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Ilaria De Rosa, hostess detenuta in Arabia, condannata a 6 mesi di prigione

ilaria de rosa

Ilaria De Rosa, chi è?

Il 22 di maggio vi abbiamo informato nelle nostre pillole della detenzione di Ilaria De Rosa, una hostess italiana della compagnia lituana Avion Express. Ilaria ha 23 anni ed è originaria della provincia di Treviso; ora si trova in un carcere femminile a 45 chilometri da Jeddah. Era stata arrestata il 4 di maggio, ma nulla era stato comunicato alle Autorità italiane né ai suoi familiari nelle successive due settimane. La ragazza è accusata di detenzione di stupefacenti. Lei si è subito dichiarata innocente e ha confermato di non avere fatto uso di alcolici e sostanze stupefacenti. Tuttavia, al momento della perquisizione, nel suo reggiseno è stato trovato uno spinello e questo l’ha inguaiata. Ieri, la sentenza: Colpevole

La sentenza di colpevolezza della hostess 23enne

Dopo circa 40 giorni di carcere, ieri si è tenuta l’udienza (tempi velocissimi quelli della Giustizia araba) che doveva stabilire se la ragazza e gli altri tre coimputati erano innocenti o colpevoli. Presenti al momento della lettura della sentenza il console italiano e la sorella della giovane, Laura De Rosa. Dopo due ore di camera di consiglio, il giudice monocratico ha dichiarato Ilaria e gli altri giovani coinvolti nel blitz del 4 di maggio colpevoli di detenzione di droghe. Ad Ilaria sono stati inflitti sei mesi di pena detentiva in carcere, mentre gli altri imputati sono stati condannati a un anno e sei mesi di reclusione. A scadenza della pena, è prevista l’espulsione dal Paese

La hostess potrà ricorrere in appello entro 30 giorni dal deposito della sentenza, una volta che i suoi avvocati avranno letto le motivazioni. Al momento non si sa se la ragazza farà ricorso e si esporrà a pene detentive più alte o se tenterà di uscirne indenne da questo sfortunato pasticcio.

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La dinamica dei fatti che l’hanno portata in carcere

La ragazza, nel corso della prima visita da parte dei rappresentanti consolari in carcere, ha raccontato che è stata arrestata mentre si trovava in uno chalet con altri amici, ad una festa. Sarebbero stati circondati da poliziotti in borghese, ma armati, che li avrebbero perquisiti. La 23enne ha dichiarato di essere stata l’unica donna a subire una perquisizione invadente, probabilmente perché non araba.

Dopo poche ore ha realizzato di trovarsi in guai seri. Condotta in provincia di Jeddah, è stata formalmente interrogata in inglese solo dopo 5 giorni. Durante l’interrogatorio ha negato ogni addebito che le veniva contestato, purtroppo senza successo. Ilaria ha confermato di avere sottoscritto, alla fine della sua dichiarazione, un documento scritto in arabo, i cui contenuti non era stata in grado di comprendere.

Ilaria dovrà rimanere in un carcere saudita

La ragazza deve rimanere in carcere perché la legge saudita non prevede la sospensione condizionale della pena, Se la condanna dovesse diventare definitiva, dovrebbe scontare la carcerazione in una prigione del Paese, poiché non esistono accordi bilaterali con l’Italia che permettano all’imputata di essere trasferita in un penitenziario italiano.

I familiari sono molto preoccupati perché sanno qual’è la situazione delle carceri in Arabia Saudita, che è stato denunciato più di qualche volta da organizzazioni umanitarie come Amnesty International. Tuttavia, anche se Ilaria è provata, le sue condizioni di salute sarebbero buone. La madre, che abita a Resana, continua a dichiararsi stupita perché Ilarianon ha mai fatto uso di droghe: non è una ragazza che si fa le canne“. Ora, la sentenza dovrà essere rispettata o appellata, qualora vi siano i presupposti.

Secondo fonti della Farnesina, il Consolato a Jeddah e l’ambasciata italiana a Riad stanno prestando tutta l’assistenza possibile alla ragazza. Dopo la sentenza è stata concordata una visita per potere incontrare la sorella Laura, che abita a Bruxelles.

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