Allarme “El Niño”: nuovi aumenti in arrivo
Ciao a tutti e tutte, amici e amiche di ultimedalweb! Se oggi vi parlo di questo argomento, è perché interessa a tutti noi, anche se “El Niño” ci sembra lontano anni luce. Di fatto, se avete dato un’occhiata alla rete, avrete visto che negli ultimi giorni gli osservatori economici e i meteorologi internazionali hanno emesso un avviso che riguarda da vicino le nostre tasche. In quale modo? Ve lo raccontiamo qui!
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), presentando i propri rapporti sull’economia globale, ci ha messo in guardia su un fenomeno climatico che nasce a migliaia di chilometri dall’Italia ma i cui effetti rischiano di farsi sentire presto sui prezzi del cibo: il ritorno di un “El Niño” eccezionalmente intenso, con una probabilità stimata al 95% entro la fine dell’anno. Dietro questo nome esotico non c’è solo una bizzarria meteorologica dell’Oceano Pacifico, ma una catena di eventi che minaccia i raccolti agricoli in tutto il mondo.
In questo articolo spieghiamo in parole semplici cosa sta succedendo, quali prodotti alimentari potrebbero subire rincari, cosa invece non cambierà e come possiamo organizzarci per fare la spesa senza brutte sorprese.
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Che cos’è El Niño e cosa dicono gli scienziati
Cerchiamo innanzitutto di capire che cos’è “El Niño”: non è altro che un riscaldamento periodico e anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale, in grado di stravolgere la circolazione dei venti e delle piogge sull’intero pianeta. Quindi, interessa anche noi, che non siamo sicuramente sulle sponde pacifiche.
La scienziata del clima Michelle L’Heureux, coordinatrice delle previsioni dell’ente meteorologico statunitense NOAA (l’agenzia federale per l’atmosfera e gli oceani), spiega che, quando l’oceano accumula una grande quantità di calore, le perturbazioni deviano dalle loro rotte abituali, portando piogge torrenziali e inondazioni in alcune aree del pianeta e siccità in altre.
A lanciare l’allarme sulle conseguenze economiche dirette di “El Niño” è intervenuto anche il Segretario Generale dell’OCSE, Mathias Cormann, sottolineando che un’ondata climatica così acuta come quella del 2026 rischia di incidere fortemente sulla disponibilità di generi alimentari primari, il che penalizzerà soprattutto i bilanci delle famiglie e l’accesso a molti prodotti alimentari.
Quali prodotti rischiano di aumentare: la lista della spesa a rischio
Quando il clima impazzisce nei grandi Paesi produttori ed esportatori agricoli (il Brasile, per esempio), i raccolti diminuiscono e le quotazioni internazionali salgono, e questo non può che riflettersi, dopo qualche mese, sui prezzi al dettaglio dei supermercati europei. Alcuni dei prodotti maggiormente interessati dal fenomeno “El Niño” sono:
- Cacao e cioccolato: l’Africa occidentale (in particolare Costa d’Avorio e Ghana), che produce la maggior parte del cacao mondiale, soffre regolarmente di siccità e ondate di calore anomale collegate al fenomeno, con ripercussioni su tavolette, creme spalmabili e biscotti.
- Caffè e zucchero: il Brasile e il Sud-Est asiatico sono i giganti della produzione di canna da zucchero e di chicchi di caffè (soprattutto varietà Robusta); anomalie nelle piogge riducono i volumi raccolti e fanno lievitare i prezzi della tazzina al bar e dei pacchetti sullo scaffale.
- Riso e cereali d’importazione: Paesi come India, Thailandia e Vietnam risentono fortemente delle alterazioni dei monsoni; quando le riserve interne calano, i governi limitano le esportazioni, facendo salire i prezzi sul mercato mondiale.
- Oli vegetali e soia: la produzione di soia in Sudamerica e di olio di palma in Indonesia e in Malesia costituisce la base per migliaia di prodotti confezionati e per i mangimi per bestiame. Potete immaginare come la mancanza di questi prodotti potrebbe incidere sull’allevamento di ovini, bovini e pollame.

