Una friggitrice ad aria, salvata nei preferiti da settimane. Il 27 novembre, giorno del Black Friday, la ritroviamo in vetrina con un’etichetta rossa: meno 35%. Il prezzo barrato è alto, quello nuovo sembra un’occasione. Ma è davvero così? Per rispondere serve un’informazione che, quel giorno, potremmo non avere più: quanto costava quella stessa friggitrice, dallo stesso venditore, nelle settimane precedenti.
L’anno scorso la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori hanno controllato gli sconti online legati al Black Friday e al Cyber Monday: sui 314 operatori commerciali online controllati, il 30% ha utilizzato un prezzo di riferimento errato per determinare lo sconto. Quest’anno il Black Friday cade venerdì 27 novembre e il Cyber Monday lunedì 30. Le settimane che ci separano da quelle date sono il momento giusto per prepararsi.
Il controllo da iniziare adesso
Il primo passo è scegliere: più che inseguire tutte le offerte, conviene stilare una piccola lista di prodotti che vogliamo davvero acquistare, quindi tre, cinque, al massimo dieci. Una lista breve è facile da tenere sotto controllo, e ci protegge anche dagli acquisti impulsivi.
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Per ogni prodotto, poi, serve una scheda precisa. Il nome generico non basta: dobbiamo annotare il modello esatto e, se c’è, il codice del prodotto, perché spesso esistono versioni quasi identiche con piccole differenze di capacità, colore o accessori. Teniamo inoltre conservati il nome del venditore, il prezzo, la data e il link della pagina. Un semplice foglio di calcolo, una nota sul telefono o un quaderno sono più che sufficienti.

Se poi vogliamo essere precisi, possiamo anche fare anche una schermata della pagina, con prezzo e data ben visibili. Va detto però che una schermata documenta soltanto quel momento: se il prezzo è sceso e risalito tra una nostra rilevazione e l’altra, non lo sapremo. Per questo il nostro monitoraggio va integrato con gli storici dei prezzi offerti da alcuni comparatori e da estensioni per il browser, che registrano l’andamento di un prodotto nel tempo.
Come leggere il prezzo precedente
Quando un negozio annuncia una riduzione di prezzo, la legge stabilisce un riferimento preciso. Ogni annuncio di riduzione di prezzo indica il prezzo precedente applicato dal professionista per un determinato periodo di tempo prima dell’applicazione di tale riduzione. E quel prezzo non è un numero qualsiasi: secondo le indicazioni del Ministero delle Imprese, è quello più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti nel canale di vendita online o nel singolo punto vendita.
In pratica, se una lavatrice nelle ultime settimane è passata da 499 a 449 euro e poi è risalita, lo sconto del Black Friday va calcolato partendo da 449, non da 499. Anche gli eventuali ribassi applicati in quel periodo contano: tale prezzo più basso deve includere gli eventuali prezzi precedenti «ridotti» praticati in quel periodo.
Questo riferimento va tenuto distinto da altri due numeri che incontriamo spesso. Il prezzo consigliato dal produttore è un’indicazione del marchio, non un prezzo effettivamente praticato dal negozio. Il prezzo minimo disponibile sul mercato, invece, riguarda tutti i venditori insieme, e non quello che stiamo guardando.
Ci sono poi alcune eccezioni. Se un prodotto è in vendita da meno di 30 giorni, il venditore può indicare il prezzo precedente insieme al periodo in cui tale prezzo precedente è stato applicato. Quando una promozione aumenta progressivamente senza interruzioni, il comma 2 si applica alla prima riduzione di prezzo, cioè il riferimento resta quello iniziale. Inoltre, la norma in materia di annunci di riduzione di prezzo si applica solo ai beni e non ai servizi, e regole particolari valgono per i prodotti deperibili.
La percentuale e il risparmio effettivo
Facciamo un esempio, dichiaratamente ipotetico. Un piccolo elettrodomestico ha un prezzo di listino di 100 euro. Nelle ultime settimane il venditore lo ha proposto anche a 80 euro, che è il suo prezzo più basso degli ultimi 30 giorni. Per il Black Friday lo mette a 70 euro.
Rispetto al listino, lo sconto sembrerebbe del 30%. Ma il riferimento corretto è 80 euro, e rispetto a quella cifra il ribasso è del 12,5%. La Corte di giustizia dell’Unione europea, del resto, ha chiarito che la riduzione annunciata in una pubblicità deve essere calcolata sulla base del prezzo più basso degli ultimi 30 giorni.
Il confronto finale prima dell’acquisto
Arrivati al giorno dell’offerta, il prezzo in vetrina è solo la punta dell’iceberg. Ebbene, sì, è necessario guardare il prezzo complessivo, comprese le spese di spedizione e quelle eventuali di servizio. Nel controllo europeo, il 10% ha utilizzato la cosiddetta “prezzatura a goccia”, in cui in una fase avanzata del processo di acquisto sono aggiunte commissioni supplementari.

Nei marketplace, poi, la stessa pagina può ospitare venditori diversi. Prima di acquistare verifichiamo quindi chi vende davvero il prodotto, da dove viene spedito, e se si tratta di un articolo nuovo, ricondizionato o di esposizione.
Poco prima di procedere al pagamento, prendiamoci del tempo per ricontrollare ogni voce e leggere le condizioni di reso: tempi, costi e modalità possono variare molto da un negozio all’altro.
Comparatori e avvisi di prezzo sono alleati preziosi, a patto di usarli con attenzione: bisogna controllare che si riferisca allo stesso modello e alla stessa variante, e che lo storico copra davvero le settimane che ci interessano.