Non spegnere la cappa insieme ai fornelli: il trucco per evitare mobili appiccicosi

By Serena De Filippi

La cena è pronta, la tavola è apparecchiata, e con un gesto automatico spegniamo tutto: fornelli e cappa, insieme, nello stesso istante, e poi si passa a tavola. Peccato che il giorno dopo, aprendo i pensili o passando una mano sul paraschizzi, sentiamo quella patina leggermente unta e appiccicosa che sembra spuntare dal nulla. E la tentazione è pensare di aver pulito male l’ultima volta. In realtà il colpevole è un altro, e non ha molto a che fare con la nostra spugna.

Quando cuciniamo, infatti, non è solo la pentola a scaldarsi: nell’aria si liberano vapore, odori e minuscole particelle di grasso, che restano sospese anche quando abbiamo già spento la fiamma. Anche se poco, il grasso si posa lentamente sulle superfici vicine e, mescolandosi alla polvere, forma proprio il tipico velo appiccicoso che troviamo su mobili e pareti. Ora che con i primi giorni di settembre siamo tornati a cucinare con più regolarità dopo la pausa estiva, vale la pena conoscere un piccolo accorgimento che aiuta a limitare il problema: non spegnere la cappa insieme ai fornelli, ma lasciarla lavorare ancora un po’.

Perché il grasso continua a depositarsi dopo aver spento i fornelli

Per capire il trucco bisogna partire da cosa succede davvero mentre cuciniamo. Friggere, rosolare, saltare in padella o cuocere alimenti grassi libera nell’aria una miscela composta da umidità, fumo, odori e particelle oleose. Non è solo il profumo che sentiamo: insieme agli aromi viaggiano goccioline di grasso talmente piccole da restare sospese nell’aria, invisibili a occhio nudo. Queste particelle non svaniscono nel momento esatto in cui spegniamo la fiamma o la piastra. Una parte continua a fluttuare nell’ambiente anche dopo, per poi ricadere lentamente sulle superfici circostanti.

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Pulire i mobili
Pulire i mobili

Ecco perché i mobili sopra e intorno al piano cottura sono i primi a rovinarsi: il grasso aerodisperso si posa su pensili, ante, mensole, pareti e persino sulla cappa stessa, e col tempo forma quella patina difficile da togliere. La cappa serve proprio a intercettare una parte di questi residui: aspira l’aria sopra il piano cottura e cattura una quota delle particelle prima che si depositino. Lasciarla accesa più a lungo, anche a fornelli spenti, è un modo per darle il tempo di rimuovere ciò che ancora circola nell’aria dopo la fine della cottura, quando la stanza è ancora piena di vapori.

Attenzione, però, a non chiederle miracoli. La cappa non impedisce gli schizzi diretti che finiscono sulla piastra o sul piano, e non tiene automaticamente pulita tutta la cucina. Il suo aiuto riguarda soprattutto la quantità di residui sospesi nell’aria che raggiunge le superfici lontane dal fuoco. È una manutenzione preventiva, non una bacchetta magica: riduce il problema, non lo cancella.

Il trucco dei 10 minuti: quando accendere e spegnere la cappa

La sequenza corretta è semplice: attiviamo la cappa qualche minuto prima di iniziare a cucinare, indicativamente cinque o dieci, così che il flusso d’aria sia già in movimento quando i primi vapori cominciano a salire. Accenderla quando la cucina è già invasa dal fumo, come facciamo spesso, la costringe a rincorrere particelle ormai disperse ovunque.

Il secondo punto è tenerla in funzione per tutto il tempo della cottura, regolando la velocità in base a ciò che stiamo preparando e alle indicazioni del nostro modello. Non serve tenerla sempre al massimo: i manuali suggeriscono di partire dalle velocità più basse e di aumentare solo quando c’è molto fumo o vapore, riservando la potenza massima ai casi in cui davvero serve.

Dopo aver spento i fornelli, non dobbiamo fare altro che lasciare la cappa accesa ancora per una decina di minuti, indicativamente dieci-quindici. Il produttore Elica, per esempio, consiglia proprio di accenderla cinque-dieci minuti prima e di lasciarla in funzione dieci-quindici minuti dopo; altri, come Whirlpool, parlano più genericamente di qualche minuto prima e dopo.

Cappa aspirante o filtrante: che cosa cambia davvero

Esistono due grandi tipologie: la cappa aspirante convoglia l’aria verso l’esterno attraverso un condotto: cattura vapori, odori e grasso e li espelle fuori dall’abitazione. La cappa filtrante, detta anche a ricircolo, fa invece passare l’aria attraverso dei filtri, un filtro antigrasso e generalmente un filtro per gli odori, per poi reimmetterla pulita nella stanza.

Griglia della cappa
Griglia della cappa

Entrambe sono in grado di intercettare le particelle di grasso, ma c’è una differenza importante: una cappa a ricircolo non espelle l’umidità all’esterno come fa un modello aspirante, perché rimette in circolo l’aria nell’ambiente. Questo significa che il modello filtrante ha un comportamento diverso. L’efficacia complessiva, poi, non dipende solo dal tipo: contano anche le dimensioni della cappa, la corretta installazione, la distanza dal piano cottura e la capacità del motore.

Se il filtro è saturo, i 10 minuti servono molto meno

C’è un dettaglio che rischia di vanificare tutto il discorso: lo stato dei filtri. Il filtro antigrasso trattiene progressivamente i residui oleosi, ed è proprio il suo lavoro. Ma quando si riempie e si satura, il passaggio dell’aria viene ostacolato e l’aspirazione perde efficacia. In quel caso possiamo anche lasciare la cappa accesa venti minuti, ma se l’aria fatica a passare il beneficio si riduce parecchio. Tenere i filtri puliti è quindi la condizione perché il trucco dei dieci minuti funzioni davvero.

I filtri metallici antigrasso sono spesso lavabili, in alcuni casi anche in lavastoviglie se il produttore lo prevede, mentre quelli sintetici o monouso vanno sostituiti. Nelle cappe filtranti ci sono in più i filtri antiodore, di solito a carbone attivo, che vanno sostituiti o rigenerati secondo le indicazioni del modello.

A completare la nostra routine ci sono alcuni gesti semplici che affiancano il lavoro della cappa; usare un paraschizzi o un coperchio quando è possibile limita la dispersione del grasso alla fonte, e non tenere l’olio a temperature inutilmente alte riduce fumo e schizzi. Eliminare subito le gocce appena cadono, quando sono ancora fresche, evita che si incrostino.