Vai al contenuto

Trump in Tribunale a Miami alle 15 per i documenti sottratti dalla Casa Bianca

trump in tribunale

Trump in Tribunale a Miami alle 15, l’incriminazione di venerdì 09/05

Dalle pagine di Ultimedalweb vi abbiamo già parlato in diverse occasioni di Donald Trump, dei suoi amori finiti male e delle sue ambizioni. L’ex Presidente degli Stati Uniti sta affrontando adesso un nuovo colpo alla sua onestà personale, che potrebbe danneggiare radicalmente il Partito Repubblicano. Si tratta dell’incriminazione arrivata il 9 di giugno per le carte segrete (documenti strategici) che avrebbe sottratto dalla Casa Bianca per portarle alla sua residenza di Mar-a-Lago. I capi d’accusa federali nei suoi confronti sono sette.

Donald Trump è arrivato ieri a Miami e ha passato la notte in una delle sue tante proprietà, il Doral. Prima di recarsi alla sua residenza di lusso, secondo il Washington Post, l’ex Presidente avrebbe visitato con il suo entourage qualche studio legale di primo livello per discutere sulla possibilità di assumere la sua difesa al Processo. Tuttavia, nessuno degli avvocati “di grido” consultati ha accettato un eventuale incarico, in primis a causa di notevoli divergenze sulla strategia di difesa.

Trump National Doral

Trump National Doral, a Miami

Iscriviti gratuitamente sul canale Telegram, cliccando qui

oppure su Whatsapp, cliccando qui per non perdere tutte le novità

Per approfondire:

Biden contro Trump, la sfida che spacca in 2 l’America

Incriminazione Donald Trump, chi è Karen McDougal, inserita nei 34 capi d’imputazione?

Donald Trump incriminato, oltre 30 capi d’accusa contro di lui

Le imponenti misure di sicurezza a Miami

Alle 15.00 (21.00 ora italiana) di questo pomeriggio di martedì 13 di giugno lo attendono al Tribunale federale Wilkie D. Ferguson Jr . Miami si prepara all’appuntamento con un imponente schieramento di forze dell’ordine, che da ieri controlla la città e circonda l’area attorno al tribunale. Si temono scontri, proteste, incidenti di tipo vario. I controlli non si fermano all’area vicino al Tribunale, ma vanno oltre il perimetro della città, dove potrebbero nascondersi eventuali attentatori.

Inoltre, l‘FBI sta setacciando i social network per scongiurare eventuali minacce alla sicurezza. Non si sa come agirà il Tycoon quando arriverà nei pressi del tribunale. E’ possibile che coglierà l’occasione per denunciare davanti alla stampa quello che lui considera “una bufala” e un modo per interferire con le elezioni presidenziali.

L’udienza delle ore 15, che cosa accadrà?

Mentre attende che arrivi la fatidica ora di presentarsi davanti alla Corte, Trump mette a punto gli ultimi dettagli della sua strategia legale, sfruttando le armi a sua disposizione e contando sull’appoggio dei repubblicani e dei suoi seguaci. Gli avvocati lavorano senza sosta su questo caso, preparandosi a dar battaglia in udienza. Secondo indiscrezioni, due saranno le linee di difesa che verranno adottate: la prima riguarda il potere del Presidente degli Stati Uniti di desecretare documenti; la seconda è fondata sul fatto che questo processo potrebbe danneggiare notevolmente le elezioni del 2024, poiché Trump è avanti in tutti i sondaggi.

Secondo InteractivePolls il tycoon si troverebbe al 68,8% tra i candidati repubblicani. Il dato supera di gran lunga il 26,4% del governatore della Florida Ron DeSantis, il 3,2% del senatore Tim Scott e l’1,5% del vicepresidente Mike Pence.

Quello che non si sa è se il tycoon comparirà in manette o se l’Autorità Giudiziaria si limiterà a fare la foto segnaletica e a prendere le impronte digitali. Nella precedente incriminazione a New York (per il caso Stormy Daniels) sono state prese solo le impronte, ma in questo caso si tratta di un’accusa federale, che ha risvolti molto più ampi e delicati. Il procuratore Jack Smith sarà presente all’udienza assieme al magistrato Jonathan Goodman (anziché il giudice distrettuale Aileen Cannon, che supervisionerà da vicino l’appuntamento di Donald trump con la Giustizia)

image 85

Aileen Cannon, giudice distrettuale

37 capi di accusa contro il tycoon

L’atto d’incriminazione è formato da 49 pagine che riassumono i 37 capi d’accusa (di cui 7 sarebbero reati federali) mossi da Jack Smith contro l’ex Presidente. Molti sarebbero basati sull’Espionage Act, ma il tycoon è anche accusato di avere reso dichiarazioni false e di avere cospirato per ostruire la giustizia. Il Presidente avrebbe dovuto, secondo l’accusa, consegnare la documentazione che deteneva alle Autorità competenti. Non facendo così, avrebbe messo a rischio gli Stati Uniti e violato le leggi americane. La documentazione discussa comprende piani militari, programmi nucleari e strategie in caso di attacco.

Le conseguenze politiche dell’udienza odierna

Inutile dire che gli occhi di tutto il Paese sono puntati sull’udienza di oggi e sulle conseguenze politiche che potrebbe arrecare. Molti repubblicani conservatori difendono Trump, mentre altri dubitano che le battaglie legali del tycoon penalizzino il Partito alle urne. Se a Trump dovesse essere imposto l’utilizzo del bracialetto elettronico, l’accettazione della sua nomination danneggerebbe la reputazione del partito. Mentre il suo rivale si trova in difficoltà, Joe Biden non commenta: “Non ho nulla da dire“. Lascia che la Giustizia segua il proprio corso. Come si suol dire: “se son rose, fioriranno“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *