Vai al contenuto

Escrementi di topi e blatte in cucina, I NAS chiudono 7 ospedali

Escrementi, mense al setaccio da parte dei Carabinieri del NAS

Qualche settimana fa vi raccontavamo come un’operazione dei NAS aveva rilevato come 1 su 3 mense scolastiche fossero irregolari. A quel punto erano scattate sanzioni nei confronti delle aziende ristoratrici per circa 240.000 euro. Oggi vi parleremo di un risultato parallelo in un contesto diverso: le mense questa volta non sono quelle scolastiche, bensì quelle degli ospedali e delle RSA. La notizia l’ha fornita il servizio stampa dei carabinieri. Vi raccontiamo cosa è accaduto e su quante strutture sono state osservate violazioni della normativa.

Per approfondire: Mense scolastiche: NAS al setaccio. Ma cosa mangiano i nostri figli?

I blitz nelle mense degli ospedali, controlli a campione

I controlli sono stati effettuati a campione, in strutture private e pubbliche su tutto il territorio italiano, da Nord a Sud. Sono state coinvolte le province di Milano, Parma, Ragusa, Napoli, Brescia, Catania, Bari e Livorno. In totale, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno ispezionato 992 strutture sanitarie con servizio cucina adibita alla preparazione e somministrazione di pasti agli utenti. I risultati sono stati sorprendenti. Nonostante si tratti di nosocomi e centri per persone fragili (anziani, disabili…), l’attività ispettiva ha rilevato irregolarità nel 34% delle strutture. In totale 340 “cucine” non erano adempienti. Addirittura, in alcuni casi le gravi violazioni hanno comportato la chiusura o sospensione dell’attività in 7 punti ristoro.

Iscriviti gratuitamente sul canale Telegram, cliccando qui

oppure su Whatsapp, cliccando qui per non perdere tutte le novità

Il risultato delle indagini tra muffe, escrementi e condizioni sanitarie al limite

Quello che hanno rilevato i militari in alcuni casi lascia a dir poco sgomenti: alcuni locali utilizzati per preparare il cibo erano invasi da insetti e blatte; in diverse strutture i magazzini erano pieni di escrementi di topi. Per no parlare della muffa presente in diverse stanze per la preparazione e conservazione del cibo e delle stoviglie.

Nella loro relazione i NAS hanno illustrato le modalità di esecuzione di tamponi per la ricerca di agenti patogeni. Numerose superfici di lavoro, campioni di acqua e contenitori per la cottura del cibo sono stati passati al setaccio. In 4 casi l’esito delle analisi ha rilevato la presenza di batteri coliformi (materiale fecale) nell’acqua per i pasti.

I centri più scadenti

Un’azienda di Catering di Agrigento cucinava con acqua inquinata (batteri coliformi); a Parma una clinica usava taglieri contaminati dai batteri per l’elaborazione delle carni. Inoltre, il NAS di Ragusa ha chiuso la cucina di un ospedale dove i militari hanno riscontrato la presenza di escrementi di roditori. Anche il NAS del Nucleo di Milano ha dovuto chiudere la mensa di una RSA e di un ospedale meneghino in seguito all’individuazione di blatte e insetti nei locali di preparazione dei pasti e in altri adibiti alla conservazione degli alimenti. Stessa fine ha fatto una casa di cura di Napoli.

image 10

Le sanzioni irrogate da Nord a Sud

In totale, i militari hanno irrogato 431 infrazioni penali e amministrative, per un totale di 230 mila euro di sanzioni pecuniarie. Le contestazioni sono diverse. Le più ricorrenti corrispondono a violazioni delle regole alimentari nella gestione degli alimenti, ma anche la mancata rispondenza in qualità e quantità a quanto concordato nell’appalto vinto; inoltre, in molti casi gli ambienti utilizzati per cucinare o conservare il cibo sarebbero stati sporchi e inagibili. Altre sanzioni sono per motivi amministrativi, di minore peso: mancata tracciabilità degli alimenti, inidoneo utilizzo delle strutture, carenza di impianti adeguati, ecc.

Per 9 gestori sono scattate denunce penali per i reati di frode ed inadempienze in pubbliche forniture, detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione ed inosservanze alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro

Continua dopo gli annunci...

Sequestro di alimenti

Nel corso dei controlli sono stati sequestrati oltre 400 kg di prodotti alimentari poiché privi di tracciabilità, scaduti o custoditi in ambienti inadeguati. In altre occasioni il cibo non corrispondeva qualitativamente a quanto previsto (ad esempio uova non biologiche o farine bianche per confezionare pasta integrale).

Autore

Ana nasce in Spagna, si laurea a 22 anni in Scienze Liguistiche e della Comunicazione. Dopo un'esperienza nel Regno Unito si trasferisce a Trieste, dove vive tuttora. Ha maturato esperienza come consulente aziendale e collaborato con diverse case editrici. Ha pubblicato cinque libri ed è copyrighter e Search Quality Rater.View Author posts

Lascia un commento