Se fai la lista della spesa così hai sempre sbagliato: il metodo “al contrario”

By Serena De Filippi

Torniamo a casa con le buste che ci segnano le dita, apriamo gli sportelli della cucina e comincia la scena di sempre: un’altra confezione di pasta accanto alle due già lì, il terzo barattolo di ceci in fila, un paio di zucchine nuove di zecca accanto a quelle comprate lunedì. E in fondo al frigorifero, un po’ nascosta, quella mezza ricotta aperta la settimana scorsa, e mai usata.

Da qui l’idea della lista della spesa al contrario. Il nome dice già tutto: l’elenco lo scriviamo alla fine, dopo aver dato un’occhiata a quello che abbiamo in casa e aver immaginato un paio di piatti possibili. Prima le scorte, poi i pasti, in ultimo la lista con gli acquisti da fare davvero.

La lista al contrario comincia da ciò che hai già

La prima cosa da fare è una ricognizione veloce, lontana dall’idea dell’inventario con il taccuino in mano. Apriamo il frigorifero e guardiamo soprattutto le confezioni già aperte, i freschi vicini alla scadenza, gli avanzi tenuti da parte con criterio. Poi allarghiamo lo sguardo alla dispensa, dove spesso troviamo tanti doppioni: due pacchi di riso, la fila di scatolette, il legume comprato in triplice copia. Il freezer merita un occhio a sé, perché lì dentro le cose si dimenticano in fretta. E infine ci sono le scorte: pasta, riso, uova, legumi, un paio di conserve.

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lista della spesa
lista della spesa

Messe in chiaro le idee su cosa c’è, il metodo viene da sé. La “lista al contrario” è una formula pratica ormai diffusa sul web da tempo, più che come sistema con regole scritte. Il principio combacia con quasi tutte le strade contro lo spreco domestico: costruire i pasti attorno a ciò che la casa già possiede, e mettere nel carrello solo quello che serve a chiudere il cerchio.

Dagli ingredienti rimasti ai pasti della settimana

Qui comincia la parte divertente, quella in cui gli ingredienti rimasti suggeriscono la cena: si procede a piccoli blocchi, due o tre pasti alla volta, con tanti saluti alla pretesa di incastrare sette giorni perfetti su una tabella. Facciamo un esempio concreto. Nel frigorifero troviamo delle zucchine, una mozzarella già aperta e tre uova. Possiamo preparare tanti piatti: una frittata, una torta salata, magari una teglia di verdure infornate. La lista, a quel punto, raccoglie soltanto il tassello mancante, magari una confezione di pasta sfoglia o un po’ di pangrattato.

Cambiamo dispensa. Ci sono lenticchie, una passata e mezza scatola di pasta corta, e nel freezer un paio di fette di pane: ecco pronte una zuppa fumante, oppure una pasta con le lenticchie e i crostini a parte. La spesa si stringe attorno a poche cose: la verdura per il soffritto, forse una costa di sedano, il formaggio da grattugiare sopra.

C’è poi un’idea, quella dell’ingrediente ponte. Una confezione di yogurt copre la colazione e fa da base a una salsa per il pollo. Le verdure arrostite di domenica si abbinano con un secondo e il giorno dopo condiscono un piatto di farro. Un mazzetto di prezzemolo viene usato per tre preparazioni diverse e termina quindi prima di appassire. Comprando pensando a questi ponti teniamo la lista corta e la cucina in movimento.

La vera lista contiene soltanto ciò che completa i pasti

A questo punto la lista esiste già, ed è sorprendentemente corta. Sul telefono restano quattro o cinque righe, gli ingredienti che ci occorrono per i piatti immaginati poco fa. Per andare spediti tra gli scaffali possiamo ordinarle per reparto: prima i prodotti per la casa, poi la dispensa, l’ortofrutta, infine il banco frigo.

spesa
spesa

Ci sono gli ingredienti che servono a completare i pasti individuati, il cuore della lista. Ci sono i prodotti di ogni giorno quasi finiti, come il sale o l’olio agli sgoccioli. Ci sono le piccole scorte con un consumo regolare, il latte, il caffè, quello che viene portato di frequente in tavola. E poi, con tutto il diritto del caso, un acquisto dettato dal piacere: la cioccolata buona, il vino per sabato, l’ingrediente per la ricetta che sogniamo da giorni.

Un trucco per le settimane storte, quando il tempo scarseggia: al posto dell’inventario scritto basta una foto al frigorifero aperto e una alla dispensa, da guardare al volo mentre siamo in coda alla cassa. Per il freezer conviene invece tenere una nota aggiornata sul telefono, perché lì dentro gli alimenti restano fuori dalla vista e la memoria, si sa, a volte gioca brutti scherzi.

Perché questo metodo alleggerisce anche le decisioni

Questo modo di fare alleggerisce anche la fatica di decidere. La domanda “cosa cuciniamo stasera” non è così facile a cui rispondee quando si parte da una pagina bianca. Partendo invece da tre o quattro ingredienti già in casa, le possibilità si restringono da sole e la scelta arriva quasi senza accorgercene.

Il momento per provarci è giusto: settembre porta con sé la voglia di rimettere ordine, di ricominciare le settimane con un ritmo più regolare, dopo mesi in cui abbiamo magari accumulato confezioni iniziate, prodotti comprati per ricette poi rimandate, scorte messe da parte e mai toccate. Riguardare tutto con calma, adesso, ha molto senso. Ancora una volta, ci preme sottolineare il discorso contro lo spreco: guardare spesso dentro il frigorifero è utile, e possiamo usare gli ingredienti che hanno la scadenza vicina o che sono già aperti.