Fai queste cose 15 minuti prima di andare a dormire: addio al caos mattutino del risveglio

By Serena De Filippi

La sveglia suona, ed è già una corsa contro il tempo. Bisogna preparare la colazione, riempire le lunch box da portare a scuola e in ufficio, ricordarsi mille cose e uscire di casa in orario. Ma quando entriamo in cucina per mettere su il caffè, ecco lo spettacolo che ci accoglie: il lavello ancora pieno di piatti della sera prima, le pentole sporche accatastate. Il disordine di ieri sera sabota la mattina di oggi. Eppure basterebbe pochissimo per cambiare tutto: un piccolo gesto da fare prima di infilarsi sotto le coperte, ed eseguire poche operazioni in un ordine ben preciso. Proprio quel limite di tempo è la chiave, perché rende la cosa fattibile anche nelle serate più stanche. Vediamo come funziona.

Il “turno di notte” che dura soltanto 15 minuti

L’espressione inglese night shift significa letteralmente “turno di notte”, ma qui non indica affatto una vera sessione di pulizie serali. Niente secchi, guanti e mezz’ora passata a strofinare: un breve intervento di chiusura della cucina, un modo per “spegnere” la stanza al termine della giornata come farebbe il personale di un locale prima di abbassare la saracinesca.

Organizzarsi prima di dormire
Organizzarsi prima di dormire

A raccontare questo metodo è stata la rivista Real Simple, che ha raccolto i consigli di alcune organizzatrici e professioniste del riordino. Tra loro, Laura Wittmann, esperta di organizzazione domestica e autrice di Clutter Rehab, spiega di dedicare dai dieci ai quindici minuti a un riordino serale per ritrovare, al risveglio, una cucina già in ordine. Il suo approccio rientra in quella famiglia di abitudini che gli anglosassoni chiamano daily reset o micro reset: brevi momenti quotidiani in cui si rimettono gli oggetti al loro posto e si sbrigano le piccole incombenze prima che si accumulino e diventino una montagna.

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È fondamentale capire cosa questo turno serale non è. Non bisogna lavare i pavimenti, né pulire il forno o il frigorifero. Non è una pulizia profonda e non prevede di girare da una stanza all’altra. L’obiettivo è molto più circoscritto: occuparci delle superfici e delle funzioni essenziali della cucina, così da trovarla pronta all’uso il mattino dopo. E soprattutto, allo scadere dei quindici minuti ci si ferma, punto. Non è un caso che questo metodo torni utile proprio ora, con il rientro di settembre. Quando le giornate si riempiono di nuovo di orari, sveglie presto e impegni, un intervento breve è molto più sostenibile di una lunga e faticosa pulizia serale, che alla fine si finisce sempre per rimandare.

Cosa fare nei 15 minuti prima di andare a dormire

Come applicare il metodo? La prima mossa riguarda le stoviglie. Se abbiamo la lavastoviglie, svuotiamola dei piatti puliti oppure carichiamola con quelli sporchi e avviamo il ciclo, così al mattino troveremo tutto pronto. Chi non ce l’ha può lavare a mano almeno le stoviglie che serviranno per la colazione dell’indomani, il minimo indispensabile per non ritrovarsi in difficoltà.

Poi ci si concentra sul lavello. Laviamo le pentole e le padelle rimaste fuori: sono proprio loro a occupare la maggior parte del lavandino e dei piani di lavoro. Toglierle dalla vista cambia in un attimo l’aspetto complessivo della cucina, dando subito una sensazione di ordine ritrovato.

La terza fase è liberare i piani di lavoro. Rimettiamo al loro posto confezioni, bottiglie, piccoli elettrodomestici che non stiamo usando e tutti gli oggetti lasciati sul bancone. È il momento di occuparsi anche di quelle pile di cose che con la cucina non c’entrano nulla ma finiscono sempre lì: la posta, gli scontrini, i fogli della scuola, gli oggetti svuotati dalle tasche a fine giornata.

Come prevenire il caos del rientro
Come prevenire il caos del rientro

Infine, passiamo un panno sui piani ormai sgombri, usando un prodotto adatto al materiale della superficie. Attenzione, però: legno, marmo, quarzo e laminato non vogliono lo stesso detergente, quindi conviene sempre seguire le indicazioni del produttore per non rovinare il piano.

Perché al mattino la differenza si vede davvero

Questo piccolo rituale si apprezza al risveglio; se la cucina è già sistemata, abbiamo il lavello libero e subito utilizzabile, le stoviglie pronte per la colazione, e lo spazio necessario per preparare con calma il caffè, le merende e i contenitori da portare al lavoro. Ci troviamo con molti meno oggetti da spostare prima di poter fare qualsiasi cosa, e con una quantità minore di residui e incrostazioni lasciati seccare durante la notte, che al mattino richiederebbero più fatica per essere rimossi.

Sul piano dell’organizzazione, il metodo funziona per una ragione semplice: interviene ogni giorno sul piccolo disordine, prima che questo si trasformi in un lavoro lungo e pesante. C’è poi un piccolo accorgimento che aiuta a non saltare l’appuntamento: legare sempre questa azione a un momento riconoscibile della serata, per esempio farla subito dopo aver sparecchiato o poco prima di andare a lavarsi i denti. La ricerca sulla formazione delle abitudini suggerisce proprio questo, ovvero che ripetere un comportamento semplice in un contesto stabile rafforza col tempo il legame tra la situazione e l’azione. Senza illudersi, però, che bastino i canonici quindici o ventuno giorni per rendere tutto automatico: i tempi, in realtà, variano parecchio da persona a persona.

Come non trasformare il piccolo riordino in un’altra incombenza

C’è un rischio da evitare, ed è che questo turno serale si trasformi nell’ennesimo dovere ansiogeno della giornata. Per scongiurarlo, la strategia migliore è individuare tre priorità fisse e concentrarsi solo su quelle: le stoviglie, il lavello e il piano di lavoro. Tutto il resto si affronta soltanto se avanza tempo.

Per riuscire a mantenerlo nel tempo, conviene impostare sempre lo stesso timer, trucco ormai diffuso in questa epoca in cui ci sembra di non avere più tempo, così da rendere il gesto un automatismo, e agganciarlo a un’azione che già facciamo abitualmente, come accendere la lavastoviglie dopo cena. Se in casa ci sono altre persone, perché non coinvolgerle? Anzi, è bene assegnare a ciascuno un compito molto breve per alleggerire il carico e rendere tutto più veloce.