Hai le finestre a vasistas? Devi fare attenzione a questa “sindrome” se hai un animale domestico

By Serena De Filippi

Quando i fornelli sono accesi, per far uscire un po’ di vapore apriamo la finestra della cucina a vasistas, con l’anta inclinata verso l’interno. Poi andiamo di là a rifare il letto, cinque minuti al massimo. Sul bancone della cucina, intanto, qualcuno è rimasto a fissare quella fessura: dal cortile arrivano il cinguettio dei passeri e le voci dei vicini, e il gatto di casa allunga il collo, annusa l’aria e si prepara al salto.

Per chi vive con uno o più gatti, la finestra a vasistas nasconde un pericolo poco conosciuto, e il punto delicato sta nelle due aperture laterali a forma di V. A prima vista sembrano troppo strette per lasciar passare un animale, eppure un gatto curioso può provarci lo stesso e scivolare verso il basso, proprio dove lo spazio si restringe. In medicina veterinaria questo incidente si chiama sindrome da vasistas, o Kippfenster-Syndrom, dal nome tedesco della finestra a ribalta.

Perché la finestra a vasistas può diventare una trappola

finestre a vasistas, attenzione ai gatti
finestre a vasistas, attenzione ai gatti

Il gatto arriva con un salto, dal davanzale o da un mobile vicino, e punta all’apertura laterale, la via che gli sembra più comoda per uscire. La testa entra, le spalle anche, poi le zampe anteriori perdono l’appoggio e il corpo scivola verso il basso, dove la V si stringe. Lì resta bloccato, di solito all’altezza della pancia, tra le ultime costole e il bacino. Ogni tentativo di risalire peggiora le cose: più si agita, più scende nella parte stretta, con le zampe posteriori sospese nel vuoto e lontane da qualsiasi appiglio su cui fare leva.

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La pressione sull’addome rallenta il sangue diretto alla parte posteriore del corpo e può schiacciare muscoli e nervi. I veterinari descrivono dolore, zampe posteriori fredde o deboli, fatica a camminare, perdita di sensibilità, respiro affannoso e, nei casi più seri, uno stato di shock. Molto dipende anche dal tempo: più a lungo il gatto resta incastrato, più gravi diventano le conseguenze.

L’incidente nasce dal modo in cui si apre la finestra, quindi può succedere anche al piano terra o in una villetta. Le cadute da finestre e balconi dei piani alti sono un’altra storia, anche se in alcune case i due rischi convivono. Proprio alle finestre a vasistas l’Associazione nazionale medici veterinari italiani (ANMVI), insieme a Pet Academy, ha dedicato una campagna, con un messaggio chiaro: aprirle soltanto sotto sorveglianza, oppure proteggerle con griglie pensate apposta.

Le protezioni che chiudono davvero la fessura a V

Se il gatto può entrare liberamente nella stanza, le strade sono due: aprire la finestra a vasistas soltanto quando siamo presenti oppure montare protezioni progettate per le finestre a ribalta. Le più diffuse sono le griglie laterali triangolari, spesso in metallo, che si fissano ai due lati della finestra e chiudono lo spazio a V. Su alcuni modelli serve anche un pezzo orizzontale in alto. In ogni caso la protezione deve coprire tutta l’apertura che il gatto può raggiungere, aderire bene al telaio e reggere spinte, graffi e tentativi di arrampicata.

Al posto delle griglie si può montare una rete robusta con telaio rigido, pensata per gli animali e fissata in modo stabile. Le zanzariere leggere, soprattutto quelle attaccate con il velcro o con l’adesivo, servono a fermare gli insetti e possono cedere sotto il peso o le unghie del gatto. Lo ricorda anche l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna, che considera la zanzariera, da sola, una protezione insufficiente contro le cadute e consiglia reti metalliche o rinforzate con filo metallico.

Una volta montata, la protezione va controllata con calma: i due lati, la parte superiore, la tenuta dei fissaggi, gli spazi rimasti tra rete e telaio e la resistenza del materiale sotto il peso del gatto. Per infissi particolari è meglio chiedere a un installatore un sistema compatibile. Anche un’anta inclinata di pochi centimetri lascia una fessura a V, solo più piccola, e per un gatto snello o un cucciolo può essere ancora abbastanza larga da tentare.

Cosa fare se il gatto rimane incastrato

Trovare il gatto bloccato nella finestra è un’emergenza veterinaria, e i primi minuti richiedono calma. Per prima cosa va sostenuto il suo corpo, con una mano sotto il bacino e l’altra a tenerlo fermo dall’alto, così da alleggerire la pressione; poi lo si libera con estrema delicatezza, accompagnandolo verso l’alto ed evitando di tirarlo verso il basso. Spalancare l’anta fa sparire la V, ma sulle classiche finestre ad anta e ribalta per farlo bisogna prima riportarla contro il telaio, un movimento da evitare con il gatto incastrato. In due è tutto più facile: una persona sostiene l’animale, l’altra si occupa della finestra.

Un gatto spaventato e dolorante può graffiare o mordere anche le persone che conosce meglio. Proteggiamo le mani con un asciugamano o un paio di guanti, cercando di stringergli il corpo il meno possibile, e chiediamo aiuto se la liberazione richiede più di qualche istante. Nei casi più complicati si possono chiamare i soccorsi.

Una volta libero, adagiamolo nel trasportino sopra una coperta o un telo, con pochi movimenti, e telefoniamo subito al veterinario o a un pronto soccorso per animali. Massaggi alle zampe e farmaci trovati in casa vanno evitati, perché molti medicinali per le persone sono tossici per i gatti. La visita serve anche quando il micio sembra essersi ripreso e ricomincia a camminare, perché i danni alla circolazione e ai nervi a volte si vedono soltanto più tardi.

Il controllo da fare in tutta la casa

finestre a vasistas
finestre a vasistas

Sistemata la finestra principale, facciamo un giro per casa con lo stesso sguardo e passiamo in rassegna il vasistas del bagno, le finestre della camera, le portefinestre a ribalta, la lavanderia, il garage, la mansarda e le stanze che usiamo meno, dove la finestra a volte resta inclinata per giorni. A quelle finestre il gatto arriva in un attimo, saltando su un mobile, sul lavandino, sulla lavatrice, su una mensola o direttamente sul davanzale.

Anche il gatto adulto, agile e abituato alla casa da anni, che quella finestra l’ha sempre guardata da lontano, può cambiare idea da un giorno all’altro. Un insetto che ronza contro il vetro, un piccione sul cornicione, un rumore nuovo dal cortile o un odore portato dal vento lo attirano verso un passaggio che fino a quel momento lo lasciava indifferente. Una regola di casa aiuta: prima di lasciare una finestra a ribalta aperta, controlliamo che le aperture laterali siano protette oppure che il gatto sia in un’altra stanza, con la porta chiusa.