Settembre ha questo ritmo particolare: giornate ancora tiepide, magari da maniche corte, e poi mattine e serate che sanno già di autunno, con quell’arietta fresca che ci fa richiudere le finestre. Il corpo se ne accorge, e a volte anche il naso. Capita di andare a letto e sentirsi una narice tappata, il respiro corto, quella sensazione di ovatta che disturba il sonno. Vediamo cinque accorgimenti per attenuare il fastidio.
Perché il naso si chiude quando arrivano i primi freschi
Il primo chiarimento è doveroso, perché sfata una convinzione radicata: il freddo, di per sé, non provoca il raffreddore. I responsabili sono i virus, e le basse temperature al massimo creano condizioni che li favoriscono indirettamente. Con settembre e il rientro a scuola e al lavoro, per esempio, i virus respiratori tornano a circolare parecchio di più, complice la vita al chiuso e la vicinanza tra le persone.

Poi ci sono altri fattori che gonfiano e irritano le mucose; l’aria degli ambienti chiusi tende a diventare più secca, soprattutto quando iniziamo a tenere le finestre serrate. I passaggi continui tra il caldo di casa e il fresco esterno mettono alla prova il naso, e settembre resta un mese delicato per le allergie, con ambrosia, artemisia, muffe e acari a pieno regime: la rinite allergica gonfia la mucosa e la chiude. Esiste anche una rinite non allergica, in cui a fare da stimolo sono il freddo, i profumi intensi, il fumo o semplicemente i cambiamenti del tempo.
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Soluzione salina e doccia calda: i primi due trucchi
La soluzione salina resta uno degli alleati più semplici e sicuri. Idrata la mucosa, rende il muco più fluido e porta via pollini, polvere e altri irritanti che si depositano nel naso. Lo spray pronto all’uso, quello compriamo in farmacia, è la soluzione più immediata per iniziare.
Un’avvertenza importante riguarda invece le irrigazioni fatte con flaconi o dispositivi appositi, tipo la lota o le peretta. Qui va usata soltanto acqua sterile, distillata, oppure acqua di rubinetto fatta bollire per qualche minuto e lasciata raffreddare. Il dispositivo va lavato dopo ogni utilizzo e lasciato asciugare all’aria. Meglio anche non confondere gli spray salini, semplice acqua e sale, con quelli farmacologici, che sono tutt’altra cosa.
Passiamo a un rimedio piacevole e a costo zero: chiudersi qualche minuto in bagno con la doccia calda accesa, respirando l’aria carica di vapore, dà un sollievo momentaneo. Perché? L’umidità rende il muco meno denso e ammorbidisce quella sensazione di secchezza che tanto infastidisce. Il beneficio resta sintomatico e temporaneo, giusto per stare meglio nell’immediato.
Controllare l’umidità e cambiare posizione durante la notte
L’umidificatore aiuta soltanto quando l’aria è davvero secca, e questo è il punto che spesso viene saltato. Prima di accenderlo alla cieca, conviene controllare la stanza con un igrometro, quel piccolo strumento economico che misura l’umidità. Il riferimento ideale è indicativamente tra il 30 e il 50%. Un ambiente troppo umido, oltre quella soglia, diventa controproducente: favorisce condensa, muffe e proliferazione degli acari, peggiorando i sintomi proprio di chi soffre di allergie.
Da sdraiati la congestione tende ad aumentare, ed ecco perché di notte il naso sembra chiudersi di più. Un piccolo aiuto arriva dal sollevare appena la testa e la parte superiore del busto, con un cuscino adatto o un supporto graduale. L’importante è restare leggeri: una pila di cuscini che piega il collo in una posizione innaturale crea più problemi che benefici, e al mattino ci si ritrova con il torcicollo oltre al naso chiuso.

Spray decongestionanti: il quinto trucco è sapere quando fermarsi
Questi spray liberano il naso in fretta, restringendo temporaneamente i vasi sanguigni della mucosa, e il sollievo arriva in pochi minuti. Il rovescio della medaglia si chiama congestione di rimbalzo: usandoli troppo a lungo, quando l’effetto svanisce il naso torna più chiuso di prima, e si entra in un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire.
Le indicazioni degli enti sanitari sono chiari su questo: meglio evitare di usare spray o gocce decongestionanti per più di cinque giorni consecutivi. Il foglietto illustrativo resta sempre il primo riferimento, e un consiglio del farmacista è prezioso, soprattutto in gravidanza, in presenza di pressione alta, problemi cardiaci o se si assumono già altri farmaci.
Alcuni segnali, infine, meritano l’occhio di un medico invece del fai da te. Una congestione che persiste o torna di continuo, sentire un blocco sempre dalla stessa narice, una febbre che si protrae, un dolore al viso intenso, secrezioni con tracce di sangue, difficoltà a respirare o sintomi che invece di migliorare peggiorano di giorno in giorno.