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Tunisia, migranti formati per far crescere l’Italia, 10 milioni di euro che fanno il bis

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Tunisia, migranti formati per far crescere l’Italia

Nelle ultime settimane abbiamo parlato spesso di denatalità e dei rischi che la mancanza di forza lavoro giovane possa bloccare alcune attività produttive nel nostro Paese e “vuotare” le casse dell’INPS entro i prossimi anni. Abbiamo anche parlato del ruolo importante dei migranti che arrivano nel nostro Paese con il decreto flussi per lavorare in settori importanti come il turismo e l’agricoltura .

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Ora vi vogliamo parlare della visita del Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi a Tunisi ieri. Sul sito del Ministero dell’Interno trovate il resoconto della sua trasferta. Il rappresentante del Governo italiano ha parlato con il suo omologo Kamel Fekih in un bilaterale e ha incontrato anche il presidente della Repubblica Kaïs Saïed per parlare sulle partenze dalla sponda sud del Mediterraneo e le possibili soluzioni a un fenomeno in crescendo. L’obiettivo è quello di fermare le partenze illegali e di fomentare l’arrivo in Italia di tunisini formati. Vediamo il contenuto degli accordi.

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Matteo Piantedosi

I 10 milioni di Euro di dotazione da parte dell’Italia

Come già confermato recentemente dal Ministro degli esteri, Antonio Tajanicontinueremo a fare di tutto per sostenere la Tunisia sul piano economico e invitiamo i partner europei a guardare la crisi di questo grande Paese con “occhiali africani”. Non si possono condizionare le riforme del presidente Saied ai finanziamenti, devono andare di pari passo. L’Italia ha già dato 10 milioni di euro e altri 100 sono in arrivo“. Il Ministro si era già impegnato sul fronte Tunisia pochi giorni dopo essere stato nominato

Oltre alla conferma dell’arrivo di 10 milioni di euro per arginare le partenze dei migranti, l’Italia propone la fornitura di motovedette, radar e droni, oltre alla formazione di cittadini tunisini per trasferirli in Italia regolarmente. Le parole del Ministro Piantedosi hanno confermato “l’impegno del governo tunisino contro i trafficanti di esseri umani e contro le torture ai migranti“.

Relativamente ai fondi, Piantedosi garantisce il sostegno attingendo alle risorse per l’assistenza economica nazionali. Un modo per ovviare alla latitanza del Fondo Monetario Internazionale, che non avrebbe sbloccato i contributi promessi.

Il Ministro chiede, in cambio, che la Tunisia faciliti il rimpatrio dei migranti irregolari.

Gli accordi precedenti, nel 2020 Lamorgese e Di Maio elargirono 10 milioni; altri 10 da parte dell’Unione Europea

Anche se non sorprende l’aiuto del nostro Paese alla Tunisia poiché, come riconosciuto dal Viminale, “gli sbarchi in Italia sarebbero molto più numerosi senza l’attività messa in campo dalle Autorità tunisine che si trovano a contrastare un grande flusso dai Paesi Sub-sahariani“, colpisce che la misura sia proposta ciclicamente. La notizia pare un “copia e incolla” degli incontri del 2020. Allora, era stata l’ex ministra Lamorgese a promettere alla Tunisia 10 milioni di euro. La nostra rappresentante si era recata a metà agosto a Tunisi con Luigi di Maio e i commissari UE Johansson (Affari Interni) e Varhelji (Allargamento e Vicinato), per discutere delle stese problematiche migratorie odierne.

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Lucina Lamorgese

La notizia del 17 agosto del 2020 era: ” Dieci milioni di euro subito sbloccati a disposizione del prossimo Governo tunisino, che dovrebbe insediarsi entro la fine di questa settimana, per controllare le coste e le frontiere rallentando il flusso migratorio verso l’Italia e l’Europa. Li ha portati in dote la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese stamattina al vertice di Tunisi, con già la firma del Mef sul documento: sono fondi nella titolarità del Viminale, risparmiati sul budget per l’accoglienza“.

Ancora: “l’Italia metterà a disposizione anche la propria strumentazione, radar e alta tecnologia, dotazione logistica, in modo che l’allarme per la marina tunisina possa scattare in modo più efficiente e prevenire le partenze di migranti irregolari. In cambio però, chiede maggiore attenzione proprio sulle partenze – con monitoraggio e vigilanza delle spiagge e delle acque territoriali – e un tetto ai rimpatri più alto di quello attuale – che si ferma a 80 a settimana

Al netto della formazione dei tunisini per poterli fare arrivare legalmente in Italia (che dovrebbe comunque tenere conto del Decreto Flussi), a voi la notizia delle visita di Piantedosi non pare un “copia e incolla” della notizia della visita di Lamorgese? Solo che adesso i 10 milioni Europei che non arrivano (chissà perché!) sono diventati nelle parole di Tajani 100. Saranno sempre gli stessi 10 milioni che di anno in anno si moltiplicano? Cosa ne pensate?

Bisognerebbe ricordare a qualcuno che ogni promessa fatta dovrebbe essere mantenuta!

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