Cosa non cambierà: i punti fermi della nostra filiera
Cari amici, in queste circostanze non dobbiamo cedere al panico né credere a chi prospetta scaffali vuoti o rincari indiscriminati su ogni bene. Se sentiamo parlare di bollette alle stelle e di Covid che impenna, non possiamo aggiungere a questi malanni la mancanza di cibo. In fondo, l’Italia e l’Unione Europea possiedono un livello di autosufficienza alimentare e di regolamentazione molto elevato. Vediamo quali prodotti non subiranno la crisi di “El Niño”:
- Pasta e grano duro nostrano: le forniture di grano duro per la pasta italiana dipendono in fondamentalmente dai raccolti nazionali ed europei, che non subiscono gli effetti diretti di El Niño nel Pacifico.
- Frutta e verdura fresca di stagione: mele, pere, agrumi, insalate, cavoli e legumi prodotti dalle aziende agricole italiane seguono l’andamento del meteo locale mediterraneo e non sono influenzati dagli sconvolgimenti tropicali.
- Latticini, formaggi e prodotti DOP: le nostre eccellenze casearie e i prodotti a denominazione di origine protetta sono soggetti a disciplinari rigidi a livello nazionale, che garantiscono stabilità qualitativa e rifornimenti regolari. Se volete verificare l’andamento dell’inflazione e i monitoraggi ufficiali dei prezzi al consumo, potete consultare i bollettini periodici pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’ISTAT.
Come prepararci per tempo: 4 mosse pratiche per risparmiare
Forse vi state chiedendo che cosa possiamo fare noi per non trovarci impreparati di fronte alle oscillazioni dei prezzi e quali abitudini possiamo adottare per proteggere il nostro portafoglio. Alcuni accorgimenti semplici possono aiutarci a risparmiare decine o centinaia di euro e a farci trovare i nostri prodotti preferiti pronti all’uso.
Intanto, comprate caffè e cacao in promozione: non dovete fare scorte esagerate, ma quando trovate offerte vantaggiose (come sconti del 30% o formati convenienti) su caffè macinato, cioccolato o tè, approfittatene, dato che si tratta di alimenti a lunga scadenza. Inoltre, se riuscite, privilegiate il chilometro zero e la stagionalità, dato che i prodotti ortofrutticoli coltivati in Italia non subiscono le grandi oscillazioni dei costi di trasporto marittimo. Infine, non fatevi problemi a sostituire gli ingredienti nelle ricette, se scarseggia la materia prima: per i dolci fatti in casa, potete alternare il cacao con farina di castagne, frutta secca locale (noci e nocciole) o purea di mele. Otterrete merende sane, gustose ed economiche.
Come vi abbiamo già raccontato, confrontare il costo al chilo è una sana abitudine: davanti allo scaffale del supermercato, non guardate soltanto il prezzo della confezione, ma anche quello per unità di peso (al chilo o al litro), per individuare la marca o il formato che offre il miglior rapporto qualità-prezzo.

Informazione trasparente contro l’allarmismo
Gli avvertimenti delle istituzioni internazionali come l’OCSE non servono ad alimentare paure ingiustificate, ma a permettere ai governi di sostenere la cooperazione internazionale e a noi, consumatori, di muoverci conoscendo le criticità del mercato. Cari amici, leggete sempre le etichette, ascoltate le notizie provenienti da fonti affidabili e prediligete sempre il prodotto fresco. Impariamo a premiare i prodotti locali e a ridurre gli sprechi, e non dovremo avere paura di “El Niño”.
Ana nasce in Spagna, si laurea a 22 anni in Scienze Liguistiche e della Comunicazione. Dopo un’esperienza nel Regno Unito si trasferisce a Trieste, dove vive tuttora. Ha maturato esperienza come consulente aziendale e collaborato con diverse case editrici. Ha pubblicato cinque libri ed è copyrighter e Search Quality Rater.