Il mistero dell’uva con crema solare
Cari amici e amiche di ultimedalweb! Anche se vi ho parlato recentemente dell’uva, oggi voglio proporvi ancora questo favoloso frutto di stagione per presentarvi alcune novità del mondo della scienza per migliorare sempre di più il modo in cui ci nutriamo.
Con le estati sempre più torride e afose, il caldo non mette a dura prova soltanto noi, ma rischia di cuocere letteralmente i raccolti ancora attaccati alle piante. Ed è per questo che, per proteggere i chicchi d’uva dalle scottature solari e salvare la vendemmia, nei vigneti italiani è comparsa una novità green ribattezzata dai viticoltori come crema solare per l’uva. Non si tratta di un filtro chimico sintetico, bensì di un velo minerale del tutto naturale, come il caolino micronizzato o polveri finissime di zeolite, spruzzato direttamente sui grappoli e sulle foglie. Questo scudo riflettente respinge le radiazioni infrarosse e riduce la temperatura superficiale degli acini di circa 4-5 gradi, preservando gli aromi, l’acidità e la succosità del frutto.

Come funziona il caolino e perché le grandi cantine lo usano
L’efficacia di questa tecnica agronomica è confermata dalle ricerche condotte dagli esperti del CREA – Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia, che monitorano l’impatto dei cambiamenti climatici sui vigneti. Quando la temperatura supera i 35 gradi, la vite entra in blocco e comincia a bruciare l’acido malico, che rovina l’equilibrio del mosto. Trattamenti a base di polveri di roccia sono ormai adottati regolarmente da prestigiose realtà toscane, come Marchesi Antinori nei vigneti della Maremma, e in Sicilia da tenute storiche come Tasca d’Almerita per salvaguardare vitigni delicati come Grillo e Carricante. La polvere bianca crea una pellicola inerte autorizzata in agricoltura biologica, innocua per l’ambiente e facile da lavare via prima della pigiatura.
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Perché l’uva biologica è favolosa per il nostro organismo
Cari amici, quando portiamo in tavola l’uva biologica, gustiamo un frutto che non ha residui di pesticidi e di cui possiamo consumare serenamente anche la buccia, che è proprio la parte più ricca in nutrienti. Come evidenziano le schede nutrizionali dell’Istituto Superiore di Sanità su ISSalute, la buccia scura racchiude una concentrazione straordinaria di antiossidanti naturali che difendono i vasi sanguigni e contrastano i radicali liberi. L’uva bio contiene inoltre zuccheri che diventano subito disponibili, potassio e fibre che sostengono la funzionalità intestinale; pertanto, diventa un tonico favoloso per gli sportivi, per chi si sente spossato dai cambi di stagione e per chi desidera depurarsi in modo goloso.
L’unica accortezza, cari amici, è che se qualcuno di voi convive con il diabete, dovrà calibrarne le porzioni per via della naturale dolcezza degli acini.
E ora vi proponiamo alcuni modi per consumare l’uva biologica che non vi deluderanno.

Focaccia morbida con uva nera, rosmarino e noci
Presentiamo , al primo posto, una delle preparazioni più genuine e profumate della tradizione contadina. Stendete una base per focaccia, preferibilmente con farina semintegrale, e affondate generosamente sulla superficie i chicchi d’uva biologica, lavati e tagliati a metà, lasciando sprigionare il loro succo in cottura. Completate con qualche ago di rosmarino fresco, gherigli di noce sminuzzati, un filo di olio extravergine d’oliva e un pizzico leggerissimo di sale marino. Questo piatto è ideale come merenda per ragazzi e studenti in cerca di concentrazione, oppure come antipasto rustico durante una cena informale tra amici.

Insalata autunnale di farro, uva bio, caprino e rucola
Se vi piacciono i contrasti vivaci, che noi adoriamo, l’uva biologica è un ingrediente fantastico anche per i primi piatti freddi e i piatti unici. Lessate il farro perlato e lasciatelo raffreddare, quindi unitevi acini di uva bianca o nera tagliati a fettine, una manciata di rucola fresca e tocchetti di formaggio caprino morbido, finendo il piatto con scaglie di mandorle tostate. Il sapore fresco e zuccherino del chicco mitiga alla perfezione la nota pungente del caprino e l’amaro gradevole della rucola. È la pietanza perfetta da portare in ufficio per la pausa pranzo o per chiunque voglia un pasto digeribile, nutriente e saziante che non provochi sonnolenza pomeridiana.
Spiedini freschi di frutta, acini d’uva e cioccolato fondente
Per chi cerca un dessert facilissimo da improvvisare senza accendere fornelli o forni, gli spiedini d’uva e frutta di stagione sono una risorsa imbattibile. Infilzate su bastoncini di legno acini d’uva bio interi, alternati a tocchetti di mela o pera, quindi colate sopra un filo sottile di cioccolato fondente fuso all’85%, poi lasciatelo solidificare in frigorifero per dieci minuti. Il guscio croccante di cioccolato amaro avvolge la morbidezza zuccherina dell’acino, creando una coccola serale raffinata ma leggera. Questa preparazione conquista in particolare i bambini, convincendoli a fare il pieno di frutta fresca, ed è ottima per chi ama il dolce ma tiene d’occhio la linea.
Ora lo sapete, cari amici, l’uva bio protetta con la crema abbronzante può essere un’ottima alleata per la vostra salute e può apportarvi una carica di benessere e un tocco di energia in più che ben vi farà amare i bei pomeriggi autunnali che ci attendono. Buone passeggiate e buon appetito a tutti!
Ana nasce in Spagna, si laurea a 22 anni in Scienze Liguistiche e della Comunicazione. Dopo un’esperienza nel Regno Unito si trasferisce a Trieste, dove vive tuttora. Ha maturato esperienza come consulente aziendale e collaborato con diverse case editrici. Ha pubblicato cinque libri ed è copyrighter e Search Quality Rater.