sporco e meno detersivo. Se per chiudere l’oblò dobbiamo spingere con tutto il corpo, la lavatrice di casa è troppo piccola. Meglio portarlo in una lavanderia self-service, dove le macchine sono molto più capienti, oppure in tintoria.
Prima di avviare il ciclo: i dettagli che evitano problemi
Prima di metterlo in lavatrice stendiamo il piumone sul letto e passiamo le mani lungo le cuciture, i bordi e gli angoli, dove la stoffa si consuma di più. Una cucitura aperta di un centimetro, con il movimento del cestello, può allargarsi più in fretta. Meglio chiuderla subito con qualche punto di ago e filo.
Piumone e copripiumino vanno lavati separati. Il copripiumino aggiunge peso e volume a un carico già al limite, e spesso ha istruzioni diverse, a volte una temperatura più alta, che rischierebbe di rovinare l’imbottitura. Altro step spesso sottovalutato? Far uscire l’aria dal piumone prima del lavaggio. L’aria rimasta intrappolata tra le piume o le fibre fa formare più schiuma durante il lavaggio. Basta piegarlo e premerlo piano con le mani, oppure infilarlo in un sacco per bucato stretto o fermarlo con un nastro lavabile. Serve a togliere l’aria, beninteso, e resta valido per un piumone che già rientra nel carico del programma.
Con un piumone quattro stagioni, quello formato da due strati di peso diverso uniti con bottoni o automatici, bisogna separarli e leggere le istruzioni di entrambi. Per la lavatrice sono due capi separati, da pesare e lavare uno alla volta. Infine, prima ancora di scegliere il programma, pensiamo a dove lo faremo asciugare. Lavarlo al mattino non significa averlo pronto per la sera, perché un’imbottitura spessa può restare umida all’interno anche per un paio di giorni. Se fuori piove da una settimana e in casa manca l’asciugatrice, forse è meglio rimandare.
Detersivo, temperatura e risciacquo: evitare gli automatismi
La temperatura giusta è quella indicata sull’etichetta, nei limiti del programma che abbiamo scelto. Con il detersivo, il nostro primo istinto è sbagliato. Davanti a un piumone così ingombrante viene voglia di abbondare, e invece serve meno prodotto del solito: per alcuni piumini in piuma i produttori indicano un terzo della dose abituale. Il detersivo in eccesso resta intrappolato nell’imbottitura, ed è difficile da sciacquare via. Per la piuma è meglio un detersivo specifico, delicato e senza candeggianti.
Il risciacquo supplementare, se il programma lo prevede e l’etichetta lo ammette, è spesso consigliato per portare via i residui di detersivo che un’imbottitura spessa trattiene. È un tasto in più da premere, e con un’imbottitura spessa fa comodo. L’ammorbidente, invece, lasciamolo sullo scaffale, soprattutto con la piuma: fa attaccare le piume tra loro e il piumone scalda meno. Lo stesso vale per aceto, bicarbonato e profumatori, che con un’imbottitura così spessa entrano facilmente ma faticano a uscire.
L’asciugatura: il controllo che conta prima di rimetterlo sul letto

Spesso un piumone sembra asciutto fuori ed è ancora umido dentro, soprattutto al centro e negli angoli, dove l’imbottitura è più spessa. Per capirlo bisogna tastarlo in più punti e stringere l’imbottitura tra le dita: se troviamo grumi o zone più pesanti e fredde, l’interno è ancora bagnato. Il tatto aiuta, ma può ingannare, e nel dubbio è meglio aspettare ancora qualche ora.
Con l’asciugatrice, se l’etichetta la ammette, è tutto più facile. Alcuni produttori di piumini in piuma la indicano espressamente, fino a quando l’imbottitura è del tutto asciutta, e suggeriscono di aggiungere le palline per asciugatrice o una pallina da tennis pulita. Rimbalzando nel cestello battono il piumone, smuovono le piume e impediscono che si formino grumi. Temperatura e durata dipendono dalle istruzioni del piumone e dell’asciugatrice, e se il libretto lo prevede si può fermare il ciclo a metà per scuotere il piumone e ridistribuire l’imbottitura.
Se invece l’etichetta prevede l’asciugatura all’aria, serve spazio: uno stendino largo, o due affiancati, in una stanza ben arieggiata o sul balcone, all’ombra se le istruzioni lo chiedono. Di tanto in tanto va girato e sprimacciato, così l’imbottitura resta ben distribuita. Per alcuni piumoni l’asciugatrice è obbligatoria. Se in casa non c’è, meglio saperlo prima di lavarli: le lavanderie self-service hanno asciugatrici grandi, oppure si può affidare tutto a una lavanderia, controllando che il trattamento sia compatibile con l’etichetta.